Mega truffa finanziaria tra Italia e Inghilterra, promotore in manette

23 novembre 2009 0 Di redazione

Le Fiamme Gialle dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno e Varese, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Varese, hanno tratto ieri in arresto ad Ascoli Piceno M. M., faccendiere internazionale di Arquata del Tronto (AP),  sedicente Presidente di un Istituto bancario londinese, noto alle cronache per le cointeressenze societarie negli ambienti calcistici di due società calcistiche locali, attualmente in trattative anche per l’acquisizione delle ulteriori società di calcio “SANGIORGESE” e “MODENA”.
Le accuse nei confronti di M. M. – in relazione alle indagini delegate di polizia giudiziaria svolte in ambito internazionale dai Nuclei di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno e Varese – sono quelle di “Associazione per delinquere finalizzata alla truffa”, perpetrata nei confronti di numerosi imprenditori e “Riciclaggio”, per aver cercato di far accettare in garanzia ad importanti Istituti di credito obbligazioni e bond contraffatti.
Le attività del Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno sono state avviate all’incirca un anno fa, sulla scorta di elementi informativi acquisiti dallo staff d’intelligence del Comando Provinciale di Ascoli Piceno proprio nei confronti dello stesso M. M., residente da circa due anni ad Arquata del Tronto (AP) ma, di fatto, domiciliato in una lussuosa villa di Grottammare (AP). Dai preliminari accertamenti era emerso infatti che il M. M. non risultava possessore di alcun reddito sin dall’anno 2002, era stato rappresentante di numerose società, tra cui diverse fallite ed aveva precedenti penali per “Associazione per delinquere”, per essere stato il promotore ed organizzatore della costituzione di società fittizie al fine di commettere una serie indeterminata di delitti di truffa aggravata nel periodo luglio 2005/gennaio 2006 in Milano, “Riciclaggio”, per aver cercato di trasferire obbligazioni e bond contraffati (per un valore superiore agli 80 milioni di euro) e, infine, ancora “Associazione per delinquere”, per aver falsamente promesso di garantire finanziamenti nel periodo settembre 2006/ottobre 2007 in Varese.
Attraverso le sinergie d’indagine attuate con la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, il Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma e gli Organi collaterali britannici, è stato quindi accertato che il M. M. è stato l’ideatore ed il fondatore, in territorio londinese, di un gruppo, specializzato nelle attività di intermediazione bancaria/finanziaria e concessione di mutui per il finanziamento di attività commerciali. Il Gruppo, in particolare, operava attraverso gli Istituti:
– F.B.L.” – costituita nel maggio 2007 e sciolta nell’aprile 2009, società mai registrata e non detentrice di alcuna autorizzazione per l’esercizio di attività finanziarie nel Regno Unito rilasciata dall’Autorità competente di Vigilanza Britannica sui Mercati Finanziari “Financial Service Authority” (“F.S.A.”);
– “F.F.L” – costituita nel febbraio 2008, a seguito dell’acquisizione, da parte dell’Ufficio per il Commercio Britannico, della licenza ad operare nel settore del credito al consumo, come society non bancaria.
Entrambe le suddette società, anche attraverso specifici siti internet proponevano servizi finanziari non autorizzati, ivi compreso quello di “Internet banks”; per tale motivo la “FINANCIAL SERVICE AUTHORITY” aveva provveduto ad inserirle nella lista delle “Internet banks” non autorizzate ad operare, nel mentre i providers del servizio internet, a loro volta, disponevano la chiusura dei citati siti.
Le indagini svolte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria, supportate anche da attività tecniche, permettevano quindi di accertare l’esistenza di una specifica organizzazione – capeggiata, appunto, dal M. M. – finalizzata, in particolare, a proporre le seguenti operazioni finanziarie:

– apertura di linee di credito, per ingenti importi, da parte di noti Istituti bancari internazionali, prestando a garanzia titoli depositati e bloccati presso le società del “G.F.”, con un costo pari allo 0,25 % del valore di assegnazione del titolo.
In questo caso, l’operazione proposta era quella di esibire alla banca finanziatrice un documento (in gergo, definito “blocca schermo”) recante gli estremi di un titolo realmente esistente, per esempio “MTN” (“Medium Term Notes”) gestito dalla “CLEAR STREAM” (multinazionale lussemburghese operante nel “clearing”, sistema di compensazione finanziaria internazionale tra società – quindi anche tra banche – che permette di trasportare elettronicamente titoli e valori per i propri clienti, facendogli passare le frontiere degli Stati, assicurandone la conservazione e detenendo fisicamente i titoli, essendo i passaggi solo “elettronici”), in cui risultava, quale depositario, la “F.F” e, intestatario, l’imprenditore o la società che necessitava della linea di credito.
Ad una prima verifica del documento presso qualsiasi Istituto di credito, il titolo indicato risultava quindi effettivamente esistente sul mercato di scambio elettronico internazionale gestito dalla “C.S.” e, pertanto, l’imprenditore coinvolto nell’operazione finanziaria propostagli dal “G.F.” veniva indotto a corrispondere alla “F.F” il costo di assegnazione del titolo da prestare in garanzia, pari allo 0,25 % del valore.
Il primo obiettivo sostanziale raggiunto dal “G.F.” è stato quindi quello di essersi procurato un ingiusto profitto inducendo in errore l’imprenditore, in quanto del titolo effettivamente esistente la “F.F.” non ne aveva alcuna disponibilità, non essendone il reale depositario, non potendo effettuare alcun blocco dello stesso, a garanzia di linee di credito.
Per scongiurare esiti negativi nella precedente fase, il M. M. era solito anche indicare il nome dell’Istituto di credito che avrebbe dovuto finanziare l’operazione, creando contatti con reali funzionari o consulenti – verosimilmente compiacenti, che si limitavano però a garantire la corrispondenza al vero del titolo indicato nel documento “blocca schermo” – ovvero, in altri casi, realizzando incontri in lussuosi alberghi con falsi dipendenti di Istituti di credito.
Secondo obiettivo – inverosimile, anche se più volte tentato – era quello di far accettare dall’Istituto di credito il documento “blocca schermo” riportante, quale depositario del titolo, la “F.F.”, che avrebbe provveduto al blocco dello stesso a garanzia dell’apertura di credito; sarebbe stato così indotto in errore finanche l’Istituto di credito nel concedere un finanziamento, a fronte di una garanzia in realtà inesistente.

Investimento di liquidità finanziaria in programmi finanziari ad elevato rendimento (operazioni di “trading”).
All’imprenditore che, a seguito di contatti, riponeva nel M. M. affidabilità e serietà, venivano proposti investimenti finanziari con risultati molto interessanti anche mediante l’utilizzo di provviste “in nero”, detenute direttamente in contanti, ovvero depositate in conti bancari esteri.
L’obiettivo era comunque sempre lo stesso e, cioè, impossessarsi delle somme inducendo in errore l’imprenditore mediante l’intestazione di un documento “blocca schermo” recante gli estremi di un titolo realmente esistente.
La riprova di quanto già accertato dalle Fiamme Gialle di Ascoli Piceno è pervenuta anche attraverso una successiva denuncia per “Truffa” presentata circa 4 mesi fa da un importante imprenditore che, dopo una serie di incontri avvenuti nel 2008 ad Arquata del Tronto (AP), ha affidato al M. M. circa 1 milione di euro.
Nel caso di specie, il M. M., con la complicità di un commercialista romano, aveva prospettato la possibilità di ricevere, tramite la sua banca, un finanziamento di 100 milioni di euro attraverso uno strumento finanziario; mediante numerosi raggiri, aveva così ottenuto dall’imprenditore il pagamento delle commissioni per la garanzia risultante dal documento c.d. “blocca schermo”, riportante gli estremi identificativi di titoli “MTN – Medium Term Notes” effettivamente esistenti ed emessi, per 500 milioni di euro, dalla “DETUSCHE TELEKOM” e, per altri 100.000 euro, dalla “FEDERAL REPUBLIC OF GERMANY”; nonostante l’imprenditore risultasse il “beneficiario” dei titoli e la società “F.B. ” depositaria, come prevedibile, quest’ultima non era in grado di bloccare i titoli e, quindi, nonostante le ingenti somme già corrisposte dall’imprenditore, le aperture delle linee di credito non sono divenute operative a causa dell’assenza di idonee garanzie.
Le risultanze delle indagini esperite dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno hanno formato oggetto di raccordo investigativo con il Nucleo di Polizia Tributaria di Varese, delegato dalla Procura della Repubblica a quella sede nello svolgere attività di polizia giudiziaria nei confronti dello stesso M. M. ed altri soggetti, in relazione al citato reato di “Riciclaggio” di obbligazioni e bond contraffatti ed “Associazione per delinquere” .
Le sinergie info-operative attuate tra i due Reparti hanno consentito puntuali e conformi comunicazioni alle rispettive Procure della Repubblica, con contestuale esecuzione di attività delegate sfociate nell’arresto di ieri di M. M., in esecuzione di specifica ordinanza di custodia cautelare in carcere.
Le persone coinvolte nell’ “Associazione per delinquere finalizzata alla truffa”, già segnalate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno sono le seguenti :
1. M. M., di anni 43, residente ad Arquata del Tronto (AP), in atto detenuto presso il carcere di Marino del Tronto (AP);

2. “F. L.”, di anni 41, residente a San Benedetto del Tronto (AP), stretto collaboratore di M. M., esperto informatico-programmatore, già Direttore della “F.B. LTD” dalla fine del 2008 ai primi mesi del corrente anno, soggetto che provvedeva ad impossessarsi dei codici identificativi di titoli effettivamente esistenti, gestiti dalla “CLEAR STREAM”, fondamentali per la creazione dei documenti falsi c.d. “Blocca schermo”, utilizzati poi per i fini illeciti;
3. “L.R.“, di anni 29, nato in Germania e residente a Torino, uomo di fiducia di M. M., Direttore della “F.B. LTD” e “F.F. LTD” che coadiuvava nelle operazioni finanziarie, mantenendo assidui rapporti sia con lo stesso M. M. che con gli imprenditori oggetto delle truffe;
4. “D.D.“, di anni 41, residente a Roma, commercialista, in relazione alla denuncia per “Truffa” presentata circa 4 mesi fa da un importante imprenditore che, dopo una serie di incontri avvenuti nel 2008 ad Arquata del Tronto (AP), ha affidato al M. M. circa 1 milione di euro;
5. “L.R.M.“, di anni 39, residente a Sora (FR), in relazione all’individuazione di imprenditori desiderosi di ricevere aperture di credito dalle banche o di effettuare programmi speculativi di investimento mediante l’utilizzo dei documenti “Blocca schermo”;
6. “M.G.“, di anni 48, residente a Monsampolo del Tronto (AP), in relazione all’individuazione di imprenditori desiderosi di ricevere aperture di credito dalle banche o di effettuare programmi speculativi di investimento mediante l’utilizzo dei documenti “Blocca schermo”.
Nei confronti di tutti i soggetti indagati sono state effettuate perquisizioni domiciliari disposte dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno dr. Michele RENZO e dal Sostituto Procuratore dr. Carmine PIROZZOLI, che hanno determinato il sequestro di diversa documentazione probatoria quale documenti “Blocca schermo”, codici di attivazione titoli gestiti dalla “CLEAR STREAM”, pratiche relative ad imprenditori, supporti informatici e “pen drive”.
Le indagini del Comando Provinciale di Ascoli Piceno proseguono ora verso l’individuazione di altre eventuali persone offese o imprenditori che, in passato, hanno avuto contatti con il gruppo gestito da M. M., al quale potrebbero aver affidato le proprie disponibilità finanziarie – potenzialmente anche “fondi neri” – nell’illusione di concludere rilevanti affari; determinante, in proposito, sarà il vaglio del diverso materiale sequestrato nei contesti delle perquisizioni domiciliari effettuate in concomitanza dell’arresto dello stesso M. M..