Il terremoto fa scoprire un affresco del 400

10 settembre 2009 0 Di redazione

Ancora un ritrovamento. Ancora un affresco venuto alla luce in maniera casuale e a seguito dei lavori di sgombero e messa in sicurezza dei monumenti danneggiati dal sisma del 6 aprile scorso. Dopo il caso della Chiesa di San Pietro Apostolo ad Onna, ieri un altro splendido affresco è stato scoperto sull’altare maggiore della Chiesa dell’Addolorata nel cuore del centro storico dell’Aquila. La squadra dei VVFF, coordinati dall’Ing. Mauro Caprarelli, e dei tecnici dell’Ufficio del Vice Commissario per la tutela del Patrimonio Culturale e di Legambiente, coordinati dalla Dott.ssa Veronica de Vecchis, nell’ambito dell’intervento di recupero delle opere d’arte ancora conservate nella Cappella dell’Addolorata ad aula unica e attualmente gestita dall’omonima Congregazione, gravemente danneggiata dal terremoto, hanno scoperto la parte superiore di un prezioso ed inedito affresco databile intorno alla fine del XV secolo. Durante la rimozione della pala dell’altare maggiore ci si è trovati di fronte alla raffigurazione di una trinità, la composizione scoperta fino ad ora presenta due angeli con panneggi molto ampi che volano sopra la testa del Padre Eterno che, gli occhi abbassati e tristi sembra guardare al Figlio Crocifisso. L’opera si trova sul muro cui poggia l’altare maggiore e ad un primo esame si ipotizza che essa continui dietro l’altere stesso visto che l’attuale è posto ad una quota più alta rispetto al precedente della chiesa che, in origine, era intitolata proprio alla Trinità.
Per la neo Soprintendente ai Beni Storico Artistici per l’Abruzzo, Lucia Arbace, si tratta di una scoperta importante “… che ad una prima analisi si può riferire ad periodo immediatamente successivo alla peste che flagellò L’Aquila nel 1478, che è poi la stessa datazione posta alla base del San Sebastiano di Silvestro dall’Aquila conservato, fino al sisma dell’aprile scorso, al Museo Nazionale d’Abruzzo. Inoltre nel luogo dove si trova la chiesa dell’Addolorata, sorgeva in questo periodo il più grande ospedale dell’Aquila. Un dramma come quello del terremoto – continua Arbace – apre così uno spaccato su un altro dramma di circa cinque secoli precedente e su una società che reagisce inserendosi a pieno, grazie ad una committenza ricca ed illuminata, nell’importante filone del rinascimento italiano”.