Giorno: 14 maggio 2009

14 maggio 2009 0

Quattordicesima edizione “Oscar don Bosco”

Di admin
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14 maggio 2009 0

Ladri di opere sacre in manette

Di redazione

Un dipinto raffigurante l’Assunzione delle Vergine, rubato il primo aprile del 1999 ad Ausonia (Fr) è stato recuperato dai carabinieri del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Firenze che hanno disarticolato una organizzazione dedita alla ricettazione di beni d’arte e anche all’estorsione. Sono ben undici le persone arrestate e il valore delle opere d’arte recuperate supera il milione di euro. L’indagine è partita nel 2008 Firenze dove i carabinieri hanno rinvenuto di un dipinto rubato in una chiesa a Rieti. L’indagine ha permesso di risalire all’organizzazione che operava tra la Toscana e la Liguria che si era specializzata nei furti nelle ville o nelle chiese. Nella rete sono finiti anche i ricettatori, alcuni antiquari che acquistavano la refurtiva. L’organizzazione si era spinta fino nella punta estrema della provincia di Frosinone dove, ad Ausonia, 10 anni fa, rubarono la preziosa raffigurazione della Vergine.

14 maggio 2009 0

Il difensore Cannavaro trova la porta sigillata

Di redazione

Cannavaro trova la porta sigillata. Non è quella di una squadra di calcio avversaria ma quella della sua villa a Posillipo. Il forte difensore del Real Madrid è stato indagato dalla procura della repubblica per abusivismo edilizio e i vigili urbani di Napoli, che da almeno due anni stanno lavorando su una serie di irregolarità edili, hanno sequestrato la lussuosa abitazione in via Petrarca.

14 maggio 2009 0

Soda caustica al magistrato, indaga la procura di Perugia

Di redazione

Margherita Gerunda sta meglio, le sue condizioni si sono stabilizzate. Il capo della provincia di Frosinone a cui ieri, hanno servito in un bar a Frosinone, un bicchiere d’acqua contenente soda caustica, è ricoverata al policlinico Gemelli dove i medici stanno valutando la possibilità di operala. Intanto si indaga sull’accaduto ed è stato aperto un fascicolo, al momento contro ignoti ipotizzando il reato di lesioni colpose. Considerando che nella vicenda è coinvolto un magistrato della procura di Frosinone, il fascicolo sarà trasferito, per competenza, alla procura di Perugia.

14 maggio 2009 0

Masso Killer, processo agli sgoccioli

Di redazione

Penultima udienza oggi in tribunale a Cassino, poi, la giustizia terrena dirà se Agostino Mastrangeli e Gregorio Mattia, sono gli autori del lancio del sasso sull’A1 che è costato la vita, nella notte tra il 12 e 13 agosto del 2005, a Natale Gioffrè. I due sono imputati nel processo in corte d’assise a Cassino per omicidio volontario aggravato da futili motivi. Oggi l’ultima arringa, giovedì prossimo le contro deduzioni e la camera di consiglio. Il Fatto Erano quasi le 2 della note tra il 12 e il 13 agosto del 2005 quando, dal cavalcavia di Piumarola, frazione di Villa Santa Lucia (Fr), un masso di 41 chili venne scagliato sulla terza corsia dell’autostrada Roma Napoli in direzione sud. Quel macigno non colpì nessuna auto ma la tragedia si consumò lo stesso quando una Clio guidata da due romani, impattò sul macigno causando lo sbandamento e della vettura e il distacco del motore dal vano che lo conteneva. Tutto il blocco finì, come un proiettile, contro la Golf su cui viaggiava Natale Gioffrè, 46 anni, operaio a Torino, ma originario della Sicilia. Nella sua auto anche il figlio Francesco di 15 anni e due suoi parenti. Natale morì poco dopo causa delle gravi ferite; Francesco è finito in coma per alcuni mesi, Clemente Schinco, 46 anni, che viaggiava nella Golf venne trasferito alla rianimo dell’Umberto I° di Roma. Feriti, ma non in gravi condizioni, sono rimasti il fratello di Clemente, Claudio, immigrato anni fa a Torino per lavoro, e una coppia di ragazzi di Rignano Flaminio, vicino Roma, Radiano D’Abruzzo 23 anni e Giuseppe Martone, 22 anni, che precedevano l’auto dei torinesi sulla Clio. All’arrivo dei soccorsi, il masso trovato sull’asfalto fece capire da subito che quello non era un incidente qualsiasi. Le Indagini Squadra Mobile di Frosinone e Polizia stradale della sottosezione, iniziarono a battere il territorio di Piumarola alla ricerca degli autori del gesto. Da subito la pista seguita era quella del gesto di ragazzi, ubriachi o forse drogati che per vincere la noia avevano inventati quel drammatico e criminale gioco. Centinaia i giovani della zona ascoltati in commissariato. Decine i numeri di telefono intercettati migliaia le ore di registrazione delle conversazioni alla ricerca di indizi. Dopo un anno, la pressione degli inquirenti si concentrò su un gruppo di ragazzi, assuntori e spacciatori di droga, ed in particolare su un 18enne, Lorenzo Porcelli che, nel maggio del 2006 raccontò che due suoi amici, Agostino Mastrangeli e Gregorio Mattia, quella sera erano sul cavalcavia della tragedia. Riferì che partendo dal bar di Piumarola, l’auto di Mattia si diresse verso il cavalcavia. Lì si fermò, e mentre il 18enne rimase in macchina a inviare messaggi con il telefonino, i due, Mattia e Mastrangeli, uscirono e poco dopo li vide con un masso in mano, mentre lo scagliavano sulla strada. Poi la loro fuga e la tragedia di Gioffré. La testimonianza, contorniata da altri indizi di minor importanza, ha costituito il fondamento dell’accusa che qualche mese dopo, il 20 settembre, portò all’arresto di Mastrangeli e Mattia. I due, difesi dagli avvocati, rispettivamente Marco Paliotta e Daniele Bartolomucci, vennero scarcerati il 9 ottobre dal Riesame che ritenne quella deposizione poco credibile. Dello stesso avviso anche la Cassazione che diede ragione al Riesame. Il Processo La procura di Cassino nella veste del sostituto procuratore Carlo Morra ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio dei due giovani di Piumarola accusandoli di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Dinnanzi alla corte d’assise, presieduta dal giudice Annamaria De Santis, sono sfilati tutti i testimoni delle parti, circa 50, ma il momento più importante e che certamente ha lasciato il segno, è stato il faccia a faccia tra l’imputato Mattia e il suo accusatore Porcelli. L’accusatore, più contratto, fermo sulle sue posizioni di accusa senza però fornire ulteriori dettagli e l’imputato, più sciolto, a controbattere e a ricordargli che a causa di quel suo gesto stava rischiando l’ergastolo. Intanto sono stati ricostruiti tutti i passaggi e le versioni sono coincise solo su un aspetto, quello legato alla droga e alla catena dello spaccio di hashish. Alla fine dell’istruttoria la pubblica accusa ha chiesto per i due imputati il carcere vita. Gli avvocati di parte civile Gianrico Ranaldi ha sostenuto la tesi del pm rimarcando la poca credibilità degli alibi degli imputati; l’altro avvocato Giuseppe Di Mascio invece ha sostenuto la colpevolezza dello stesso Porcelli. Sono poi iniziate le arringhe difensive e, per primo, è stata la volta di Marco Paliotta avvocatori Mastrangeli. In 3 ore mezza ha contestato le accuse del magistrato, sottolineando le contraddizioni in cui, più volte, il super teste era caduto e quindi la sua inattendibilità. Questa mattina è l volta dell’avvocato Barlolomucci per Gregorio Mattia. Poi, giovedì prossimo, le contro deduzioni e la camera di consiglio per la sentenza.

14 maggio 2009 0

Affidano soldi ai vigilanti e non li trovano più

Di redazione

Recuperavano i soldi dalle filiali della banca Unicredit e se i tenevano per sé. Era l’attività, decisamente molto produttiva, di un istituto di vigilanza di Campobasso, incaricato dalla banca, di scortare i soldi difendendoli dai ladri. Gli incassi di alcuni centri commerciali venivano regolarmente prelevati la sera, finivano regolarmente nel caveau dell’istituto di credito e regolarmente non venivano versati alla Banca D’Italia. I funzionari della Unicredit hanno accertato che in questa maniera, gli uomini addetti alla “sicurezza” si sono appropriati di oltre 5 milioni di euro e hanno denunciato l’accaduto facendo scattare le indagini della Squadra mobile di Campobasso che ieri ha sequestrato l’istituto di vigilanza e ha denunciato cinque persone per associazione per delinquere finalizzata al peculato. Quando si dice: affidare le pecore ai lupi.

14 maggio 2009 0

“Quattro Battaglie”, la bandiera Usa arriva a Sant’Angelo

Di redazione

Maggio 1944, maggio 2009; 65 anni separano le due date e separano i nostri giorni da quelli tristi in cui, in tutto il mondo, ed in particolare a Cassino e precisamente nella piccola frazione di Sant’Angelo in Theodice, gli eserciti, quello tedesco e quello alleato, si fronteggiavano a suon di vittime. Ieri, a Roma, Michele Di Lonardo, guida turistica autorizzata della provincia di Frosinone, ha incontrato il capitano di Vascello dell’Ambasciata degli Stati Uniti (Attaché della Difesa e Attaché Navale) e ha ricevuto la bandiera USA che potrà sventolare a Sant’Angelo in Theodice in occasione delle diverse manifestazioni in onore dei caduti delle Quattro Battaglie. Di Lonardo, a sua volta, ha consegnato la bandiera all’organizzatore delle manifestazioni, Michele Pascarella. Nella foto, scattata nella piazza di Sant’Angelo, davanti al Monumento in onore della 36^ Texas Infantry Division, che al momento è in fase di ristrutturazione, grazie ad un benefattore italiano che vive a Dallas (Stato del Texas). La prossima manifestazione si terrà domenica 17 maggio alle 17.00 a Sant’Angelo in piazza per poi spostarsi sul fiume presso la Campana della Pace. Verranno diverse delegazioni ufficiali, numerosi veterani, famigliari e cittadini; in onore del 65° Anniversario delle Battaglie di Maggio 1944 / 2009. Per informazioni: 338 8142414.