Camorra, la Dda mette le mani sugli “stipendi” dei boss

24 marzo 2009 0 Di redazione

Truffa, ricettazione, estorsione ed attribuzione fittizia di beni, delitti aggravati dalla metodologia mafiosa dalla finalità di agevolare il clan dei “Casalesi”. Per questo la guardia di finanza di Mondragone ha dato seguito ad a provvedimenti emessi dal G.i.p. di Napoli il 16 marzo 2009, su richiesta della DDA di Napoli. Da un’indagine in corso per altri reati, è nato un altro filone, diverso dal principale, che è sfociata nell’esecuzione di 2 ordinanze applicative delle misure cautelari personali e numerosi sequestri di beni e valori. L’esecuzione della misura personale ha riguardato Sergio Orsi e Raffaele Bidognetti, già detenuti, nei cui confronti sono state elevate le accuse di truffa aggravata ai danni dello Stato; quanto al secondo, la ricettazione continuativa di proventi delittuosi e di estorsione. L’imprenditore casalese, già tratto in arresto lo scorso gennaio per la stipulazione di un patto sociale paritario con il clan, accordo tramite cui questi giungeva in breve alla creazione di un monopolio criminale, è stato arrestato per una condotta truffaldina concretizzata nella stipula di un contratto di noleggio per un numero modesto di veicoli (mezzi concessi a disposizione dal socio occulto Gaetano VASSALLO) tra le società “eco4” e “flora ambiente”, strutture sociali entrambe nella titolarità di fatto dei germani Orsi, negozio attraverso cui venivano indebitamente distratti fondi erariali corrispondenti al prezzo fissato unilateralmente per il noleggio, equivalenti all’astronomica somma di 631.490,15 euro per ciascun anno di efficacia del contratto; il tutto con l’aggravante di avere agito nonché allo scopo di agevolare l’associazione mafiosa. Raffaele Bidognetti veniva individuato come il capo pro-tempore del gruppo  Bidognetti cui veniva stabilmente destinata una somma di denaro ammontante a 10.000 euro mensili – somme provenienti dalla società “eco4” – provvista di denaro di origine delittuosa in quanto costituente una parte del profitto tratto dal clan a fronte degli accordi societari tra imprenditoria mafiosa e clan. La Polizia Giudiziaria procedeva all’esecuzione dell’ordinanza di sequestro preventivo del G.i.p. di Napoli, provvedendo alla confisca di 3.360.968,26 euro, equivalente al credito vantato dalla “flora ambiente” nei confronti della “eco4” per il nolo dei mezzi adibiti alla raccolta ed allo smaltimento dei rifiuti, posta attiva illecita regolata in data 22 gennaio 2007 mediante la cessione alla “flora ambiente” di crediti vantati dalla “eco4” nei confronti dei Comuni di Castel Volturno, Vitulazio, Grazzanise e Bellona per i servizi resi di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Inoltre sobno state confiscate anche quote sociali e beni aziendali di tre aziende operanti nel setto dell’edilizia con sedi nell’area del casertano, risultate, all’esito dell’attività investigativa, tutte riconducibili ai fratelli ORSI Michele e Sergio e gestite attraverso fiduciari e “prestanome”.