Frode della telefonia, evasione per milioni di euro

5 maggio 2009 0 Di redazione

Una truffa allo Stato per evadere oltre sette milioni di euro. E’ quanto hanno accertato gli uomini della guardia di finanza di Frosinone agli ordini del colonnello Giancostabile Salato. Le fiamme gialle hanno scoperto una società cosidetta “cartiera” di Ceccano che opera nel settore della telefonia a livello internazionale. Tre sono le persone denunciate perché hanno utilizzato una società con sede nella provincia di Frosinone, per emettere fatture relative ad operazioni inesistenti a favore di un’azienda di Roma. Due persone individuate quali organizzatori della frode fiscale, sono state denunciate per il reato di circonvenzione di persone incapaci, dato che nel tentativo di depistare le indagini ed attribuire a questi responsabilità, hanno intestato la società ad un soggetto non in grado di gestire gli affari della società. La società frusinate, ha acquistato da varie società dell’unione europea e di San Marino materiale di telefonia senza il pagamento dell’i.v.a., in virtu’ dello specifico regime applicabile agli scambi intracomunitari; La stessa società inoltre ha rivenduto, con l’applicazione dell’i.v.a. Ad aliquota 20%, anche attraverso altri anelli della complessiva catena, la stessa merce al reale acquirente nazionale, che in tal modo ha potuto beneficiare, grazie all’interposizione della societa’ “cartiera”, della detrazione dell’i.v.a. esposta in fattura;
Un sistema per sottrarsi agli obblighi di versamento dell’imposta e di presentazione della dichiarazione. Alla conclusione delle complesse indagini è stato rilevato che la società di Ceccano ha emesso, nel periodo dal mese di dicembre 2006 al mese di giugno 2007, nr. 323 fatture per operazioni soggettivamente inesistenti per un ammontare imponibile compelssivo pari a 7.620.071,59 di euro ed i.v.a. pari a 1.524.014,31 di euro. Segnalata, inoltre la società romana, per aver evaso imposte dirette per circa 8 milioni di euro. L’attività investigativa condotta ha consentito di individuare un sistema di frode all’i.v.a. Intracomunitaria, noto come “frode carosello”, caratterizzata dall’esistenza di una societa’ fantasma utilizzata solo per l’immissione nel territorio nazionale di sofisticati cellulari senza assolvere alcun tributo e che consentiva ad una seconda società non solo di evadere le imposte ma di alterare di mercato aggirando le regole della libera concorrenza.