Giorno: 28 maggio 2009

28 maggio 2009 0

Colpo grosso in Fiat sventato dalle guardie interne e dai carabinieri

Di redazione
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Quattrocento mila euro, questo il valore dei componenti per auto che un autotrasportatore campano avebbe tentato di rubare all’interno dello stabilimentoi Fiat di Piedimonte San Germano. All’uscita del cancello sette, il camion del campano è stato fermato per controllo dal personale di sicurezza interna e dai carabinieri di Piedimonte San Germano. Nel corso del controllo è emerso che il camion dell’uomo era carico di componenti auto e pezzi meccanici per un valore di circa 400 mila euro. La merce viaggiava senza alcun documento e, dopo ulteriori verifiche è stato accertato che l’azienda non aveva autorizzato e neanche chiesto che il materiale fosse trasferito altrove. Per questo l’autotrasportatore è stato denunciato per furto aggravato.

28 maggio 2009 0

Incidente sul lavoro, operaio ustionato alle braccia e al volto

Di redazione

Ustioni di primo e secondo grado al volto e alle braccia, una diagnosi che fda temere per le sorti di un operaio dipendente di una ditta esterna di manutenzioni che lavora all’interno dello stabilimento Ener Combustibili srl di Paliano. L’incidente è avvenuto stamattina durante alcuni lavori presso la cabina elettrica di trasformazione. L’operaio è stato in un primo momento trasportato presso l’ospedale Civile di Anagni, successivamente, in elicottero, è stato trasferito presso il San Eugenio di Roma.

28 maggio 2009 0

Ciclismo, il Giro d’Italia approda in Ciociaria

Di redazione

Partirà da Napoli e arriverà ad Anagni, città dei Papi, attraversando il cuore della Ciociaria. Il Giro d’Italia ritorna nella nostra provincia con la 20^ tappa, penultima della edizione 2009. Il Giro festeggia quest’anno un secolo di vita, anche se di effettivi ne contiamo 92, escludendo gli otto anni di fermo a causa dei conflitti mondiali. La carovana entrerà nel territorio della provincia di Frosinone toccando il primo paese del sud: San Vittore del Lazio, poi Cassino fino a Frosinone. Tutto questo accadrà nel pomeriggio di sabato 30 maggio. Poi, percorrendo il tratto di Casilina, messa a nuovo in tempo di record per l’occasione dal Settore Tecnico della Provincia, passerà nel centro di Cassino, fino ad arrivare a Frosinone. Proseguirà per Anagni, dove alle 17,30 i corridori taglieranno il traguardo in via Roma. Come accade dal 2003, anno in cui dopo diciassette anni ha fatto ritorno il Giro d’Italia nella nostra provincia, si vive, in questi giorni, un’aria di grande attesa. La tappa n. 20 del Giro d’Italia precede quella conclusiva di domenica a Roma. La penultima tappa sarà, sicuramente, una corsa avvincente che potrà stravolgere la classifica. I primi tre dovranno limare i tempi per la brevità della classifica. Quindi, il traguardo di Anagni sarà decisivo per la cronometro del giorno seguente nella Capitale. La presenza di due corridori del frusinate rende più interessante il passaggio del Giro in terra di Ciociaria. Con il n. 157 corre con “Diquigiovanni-Androni” Francesco De Bonis di Isola del Liri, mentre con il n. 112 con “Liquigas-Domo” corre Valerio Aguali di di Fiuggi. Dal 2003 ad oggi, escluso il 2006, il Giro d’Italia e la Tirreno Adriatico hanno visto protagonista la nostra provincia. “Ciò significa – sottolinea Mario Guerrieri della Federazione provinciale e organizzatore del Giro – che sono stati ricostruiti rapporti con la Gazzetta dello Sport grazie agli impegni assunti in questi anni dalla Provincia di Frosinone”. Il passaggio del Giro d’Italia sarà come sempre una vetrina, non solo nazionale ma internazionale, per il territorio. C’è da sottolineare che la CNN segue il corridore americano Amstrong Lance, vincitore di sette Tour de France.

28 maggio 2009 0

La camorra investe nelle immondizie

Di redazione

Che la camorra investisse nella raccolta e smaltimento dei rifiuti lo si sospettava, adesso però gli investigatori sostengono di aver trovato prove sul fatto che addiriIn data odierna, sono state eseguite ordinanttura i clan gestivano aziende nel settore. Oggi, ordinanze di sequestri e di misure cautelari sono state emesse, a seguito di complesse indagini coordinate dai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di BELFORTE Salvatore, capo dell’omonimo clan operante nel Casertano, e di altri esponenti di spicco del citato clan, tutti titolari di attività imprenditoriali. I reati contestati sono: associazione per delinquere di stampo camorristico, traffico illecito organizzato di rifiuti e truffa aggravata ai danni di Ente Pubblico, riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita, estorsione, reati tutti aggravati dalla finalità dell’agevolazione mafiosa. L’attività rappresenta un vero e proprio traguardo investigativo in quanto è la prima volta che si dimostra giudiziariamente la gestione diretta da parte della camorra di società operanti nel settore dei rifiuti per mezzo delle quali si riciclavano capitali del clan proprio nel settore dei rifiuti. L’operazione odierna – condotta in perfetta sinergia da un pool Interforze composto per l’alta specializzazione dai Carabinieri del Comando Tutela Ambiente di Roma e di Caserta e dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Marcianise – segna una tappa fondamentale nella lotta alla criminalità organizzata in quanto si riusciti a dimostrare che esponenti apicali di clan camorristici – il capoclan BELFORTE Salvatore – da lungo tempo si sono inseriti nella gestione dei rifiuti mediante società direttamente da loro gestite: è il caso della SEM, direttamente controllata dal clan BELFORTE. In tali società venivano convogliati i proventi delle attività illecite del clan, quali il traffico di droga ed i ricavi delle estorsioni e dell’usura, e venivano utilizzati per operare nel delicato settore della gestione dei rifiuti, in precedenza gestito da imprese del Nord. I mezzi con cui le società camorristiche ottenevano la supremazia del mercato erano molteplici: Le società camorristiche, sfruttando il totale controllo del territorio grazie alla operatività “militare” del clan di appartenenza, avevano grosse disponibilità di denaro da utilizzare per le attività imprenditoriali tanto da assumere una vera e propria posizione monopolistica nel settore dell’intermediazione dei rifiuti. La società SEM, gestita dal clan BELFORTE, aveva la capacità di legarsi ad analoghe società riferibili ad altri gruppi camorristici operanti nel medesimo settore dei rifiuti anche grazie ad “alleanze” criminali. La società SEM otteneva appalti pubblici anche grazie alla compiacenza di pubblici funzionari anche in assenza delle necessarie iscrizioni: è il caso degli appalti per le bonifiche degli alvei effettuate dalla RECAM. Il danno per l’Ente pubblico è enorme: di qui la contestazione anche del reato di truffa aggravata. L’attività di indagine si è focalizzata sull’analisi del settore dei rifiuti ed ha consentito di appurare che il clan BELFORTE – operante nella zona di Marcianise e nei paesi limitrofi – ha assunto, anche in tale ambito ed accanto ai settori “tradizionali” di operatività del clan camorristico, una posizione dominante. L’organizzazione criminale è riuscita, pertanto, ad acquisire enormi disponibilità finanziarie che ha poi reimpiegato – tramite una fitta rete societaria e di prestanome – nel medesimo settore imprenditoriale e nelle acquisizioni immobiliari. L’attività investigativa è stata veramente impegnativa e complessa atteso che gli indagati hanno operato, per lungo tempo, indisturbati avendo la possibilità di realizzare un vero e proprio impero imprenditoriale e di creare una “cortina” di legalità tesa a celare gli investimenti illeciti. E’ stato, pertanto, necessario effettuare una certosina ricostruzione finanziaria e patrimoniale delle consistenze economiche e patrimoniali degli indagati e dei soggetti ad essi collegati; le risultanze di tali accertamenti – incrociate con i risultati di approfonditi ed estesi controlli bancari – hanno, infine, consentito di verificare la provenienza illecita delle consistenze patrimoniali, bancarie e societarie del gruppo criminale e di ottenerne una precisa “mappatura” . Tali dati sono risultati perfettamente collimanti con le convergenti dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia un tempo affiliati a diversi clan del casertano. E’ stato così possibile ricostruire un quadro indiziario diretto ed efficace dell’infiltrazione del sodalizio di criminalità organizzata e specificamente accertare che il clan “BELFORTE” e/o “Mazzacane” di Marcianise opera anche nel settore della gestione dei rifiuti con modalità illecite, tanto che appare configurabile anche il delitto di traffico organizzato illecito degli stessi. Le attività investigative hanno dimostrato che il motore intorno al quale ruotano le attività del clan criminale sono proprio le diverse società gestite da due imprenditori camorristi. Nel caso dell’attività di intermediazione per lo smaltimento dei rifiuti svolta dalla diverse ditte riferibili al clan BELFORTE, il dato documentale risulta essere certamente di elevata caratura investigativa; esso va perfettamente a riscontrare gli esiti delle intercettazioni telefoniche. L’organizzazione camorristica ha articolato le proprie attività mediante quattro distinti ambiti operativi, e più precisamente mediante: l’apparente intermediazione dello smaltimento dei rifiuti svolta dalle società CEPI ed ECOMEDITERRANEA; infatti, il clan camorristico impone alle piccole e medie attività artigianali di avvalersi, per lo smaltimento dei rifiuti prodotti, di impianti individuati per loro conto dalla CEPI e dalla ECOMEDITERRANEA, ovvero società di intermediazione di rifiuti direttamente controllate dal clan BELFORTE; la predisposizione di una filiera di società senza alcuna struttura impiantistica c.d. “società cartiere” per essere utilizzate, da parte del clan BELFORTE, esclusivamente per operare “giri” di fatture false (c.d. f.o.i.) onde dissimulare gli ingenti e soprattutto ingiusti profitti derivanti anche dal traffico organizzato illecito dei rifiuti; sono le società SAMA s.a.s, NICO s.a.s, WASTE SERVICE srl; la predisposizione di una filiera di società dotate di impiantistica per le attività di recupero/smaltimento dei rifiuti: ECOPARTENOPE s.r.l, SEM s.p.a, ENERTRADE s.r.l, BIOCOM s.a.s; l’imposizione del pagamento di somme a titolo di estorsione nei confronti delle ditte operanti nel settore della gestione dei rifiuti, dislocate sul territorio di propria pertinenza (si ricordano le operazioni “PIZZO SUL PIZZO” e “SCACCO AL RE” aventi ad oggetto le estorsioni effettuate ai danni degli imprenditori operanti nel casertano RICCI della ECOREC s.r.l. e IAVAZZI della IMPRESUD srl). L’effetto dell’intromissione degli interessi camorristici nello sviluppo del “libero mercato” è devastante in quanto è tanto invasivo da provocarne la distorsione dei meccanismi essenziali: dall’analisi dei bilanci e dei singoli atti di gestione delle società (dei quali si darà conto nella pagine che seguono) non sono stati rinvenuti criteri gestionali connotati da quell’economicità cui dovrebbe tendere ogni gestione imprenditoriale. In altri termini, le società “controllate” dal clan o “collegate” ad esso alterano il sistema in quanto non sono tenute a seguirne le regole; esse, infatti, non perseguendo l’ordinaria finalità imprenditoriale finiscono per sovvertire tutte le regole e le dinamiche del mercato. Esse, non perseguono la finalità del conseguimento dell’“utile”, ma quella – diversa se non opposta – della “ripulitura” dei capitali illeciti; si tratta di società che, pertanto, sono create per effettuare tali operazioni “costi quel che costi”. Da quanto detto, si evince quanto sia forte lo scollamento dalle ordinarie regole imprenditoriali. Il riscontro dell’anormalità dei flussi economici di queste società è dato dagli esiti degli accertamenti effettuati mediante le dettagliate analisi dei bilanci (laddove presentati) ed i riscontri dei flussi bancari. Infatti, si è appurato che molte società hanno ricevuto enormi finanziamenti in contanti (talvolta per milioni di euro) da parte dei soci oppure mediante bonifici bancari: è la classica tecnica del riciclaggio. La SEM, ad esempio, ha avuto iniezioni di denaro liquido a titolo di finanziamento soci e versamenti in contanti per circa dieci milioni di euro nell’arco di un quinquennio con contestuali prelievi in contanti e fatturazioni false in modo da far ritornare il denaro “ripulito” nella disponibilità del clan. Sono state accertate anche ulteriori cointeressenze tra i clan camorristici operanti nel casertano con le aziende operanti nel settore dei rifiuti e le loro propaggini in altre regioni, come nel Lazio, ove sono stati operati significativi sequestri di società e di immobili riconducibili al clan BELFORTE.

28 maggio 2009 0

Sigarette di contrabbando sull’A1

Di redazione

Viaggiava vero verso Napoli con 45 chili di sigarette contraffatte. Si tratta di un cittadino straniero che questa mattina è stato fermato dalla polizia tradale della sottosezione di Cassino, alla guida di una Chrysler modello Gran Voyager in transito sull’autostrada nei pressi del casello di Castrocielo Pontecorvo. Gli agenti al comando di Italo Acciaioli, hanno individuato il veicolo con targa slovacca e vetri oscurati, fermandolo per controllo. Si tratta di M. J., 34 anni di nazionalità Slovacca. Nella vettura, in un sottofondo, gli agenti hanno trovato 45 chili, per un totale di 225 stecche di sigarette (2250 pacchetti) marca “Classic Red” (Slovacche), destinate al mercato (clandestino) della Campania. L’uomo, quindi, è stato arrestato e tradotto in carcere a Cassino.

28 maggio 2009 0

Tre auto distrutte dal fuoco, si sospetta il dolo

Di redazione

Dietro gli incendi che hanno distrutto, questa notte, due auto a Colle San Magno e una Pontecorvo, c’è l’ombra del dolo. Il primo episodio si è verificato alle 22.30 circa, quando due auto di proprietà di una azienda della zona sono state avvolte dal fuoco riportando danni ingenti. I vigili del fuoco di Cassino sono intervenuti ed hanno domato il rogo. Qualche ora dopo nuova allarme, questa volta a Pontecorvo in via Le Mure. Nuova corsa dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme che avevano avvolto una Opel Zafira. Il sospetto della natura dolosa dei roghi è forte. Indagano i carabinieri della compagnia di Pontecorvo agli ordini del Capitano Pierfrancesco Di Carlo.

28 maggio 2009 0

Disagi alle poste, Codici chiede chiarimenti

Di redazione

Sono sempre più numerosi i disagi che i cittadini di Sora continuano a segnalare agli sportelli di CODICI a proposito delle Poste Italiane. Tra le criticità rilevate sono evidenziate : ritardi nel consegnare la corrispondenza, continui errori nella consegna, problemi con le raccomandatecorrispondenza abbandonata e pacchi smarriti. “Disservizi – afferma il Segretario Provinciale di CODICI Frosinone, Luigi Gabriele – che colpiscono il Comune di Sora come il resto d’Italia. In molti hanno visto l’arrivo di bollette ormai scadute per i ritardi nella consegna o posta con un comunicativo diverso dalla persona interessata. Ma non solo: il CODICI ha rilevato la presenza di clausole vessatorie nelle condizioni generali del Contratto di Servizio. In particolare si tratta dei seguenti prodotti: “raccomandata 1”, “pacco celere maxi”, “pacco ordinario”, “pacco celere 1 plus”, “pacco celere 3”, “posta celere 1 plus” e “richiesta di trasferimento internazionale di denari”. Tali clausole sono ritenute vessatorie in quanto limitano la responsabilità di Poste Italiane nel risarcimento del danno in caso di inadempimento del servizio. Tali disposizioni, previste dal Contratto di Servizio, risultano contrastanti con l’art. 36 del Codice del consumo. E’ inammissibile che i cittadini di Sora chiamino in numerosi per evidenziare i disservizi postali. L’associazione, in difesa dei consumatori, si batterà affinché ci sia un sostanziale miglioramento dei servizi”. Pertanto, il CODICI ha inviato una segnalazione alla direzione postale del Comune di Sora e chiede un incontro ai dirigenti.

28 maggio 2009 0

Aperto il primo sportello provinciale “Tutela dei consumatori”

Di redazione

E’ stato ufficialmente aperto presso la sede decentrata di via Cimarosa a Cassino dell’Amministrazione provinciale di Frosinone, il primo dei quindici sportelli per la “tutela dei consumatori”. Nel giro di pochissimi giorni apriranno al pubblico anche altri tre uffici del genere che andranno a servizio delle cittadinanze di Pontecorvo, Sora e San Giorgio a Liri. Ad inaugurare il neonato servizio sono stati, nella mattinata di ieri, il consigliere provinciale cassinate Tullio Di Zazzo e il presidente provinciale dell’Adoc (Associazione per l’Orientamento e la Difesa dei Consumatori), Mario Pirri. L’iniziativa, resa possibile grazie ad un finanziamento ad hoc stanziato dalla Regione Lazio, sarà coordinata su tutto il territorio provinciale direttamente da quelle realtà che si occupano specificatamente di tutela e diritti dei consumatori. Lo sportello cassinate sarà diretto dai componenti di due importanti realtà che operano da anni non solo in provincia di Frosinone, ma su tutto il territorio nazionale: la Lega Consumatori e la stessa Adoc. A gestire lo sportello “tutela del consumatore” di Cassino, ci saranno tre operatrici a disposizione tutte le mattine in orario d’ufficio, servirà soprattutto per raccogliere le istanze e le segnalazioni che provengono direttamente dai cittadini.

28 maggio 2009 0

La tragedia del trattore ribaltato, un 27enne ha perso la vita

Di redazione

Drammatico il bilancio del ribaltmento del trattore avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri in un campo coltivato tra Ripi eTorrice in provincia i Frosinone. Coinvolti sono due giovani di 27 anni entrambi di Ripi. Uno, Davide Arduini che era sul mezzo agricolo, è rimasto ferito in modo gravissimo. Il suo amico, Marco Zeppieri, stava assistendo da vicino al lavoro quando il trattore si è ribaltato travolgendolo. Per Marco non c’è stato nulla da fare: è morto. Sull’accaduto indagano i carabinieri.

28 maggio 2009 0

Schianto sull’A1, tre suore coinvolte, una è morta

Di redazione

Tre suore sono rimaste coinvolte, questa mattina, in un pauroso incidente stradale che è costato la vita ad una delle religiose. Le donne viaggiavano a bordom di un Ford Focus guidata da un ragazzo. Erano patiti da Taranto ed erano diretti a Roma. Qualche minuto prima delle 7 sull’Autostrada, tra i caselli di Ceprano e Frosinone, l’auto, per cause al vaglio della polizia stradale, si è schiantata contro un’autocisterna e poi si è ribaltata. Immediati i soccorsi. Sul posto sono arrivati i vigili del fuoco di Frosinone e le ambulanze del 118. Gli occupanti dellaFocus sono stati tutti trasportati in ospedale ranne il corpo esanime della religiosa che è rimasto sul posto in attesa dell’arrivo della cassa mortuaria. Il giovane alla guida è ancora sotto shock e non ha saputo spiegare cosa è accaduto.