L’ultimo libro di Pistilli riporta… alle origini della signoria casinese

19 ottobre 2009 0 Di redazione

Un viaggio alle origini del potere temporale e spirituale della gloriosa badia di Montecassino è quello che ci propone Emilio Pistilli nel suo ultimo libro “Il privilegio di papa Zaccaria del 748. Alle origini della signoria casinese”, stampato dalla tipografia Pontone di Cassino con il contributo della Banca Popolare del Cassinate ed edito dal CDSC onlus, Centro Documentazione e Studi Cassinati.
Il lavoro è tutto imperniato su un’antica pergamena conservata nell’Archivio di Montecassino: si tratta del Privilegio di Papa Zaccaria dell’anno 748, con il quale lo stesso papa, nel recarsi a Montecassino per consacrare la ricostruita Basilica, riconosce al monastero i vasti possedimenti rilasciati dal duca longobardo Gisulfo II tre anni prima – quelli che costituiranno la “Terra di San Benedetto” – e decreta che l’abbazia di Montecassino da allora in poi non debba essere sottoposta ad alcuna potestà vescovile ma debba dipendere direttamente dalla Santa Sede: nacque così la definizione “Abbazia nullius”. Inoltre lo stesso abate è dotato dei poteri vescovili. Tale configurazione è vigente ancora oggi.
Tutto accadde dopo che nell’anno 589 una incursione dei longobardi capeggiati dal duca longobardo Zotone di Benevento, aveva messo a fuoco il monastero costringendo i monaci a mettersi in salvo a Roma sotto la protezione di papa Pelagio; lì i seguaci di Benedetto si costruirono un monastero presso la basilica del Laterano e vi restarono per circa 130 anni. Fu solo attorno al 720 che papa Gregorio II decise di ridare vita al monastero cassinese inviandovi, con l’assenso dei duchi di Benevento, Petronace da Brescia. Ma nel frattempo il patrimonio dell’abbazia, era andato quasi del tutto perduto a causa dell’assenza dei monaci e delle devastazioni ed usurpazioni da parte dei signorotti del circondario. Fu il duca longobardo beneventano, Gisulfo II, forse a riparazione dei danni provocati da Zotone, che, nel 744, provvide a ricostituire il patrimonio benedettino con la donazione di molte terre. Petronace ricostruì il monastero e l’abbazia che, come già detto, fu consacrata da papa Zaccaria.
Il lavoro di Emilio Pistilli ha voluto ripercorrere le vicende storiche di quella bolla pontificia, il cui originale è andato perduto, ma del quale esiste una copia del sec. XI. Fino ad ora la suddetta bolla, con tutto il suo contenuto, era stata trascurata perché ritenuta falsa da alcuni studiosi, specialmente tedeschi, i quali facevano risalire l’inizio della signoria cassinese a documenti di un secolo e mezzo dopo.
Il merito di Pistilli, allora, è quello di aver aggiunto quasi un secolo e mezzo di lustro alla strepitosa storia di Montecassino.
Prof. Giovanni Petrucci
Presidente CDSC onlus