Cani avvelenati, un “summit” in comune

26 ottobre 2009 0 Di redazione

Il fenomeno dei cani avvelenati ha portato l’amministrazione comunale di Sant’ambrogio sul Garigliano (Fr) ad incontrare i volontari dell’associazione amnimalista Anpana per mettere in campo iniziative valide per arginare il fenomeno del randagismo e dell’avvelenamento dei cani. A seguito dell’incontro, il presidente dell’Anpana Cassino, Francesco Altieri ha stilato un comunicato stampa. “In merito al fenomeno dei cani avvelenati a Sant’Ambrogio del Garigliano, – si legge nella nota di Altieri – come richiesto dal Sindaco del Comune di Sant’Ambrogio, sabato 24 ottobre presso la casa comunale, si è svolto un incontro con l’Anpana che verteva sul problema delle uccisioni di cani. L’incontro si è svolto in un clima costruttivo e dopo i dovuti chiarimenti si è giunti ad una strategia d’azione comune. L’amministrazione si è rivelata sensibile al problema del randagismo ed alla protezione animali; infatti alcuni anni or sono è stata fautrice di una campagna di sensibilizzazione che addirittura premiava chi avesse denunciato un abbandono. Purtroppo la particolare posizione geografica del Comune agevola chi volesse disfarsi di cani scomodi, facendo proliferare i cani randagi. Non ultimo, c’è il problema dei semiliberi che sono cani accuditi da più cittadini, per strada. Alla fine della discussione si è passati alle strategie da mettere in campo per frenare il fenomeno del randagismo. L’amministrazione con in testa il Primo cittadino, metterà in atto azioni volte a tenere maggiormente sotto controllo il territorio, ad informare i cittadini sulle norme in materia di protezione di animali e prevenzione e controllo del randagismo. Tutto ciò anche con l’ausilio dei volontari e ricordando che l’abbandono e l’uccisione di animali sono reati e chi li commette è sanzionato in modo importante. In conclusione, alla luce dei fatti, ci rivolgiamo all’opinione pubblica, alla stampa e ai media, perché sia messa nella giusta luce la faccenda, precisando che: cittadini, volontari ed Amministratori guardano nella stessa direzione, di legalità, sensibilità, attenzione e cura degli animali e stigmatizziamo che l’isolato caso è frutto dell’azione di un balordo, che assolutamente non rappresenta un paese sano ed attento alle problematiche animaliste, come si sta dimostrando Sant’Ambrogio Del Garigliano”.