Giorno: 4 novembre 2009

4 novembre 2009 0

Cassino – Influenza A, due casi

Di admin
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4 novembre 2009 0

Marjiuana fai da te, 36 enne in manette

Di admin

Continua senza sosta l’attività di prevenzione e repressione finalizzata al contrasto di reati in materia di stupefacenti. Nella mattinata di ieri 3 novembre 2009, i Carabinieri della Stazione di Mosciano Sant’Angelo, agli ordini del Maresciallo Aiutante Paolo GENTILE, hanno portato a termine una importantissima operazione di servizio. Nel corso di articolata attività info-investigativa posta in essere dai militari a seguito di un insolito aumento della disponibilità di “marijuana” in circolazione, venivano acquisite importanti informazioni che riconducevano alla coltivazione e produzione di tale sostanza all’interno di un’abitazione ubicata nella periferia di Mosciano. Avuta la certezza del luogo preciso ove avveniva la produzione dello stupefacente, i militari, alle prime ore dell’alba di ieri decidevano di fare irruzione nell’abitazione di COSENZA Alessandro, 36enne del luogo, operaio, incensurato. All’interno dell’appartamento venivano rinvenuti diversi recipienti in vetro contenente ciuffi di marijuana essiccata, uno scatolo di fertilizzante naturale del peso di Kg.1 (usato per l’accellerazione della fioritura). A seguito dell’insolito rinvenimento, la perquisizione veniva estesa a tutti i locali annessi all’abitazione e, nella circostanza, all’interno del garage (attiguo all’abitazione stessa al quale si accedeva da una porta interna) i militari facevano una scoperta inaspettata e “stupefacente”. Il locale, debitamente “vigilato” da un grosso pastore tedesco, era un vero e proprio “laboratorio artigianale” con attività di coltivazione e produzione di piante di marijuana. Nel dettaglio, venivano rinvenute due cabine in truciolato, una della grandezza di 1 mt. x 1 mt e l’altra di 2 mt. x 1 mt.. La prima, denominata “CABINA VEGETATIVA”, completa di ventilatore, lampada alogena, temporizzatore, umidificatore e diffusore di anidride carbonica (CO2) collegato ad una bombola esterna, era deputata alla “clonazione” di piante di marijuana, contenente 3 vasi con altrettante piante “madri” (dell’altezza di circa 50 cm.), dalle quali venivano prelevate le rispettive “cime” che dopo essere state bagnate con un prodotto specifico gelatinoso chiamato “clonex”, venivano inserite in cubetti di lana di roccia e quando si sviluppavano le radici venivano piantate in vasi di terra, rimanendo sempre all’interno della cabina vegetativa, fino al raggiungimento di un’altezza di 20 cm. All’interno della cabina stessa, venivano rinvenute complessivamente 31 piante in diverse fasi di crescita. Sulla base della cabina, era stato creato un essiccatoio sulle quali poggiavano 20 cime di marijuana di varia lunghezza (del peso complessivo 240 grammi). La seconda cabina, denominata CABINA FIORITURA, completa di ventilatore, lampada alogena, termometro per il controllo della temperatura e dell’umidità, temporizzatore, umidificatore e diffusore di anidride carbonica (CO2) collegato ad una bombola esterna, era deputata alla “crescita” della piante precedentemente sviluppatesi nella cabina VEGETATIVA. All’interno, complessivamente venivano rinvenute 20 piante dell’altezza compresa tra i 40 e 70 cm. Le piante, una volta raggiunta la prescritta lunghezza, veniva tagliate, poste in essiccazione e successivamente setacciate , con le foglie che venivano conservate in appositi barattoli di vetro, per la conseguente vendita. Ad ogni pianta madre era stato dato un nome diverso ovvero “G13H”, “N.SHADE” e “DIESEL”, relative a tre differenti qualità di marijuana. Complessivamente i militari rinvenivano e sequestravano 66 piante di marijuana di varia grandezza e un sacco contenente 4 Kg. circa di foglie secche di marijuana. Nel corso della perquisizione venivano rinvenute anche diverse riviste specifiche per la coltivazione e produzione di piante di marijuana, che il Cadenza consultava e studiava per affinare le sue conoscenze nello specifico settore, diventando, nel tempo, un coltivatore autodidatta specializzato in questo particolare tipo di “coltura biologica”. Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro, mentre il COSENZA è stato tratto in arresto con l’accusa di coltivazione, produzione e detenzione al fine di spaccio di stupefacenti e, dopo le formalità di rito, è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo, in attesa dell’udienza di convalida.

4 novembre 2009 0

Usura, sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro a Pontecorvo

Di redazionecassino

A Pontecorvo  sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro al sodalizio criminale debito all’ usura, estorsione, esercizio abusivo del credito e trasferimento fraudolento di beni e valori tratto in arresto nel mese di settembre del corrente anno. I beni sequestrati sono costituiti da cinque complessi immobiliari per oltre 3.000 metri quadri, n. 11 conti correnti, n. 4  societa’,  n. 4 auto di lusso ed investimenti in borsa, nonche’ numerosi automezzi industriali La attività investigativa svolta dagli ispettori della Guardia di Finanza specializzati in indagini valutarie ed antiriciclaggio attraverso una minuziosa analisi e ricostruzione dei flussi economici-finanziari posti in essere dai cugini MATASSA Marcello e MATASSA Antonio sono riusciti ad individuare i beni nei quali il sodalizio criminale aveva investito tali proventi illeciti della loro attività usuraia. Il tesoro dei MATASSA scoperto dal Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone era costituito da investimenti immobiliari (5 complessi immobiliari per circa 3.000 metri quadri di fabbricati) investimenti mobiliari (3 società di capitali ed una società di persone), conti correnti, investimenti in borsa e 4 autovetture di lusso (tra cui 2 BMW e una Porche CayenneS) nonché numerosi autoveicoli industriali della GENERAL COSTRUZIONI società anch’essa sottoposta sotto sequestro. Al termine di questo ultimo mese di incessanti indagini patrimoniali coordinate dal P.M. dottoressa Maria PERNA il G.I.P. del Tribunale di Cassino (FR) dott. MANCINI ha emesso un provvedimento (ai sensi dell’art. 12 sexies commi 3 e 4 della Legge n. 256/1992) di sequestro dei predetti beni mobili ed immobili sopra indicati già eseguito dal Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone. Il provvedimento è stato notificato in carcere ai cugini MATASSA  ed a tutti i pubblici registri interessati (Conservatorie dei Registri Immobiliari, al PRA, alle Camere di Commercio) nonché alle finanziarie ed ai vari  istituti di credito interessati. D’interesse si evidenzia che in questa ultima fase investigativa sono emersi collegamenti con la criminalità locale ed organizzata . In questo ultimo mese d’indagine, la Guardia di Finanza, ha proseguito le analisi contabili, i rilievi fotografici, le indagini tecniche ed i pedinamenti e gli appostamenti nonché l’esame della corposa documentazione sequestrata ed acquisita presso le banche e sulla scorta di tali documenti sta continuando ad escutere persone informate sui fatti (operai, casalinghe, impiegati, imprenditori e professionisti) titolari degli assegni e delle cambiali (anche riferite ad operazioni in nero), individuate nel corso delle indagini. L’investigazioni eseguite hanno confermato che il sodalizio criminale esercitava una vera e propria attività finanziaria, attraverso la quale effettuava l’esercizio abusivo del credito nei confronti del pubblico, in quanto è stata accertata una sistematica, organizzata e continua erogazione di prestiti a terzi mediante cambi assegni e titoli, anticipazioni e prestiti, tutto come se fosse una vera banca. Nel corso delle indagini è stato già accertato un giro usuraio per oltre 5 milioni di euro ed una  approfondita analisi dei flussi finanziari, posta in essere attraverso mirati accertamenti bancari e tecnici (ricostruzione delle girate, individuazione delle firme di girata ed individuazione dei soggetti che materialmente incassavano i titoli di credito) hanno consentito di identificare e deferire alla A.G. n. 9 soggetti (per lo più pregiudicati tutti fra loro legati anche da rapporti di parentela) che provvedevano al riciclaggio ovvero al reimpiego dei proventi illeciti provenienti dai delitti commessi dal sopra indicato sodalizio criminale. Nell’ambito di tali accertamenti si stanno ora verificando i rapporti degli arrestati con altri soggetti dediti ad attività criminali sul territorio ciociaro e non si escludono nuovi  sviluppi. L’odierna operazione di servizio testimonia l’impegno della Guardia di Finanza, con particolare riferimento al territorio frusinate, che, proprie grazie alle sue specifiche attribuzioni di polizia giudiziaria ed economica, ben si adatta alle investigazioni richieste da tale tipologia di crimine che, a fianco di attività tipicamente di polizia, quasi sempre richiede approfondite analisi di tipo bancario e contabile nelle quali i finanzieri hanno sempre dato prova di essere molto abili.