Dispersione scolastica, il finanziamento sale a 56 milioni

12 agosto 2009 0 Di redazione

Con questo finanziamento, inserito con la manovra di assestamento del bilancio la Regione ha aumentato di 6 milioni, portandolo complessivamente a 56, lo stanziamento complessivo per finanziare corsi triennali di formazione finalizzati a contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico.
I fondi sono destinati a finanziare percorsi triennali di istruzione e formazione professionale, strumento efficace contro la dispersione e l’abbandono della scuola.
Rivolti ai giovani tra i 14 e i 18 anni, i percorsi assolvono all’obbligo di istruzione e rappresentano un valido strumento per combattere la dispersione scolastica e formativa, in quanto sono diretti ai ragazzi fuoriusciti dalla scuola o a forte rischio di abbandono, rappresentano una seconda opportunità, che consente comunque loro di rientrare nel percorso scolastico.
“La Regione ha deciso di investire sui percorsi triennali di istruzione e formazione tecnica superiore – ha detto l’assessore uscente all’Istruzione Silvia Costa – che si sono rivelati un ottimo mezzo di contrasto dell’abbandono della scuola. In questi quattro anni ben 8mila ragazzi hanno potuto ottenere una qualifica professionale, e di questi circa quattro mila sono rientrati nel percorso scolastico e hanno ottenuto il diploma superiore.”
“Un forte impegno della Regione Lazio, che in tal modo ha sopperito ai tagli di 40 milioni di euro effettuati dal Ministero della Pubblica istruzione, 9 dei quali nella nostra regione.” ha concluso Silvia Costa.
Questi corsi si fanno in base agli indirizzi regionali e alle linee guida sui contenuti concordati con il Ministero della Pubblica istruzione, a garanzia dell’espletamento dell’obbligo a 16 anni e sono affidati alla programmazione delle Province, sulla base di bandi cui partecipano gli enti di formazione pubblici e privati accreditati per l’obbligo di istruzione e formativo.
Grazie ai 6 milioni aggiuntivi stanziati dalla Regione e parzialmente sostitutivi dei tagli del Governo, sarà possibile ammettere ai corsi anche i giovani che si sono iscritti a giugno, spesso a seguito di bocciature o perché non intenzionati ad iscriversi a scuola.