Fatture false per 4 milioni di euro, denunciati tre imprenditori

21 gennaio 2010 0 Di redazione

Gli uomini della Guardia di Finanza di Ceprano (Fr) hanno eseguito una complessa indagine di Polizia Giudiziaria nei confronti di una società operante nel settore della rivendita di autoveicoli. In tale contesto è stato accertato che la società era stata costituita al solo scopo di favorire una costante irregolare immissione, nel territorio dello Stato, di automobili provenienti da altri Paesi della Comunità Europea (Germania, Austria e Olanda) favorendo un’ingente evasione fiscale sia ai fini dell’IVA che delle imposte dirette.
Si tratta di società cosiddetta “cartiera” ed il sistema di frode scoperto dai finanzieri rispecchia lo schema delle cosiddette “frodi carosello”, basate principalmente nell’interporre nelle transazioni economiche, società “inesistenti” o “scatole vuote”, consentendo così di dirottare sulle stesse tutti gli obblighi di versamento delle imposte all’Erario, sistematicamente mai assolti. La società, pertanto, funge da filtro per le operazioni economiche che, sostanzialmente, avvengono direttamente tra il fornitore estero e vari rivenditori sparsi sul territorio. I destinatari finali delle autovetture importate hanno quindi la possibilità di proporsi sul mercato con prezzi concorrenziali rispetto ad altri operatori dello stesso settore che operano correttamente.
Gli operanti hanno, inoltre accertato, che l’amministratore della società controllata, prima del termine di presentazione della dichiarazione fiscale, al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte ovvero di interessi o sanzioni amministrative, ha alienato simulatamente le proprie quote ad un prestanome nullatenente che dopo soli 20 giorni trasferisce la sede legale all’estero vendendo cartolarmente la società ad un cittadino bulgaro irreperibile.
L’attività ispettiva, complessivamente ha permesso di accertare l’emissione di fatture per operazioni inesistenti per un imponibile totale di circa 3,5 milioni di euro e di Iva dovuta per circa 700 milioni di euro, per cui oltre alle contestazioni di natura amministrativa conseguente alle imposte dovute con le relative sanzioni nei confronti della società, gli amministratori della stessa succedutisi nel tempo sono stati denunziati alla Procura della Repubblica di Frosinone, per emissione di fatture per operazioni soggettivamente inesistenti, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali, occultamento di scritture contabili e sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte.