Usura, sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro a Pontecorvo

4 novembre 2009 0 Di redazionecassino

A Pontecorvo  sequestrati beni per oltre 5 milioni di euro al sodalizio criminale debito all’ usura, estorsione, esercizio abusivo del credito e trasferimento fraudolento di beni e valori tratto in arresto nel mese di settembre del corrente anno. I beni sequestrati sono costituiti da cinque complessi immobiliari per oltre 3.000 metri quadri, n. 11 conti correnti, n. 4  societa’,  n. 4 auto di lusso ed investimenti in borsa, nonche’ numerosi automezzi industriali
La attività investigativa svolta dagli ispettori della Guardia di Finanza specializzati in indagini valutarie ed antiriciclaggio attraverso una minuziosa analisi e ricostruzione dei flussi economici-finanziari posti in essere dai cugini MATASSA Marcello e MATASSA Antonio sono riusciti ad individuare i beni nei quali il sodalizio criminale aveva investito tali proventi illeciti della loro attività usuraia.
Il tesoro dei MATASSA scoperto dal Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone era costituito da investimenti immobiliari (5 complessi immobiliari per circa 3.000 metri quadri di fabbricati) investimenti mobiliari (3 società di capitali ed una società di persone), conti correnti, investimenti in borsa e 4 autovetture di lusso (tra cui 2 BMW e una Porche CayenneS) nonché numerosi autoveicoli industriali della GENERAL COSTRUZIONI società anch’essa sottoposta sotto sequestro.
Al termine di questo ultimo mese di incessanti indagini patrimoniali coordinate dal P.M. dottoressa Maria PERNA il G.I.P. del Tribunale di Cassino (FR) dott. MANCINI ha emesso un provvedimento (ai sensi dell’art. 12 sexies commi 3 e 4 della Legge n. 256/1992) di sequestro dei predetti beni mobili ed immobili sopra indicati già eseguito dal Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone.
Il provvedimento è stato notificato in carcere ai cugini MATASSA  ed a tutti i pubblici registri interessati (Conservatorie dei Registri Immobiliari, al PRA, alle Camere di Commercio) nonché alle finanziarie ed ai vari  istituti di credito interessati.
D’interesse si evidenzia che in questa ultima fase investigativa sono emersi collegamenti con la criminalità locale ed organizzata .
In questo ultimo mese d’indagine, la Guardia di Finanza, ha proseguito le analisi contabili, i rilievi fotografici, le indagini tecniche ed i pedinamenti e gli appostamenti nonché l’esame della corposa documentazione sequestrata ed acquisita presso le banche e sulla scorta di tali documenti sta continuando ad escutere persone informate sui fatti (operai, casalinghe, impiegati, imprenditori e professionisti) titolari degli assegni e delle cambiali (anche riferite ad operazioni in nero), individuate nel corso delle indagini.
L’investigazioni eseguite hanno confermato che il sodalizio criminale esercitava una vera e propria attività finanziaria, attraverso la quale effettuava l’esercizio abusivo del credito nei confronti del pubblico, in quanto è stata accertata una sistematica, organizzata e continua erogazione di prestiti a terzi mediante cambi assegni e titoli, anticipazioni e prestiti, tutto come se fosse una vera banca.
Nel corso delle indagini è stato già accertato un giro usuraio per oltre 5 milioni di euro ed una  approfondita analisi dei flussi finanziari, posta in essere attraverso mirati accertamenti bancari e tecnici (ricostruzione delle girate, individuazione delle firme di girata ed individuazione dei soggetti che materialmente incassavano i titoli di credito) hanno consentito di identificare e deferire alla A.G. n. 9 soggetti (per lo più pregiudicati tutti fra loro legati anche da rapporti di parentela) che provvedevano al riciclaggio ovvero al reimpiego dei proventi illeciti provenienti dai delitti commessi dal sopra indicato sodalizio criminale.
Nell’ambito di tali accertamenti si stanno ora verificando i rapporti degli arrestati con altri soggetti dediti ad attività criminali sul territorio ciociaro e non si escludono nuovi  sviluppi.
L’odierna operazione di servizio testimonia l’impegno della Guardia di Finanza, con particolare riferimento al territorio frusinate, che, proprie grazie alle sue specifiche attribuzioni di polizia giudiziaria ed economica, ben si adatta alle investigazioni richieste da tale tipologia di crimine che, a fianco di attività tipicamente di polizia, quasi sempre richiede approfondite analisi di tipo bancario e contabile nelle quali i finanzieri hanno sempre dato prova di essere molto abili.