Giorno: 8 febbraio 2010

8 febbraio 2010 0

Cerca di rincoquistare l’ex con ascia e coltello, arrestato

Di admin
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Nella tarda mattinata di ieri 7 febbraio in Silvi Marina si è sfiorata la tragedia. Una mattinata che poteremmo definire senza ombra di dubbio “di ordinaria follia”. Verso le 10.00 B. F., 29enne, romeno, operaio, già noto per fatti di giustizia, che non accettava la fine della relazione con la sua fidanzata connazionale A.M., 22enne, ha pensato bene di convincerla a ricucire il “rapporto sentimentale” a modo suo. Equipaggiato con ascia e coltello, si è recato presso l’abitazione della sua ex (ubicata in Silvi Marina) e dopo aver scardinato letteralmente la porta è entrato in caso colpendo con calci e pugni altri due connazionali presenti che riportavano lesioni giudicate guaribili in 8 e 5 giorni. Anche la ex fidanzata dell’uomo riportava lesioni giudicate guaribili in 3 giorni. Le vittime nonostante la paura e la concitazione del momento, riuscivano con non poca difficoltà a dare l’allarme ai Carabinieri della locale Stazione ed i militari, agli ordini del Maresciallo Aiutante Antonio Tricarico, intervenivano immediatamente sul posto bloccando e traendo in arresto l’interessato prima che questi potesse commettere reati ben più gravi. Dopo le formalità di rito l’arrestato è stato associato alla Casa Circondariale di Teramo in attesa dell’udienza di convalida davanti al Giudice dove dovrà difendersi dalle accuse di lesioni personali, danneggiamento aggravato e porto illegali di armi bianche.

8 febbraio 2010 0

Rissa fra minori davanti alla chiesa di S. Antonio

Di redazionecassino1

Una rissa fra minorenni si è verificata, sabato pomeriggio, dinanzi alla chiesa di San Antonio, a  Cassino. Ancora non sono chiari i motivi che hanno portato gli undicenni protagonisti dell’episodio, a darsele di santa ragione, ma sembra trattarsi di vecchi e mai sopiti rancori nati in ambito scolastico.  Sul fatto indagano gli inquirenti, dopo che i protagonisti sono stati identificati e medicati al pronto soccorso dell’ospedale Santa Scolastica. Non è la prima volta che il centro cittadino diventa oggetto di risse fra minorenni. In altri casi il luogo scelto dai ragazzi per i loro regolamenti di conti era stata piazza Labriola, questa volta invece hanno scelto piazza Gregorio Diamare, la piazza antistante la chiesa di San’Antonio. Solo il tempestivo intervento del parroco don Benedetto Minchella, che si è accorto di quanto stava succedendo, ha evitato conseguenze peggiori. Toccherà ai genitori dei ragazzi, ora, riportare la calma e la normale ragionevolezza che si conviene fra undicenni troppo ‘focosi’.

8 febbraio 2010 0

Isola Liri, le cascate, i fiumi e … i pioppi ultracentenari

Di redazionecassino1

Isola del Liri si sa è città unica:  nessuna città europea  è stata dotata dalla natura  di due cascate così suggestive e maestose. Nei secoli passati richiamavano numerosi artisti a ritrarle. Si pensi che i massimi pittori le hanno immortalate già dalla fine del 1700 a partire da Ducros, da Hackert, da Bidauld, da Fries e poi agli inizi del 1800 da tutti i più grandi artisti napoletani primi fra tutti Raffaele Carelli, i fratelli Fergola e lo Smargiassi, poi ancora sempre nel corso del 1800 da altre schiere di pittori di tutta Europa, specie, incredibile, da scandinavi e danesi.  Ma non è di questa eredità delle due cascate di Isola del Liri che vogliamo parlare che, tra l’altro, la città nella sua storia non è stata in grado non dico di valorizzare ma quanto nemmeno di capirne l’altissimo significato tanto che una delle due eccezionali cascate, quella cosiddetta del Valcatoio, sono  ormai parecchi anni che è stata ammutolita: gli hanno messo la mordacchia, l’hanno perfino ridimensionata e ridotta, e non per un bene pubblico superiore o meglio valorizzarla a gratificazione dei visitatori, bensì a vantaggio esclusivo del solito furbacchione e intraprendente privato imprenditore che sa come tenere la situazione sotto controllo. E dire che la segnaletica stradale ancora oggi parla di “cascate di Isola del Liri”, al plurale! La nota più triste è che i cittadini non reagiscono, non si scuotono a tale spoliazione. Ma veniamo a note più liete. Questa fortunata città solcata ancora da due antichi bellissimi  fiumi  evidenzia, anche oggi, un altro primato anche esso unico, almeno in tutto il Basso Lazio e cioè la presenza sul suo suolo di un patrimonio arboreo possiamo usare il termine: eccezionale.  Stiamo parlando dei pioppi giganteschi che ancora si levano nell’area della ex cartiera Lefebure, che vediamo rivolti al cielo maestosi quando ci passiamo davanti in macchina, dove oggi è insediato un dopolavoro ricreativo. E’ un patrimonio, quello scampato e salvato, forse venti/trenta giganti, risalente sicuramente agli impianti  industriali sorti nella prima metà del 1800, quindi stiamo parlando di un patrimonio arboreo che ha oltre centocinquanta anni di età. Uno di questi esemplari, vicino al piccolo campo sportivo, misura 7 metri di circonferenza cioè oltre due metri di diametro! Una dimensione di cui si trova l’eguale nei grandi antichi parchi americani o nelle foreste africane. Si pensi che la circonferenza dei pioppi o platani nel parco intorno al Castello Boncompagni-Viscogliosi non supera i 5,20 m. L’eccezionalità di queste piante regali di Isola del Liri, che possono costituire un autentico ed appetito motivo di richiamo nonché di educazione e di istruzione se si togliessero gli occhi dalla cementificazione che tiene occupati e abbagliati tutti gli amministratori da sempre, la si deduce anche dal fatto che nei boschi di Fiuggi e nei castagneti  che arricchiscono le due fonti specie quella più antica Bonifacio VIII, da una verifica sui luoghi scaturisce  che nessuna pianta si avvicina nemmeno lontanamente  alla maestosità delle piante di Isola del Liri. Inutile dire che al Comune di Fiuggi nemmeno sanno di che cosa si parla quando si accenna alla dimensione di una pianta. La rarità dei pioppi giganteschi di Isola del Liri si evidenzia anche dal raffronto con un pioppo anche esso maestoso che si leva nel centro del cortile  della cosiddetta  Ferriera a Ponte Melfa in Atina che fu piantato dalle maestranze del re di Napoli in occasione della costruzione dell’impianto per la lavorazione del ferro cioè verso il 1850: anche esso maestoso e curatissimo:  la circonferenza è di 5,80 m. Un esemplare della stessa famiglia arborea è uscito miracolosamente indenne dalla distruzione  di Cassino che, dice una tabellina affianco, fu piantato in occasione della costruzione della Reggia di Caserta e cioè verso la metà del 1700. E’ possibile ma questa creatura o per ragioni belliche o per ragioni naturali purtroppo conserva solo uno spicchio di tutta la struttura cioè il tronco è scomparso, resta una grossa buccia magnificamente vitale. Ma le proporzioni gigantesche immaginabili fanno intuire che siamo  in quelle di Isola del Liri. Questo cimelio naturale di Cassino si trova in un angolo, a sinistra, del primo incrocio arrivando da Atina-Sora: il Comune qualche anno fa si accorse di questa presenza e fece collocare una recinzione a protezione con un paio di tabelle esplicative, azione meritoria pur se la maestosa creatura è soffocata dai palazzoni circostanti.  E’ auspicabile che anche il Comune di Isola del Liri si avveda una buona volta di questo patrimonio unico che ha ereditato miracolosamente ancora in piedi e sappia trovare i modi intelligenti e pragmatici per valorizzarlo al meglio e soprattutto per conservarlo e proteggerlo: a quello da noi misurato e illustrato come si vede hanno fatto una aiuola attorno e  quindi interrato insulsamente e scriteriatamente una parte del maestoso tronco, mettendone dunque in pericolo la  esistenza. Siamo convinti che l’appassionata compagine amministrativa, quale primo atto, intervenga immediatamente a rimuovere detta pericolosa aiuola.

Michele Santulli

8 febbraio 2010 0

Arresti per furto in un’abitazione e di legna in un bosco

Di redazionecassino1

Nell’ambito del servizio di controllo del territorio, la notte scorsa  i Carabinieri di Ceprano hanno tratto in arresto, in un campo nomadi della provincia napoletana, Djordjevic Rambo e Jevremovic Giani, entrambi diciannovenni, più altre due persone minori d’età, tutti  originari della Serbia-Montenegro. I reati contestti sono quelli di “tentato furto aggravato in concorso”. Gli arrestati sono stati sorpresi dai Militari dell’Arma, mentre si accingevano ad introdursi in una abitazione del luogo, dopo averne forzato una finestra. Sequestrati anche gli arnesi utilizzati per mettere in atto l’azione delittuosa, nonché l’autovettura  servita per trasportarli sul posto. Gli arrestati, dopo le formalità di rito sono stati associati presso la Casa Circondariale di Frosinone (i maggiorenni), mentre i minori sono stati associati presso il Centro di prima accoglienza di Roma. Sempre nell’ambito della stessa operazione di tutela e controllo del territorio ad Arce, la scorsa sera.  i  Militari della locale stazione, hanno tratto in arresto Roberto Filippo 38enne, De Pasquale Salvatore 36enne e Giamminelli Francesco 29 enne, tutti e tre domiciliati a Mondragone, con l’accusa di “furto aggravato in concorso”. I malviventi, sorpresi dai Militari all’interno di un’area boschiva di proprietà del comune di Arce, mentre trafugavano e caricando su un autocarro legna. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Cassino.

8 febbraio 2010 0

Maxi giro di fatture false nell’edilizia, evasione da 28 milioni

Di redazione

Oltre 28 milioni di euro di ricavi sottratti alle casse dell’erario e 3.700 di Iva evasa. Questi sono i risultati ottenuti a seguito di una attività di verifica fiscale condotta nei confronti di un gruppo di imprese edili di Ripi (FR) da parte della Compagnia della GUARDIA DI FINANZA di Frosinone. Nel particolare le fiamme gialle di Frosinone hanno dato avvio ad una complessa attività ispettiva di matrice fiscale nei confronti di tre società di capitali ed una ditta individuale, individuando diverse figure giuridiche fittizie costituite – col fine esclusivo della commissione di reati tributari, principalmente consistenti nell’occultamento di ricavi ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti – legate ad un’unica persona che, di diritto o di fatto, rappresentava il vero fautore dell’attività criminosa posta in essere.

In tale ambito, è stata condotta una investigazione fiscale che ha permesso di accertare, anche facendo ricorso allo strumento delle indagini finanziarie, una ingente evasione fiscale con il recupero a tassazione di elementi positivi di reddito pari ad €. 28.829.809,00, di elementi negativi di reddito pari ad €. 2.578.532,00, di Iva per €.9.529.000,00, nonché con la segnalazione all’A.G. competente di numero 6 persone per i reati di cui agli artt.2, 5 e 10 contemplati dal D.Lgs 74/2000. Tale attività ha permesso di individuare tre società di capitali ed una ditta individuale costituite con il solo fine di omettere sistematicamente la presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle Imposte Dirette ed I.V.A. e utilizzare nell’impianto delle scritture contabili fatture passive ricevute a fronte di operazioni inesistenti. Il sodalizio criminale finalizzato alla frode fiscale è stato individuato attraverso una preliminare attività d’ingelligence e l’ingente evasione fiscale quantificata utilizzando anche lo strumento investigativo delle indagini finanziarie, che hanno consentito di ricostruire i flussi monetari che l’imprenditore ciociaro aveva omesso di dichiarare al fisco. E’ stato accertato che il promotore dell’attività illecita utilizzava a capo delle varie società una serie di “teste di legno” e conti correnti intestati a terzi per sfuggire ai vari controlli e per far ricadere la pretesa tributaria nei confronti di soggetti nullatenenti Anche le società acquisite ed utilizzate come schermo realizzavano a loro volta comportamenti omissivi non dichiarando ricavi e componenti positivi di reddito. L’attività in parola permetteva inoltre la scoperta di personale utilizzato a nero nonché l’utilizzo nell’impianto contabile di fatture derivanti da operazioni inesistenti. Complessivamente sono statI contestatI :

• 28.829.809,00 euro di ricavi sottratti; • 2.578.532,00 euro di costi derivanti da fatture per operazioni inesistenti; • 9.529.000,00 euro di Iva evasa; • 1.257.846,00 euro di IRAP.

L’azione di servizio condotta a tutela dell’Entrata si è ispirata, come di consueto, agli indirizzi strategici trattati in materia dall’Autorità di Governo anche attraverso un rafforzamento della presenza ispettiva sul territorio ed una selezione mirata dei contribuenti da sottoporre a verifica.