Una visita motivo di lode e di sano orgoglio religioso

23 maggio 2009 0 Di redazione

Da don Benedetto Minchella, parroco della chiesa di Sant’Antonio di Cassino, riceviamo e pubblichiamo.
“La visita pastorale che il Santo Padre Benedetto XVI compirà nella diocesi e nell’abbazia di Montecassino rappresenta un evento di rilievo religioso e sociale per molteplici motivi.
In primis perché per la prima volta nella storia un pontefice presiede una celebrazione nel cuore della città di Cassino proprio nell’anno in cui si celebra il sessantacinquesimo anniversario della distruzione dovuta agli eventi bellici del secondo conflitto mondiale. In secondo luogo perché il pontefice, conclusa la celebrazione liturgica, benedirà il nuovo centro d’accoglienza, sorto nei locali del dismesso ospedale civile, per l’alloggio di persone extracomunitarie e in difficoltà. Infine, il Santo Padre incontrerà gli abati e le abadesse di tutto il mondo e per loro presiederà la celebrazione del Vespro. Poi si trasferirà presso il cimitero di guerra polacco per la preghiera per i caduti di tutte le guerre.
La visita del Pontefice rappresenta per la terra di San Benedetto la riaffermazione di legami e vincoli di fede e comunione con il Romano Pontefice, a partire dal dato giuridico per cui la nostra abbazia territoriale è governata da un “abbate nullius”, ovvero un territorio immediatamente soggetto alla santa sede e pastoralmente aderente alla figura di colui che nel cenobio benedettino fa le veci di Cristo. Papa Ratzinger aveva da tempo espresso il desiderio di sostare in preghiera sulla Tomba di San Benedetto, al quale si è evidentemente ispirato per la scelta del suo nuovo nome e per le affinità spirituali con il mondo monastico di cui il Cardinale Ratzinger non ha mai fatto segreto: Lui già da tempo conosce la comunità monastica per le annuali settimane di ritiro spirituale di cui aveva potuto godere anche in un recente passato e per questo tornarvi da Sommo Pontefice costituisce per lui, ma anche per tutti noi, motivo di lode e di sano orgoglio religioso. La città attende in fermento: le ore che scorrono rendono sempre più consapevoli tutti noi dell’evento che ci porterà al centro dell’attenzione dei mass media e di quanti vorranno unirsi nella preghiera che il santo Padre eleverà da questa nostra “terra Sancti Benedicti”. Anche i molteplici momenti di preghiera, la veglia diocesana, la penitenziale per i giovani, lo spettacolo “graffiti music” della sera antecedente la data del 24 maggio stanno insaporendo l’attesa di quel giusto gusto di spiritualità e di fratellanza per creare quel clima di pace che speriamo il Santo Padre possa respirare in mezzo a noi quale migliore parte di eredità a noi consegnata dal Patrono d’ Europa e da noi custodita nonostante gli eventi bellici”.