Dopo terremoto: case non autorizzate, parte la verifica

26 febbraio 2010 0 Di redazione

In merito ad alcuni servizi apparsi oggi sugli organi di stampa riguardanti gli appartamenti consegnati che non risultano abitati, è utile precisare che già dallo scorso mese di dicembre il Dipartimento della Protezione Civile ha avviato un’indagine diretta ad accertare l’effettivo utilizzo degli appartamenti da parte degli assegnatari.
In particolare, è stato inviato a tutte le famiglie alle quali era stato consegnato un appartamento un modulo che accoglie le autodichiarazioni da parte degli interessati sull’effettiva dimora negli alloggi, e sono stati trasmessi al Prefetto e al Sindaco de l’Aquila gli elenchi di tutti i nuclei familiari che hanno restituito l’autodichiarazione, nonché l’elenco di tutte le raccomandate ritornate al mittente in quanto il destinatario era risultato assente o sconosciuto.
Vale la pena sottolineare per un’informazione precisa e puntuale che, a valle di questa attività di verifica, gli appartamenti non ancora consegnati, di cui in queste ore si sta procedendo all’assegnazione, sono pari a 90 su un totale 4.449 alloggi realizzati: un fenomeno quindi, di dimensioni assolutamente marginali.
Si ricorda inoltre, che tutta la materia delle assegnazioni è risultata un’operazione complessa in quanto, per effetto di rinunce, di mancanza dei requisiti per le assegnazioni o per ulteriori accertamenti resisi necessari per variazioni intervenute nella composizioni dei nuclei familiari, si è reso necessario ogni settimana aggiornare le assegnazioni per tenere conto di tutte le variazioni che man mano si producevano nella platea dei potenziali assegnatari.
Per quanto riguarda invece i difetti riscontrati in taluni appartamenti occorre innanzitutto precisare che si tratta, anche in questo caso, di casi numericamente contenuti nell’ambito di un programma realizzativo che ha portato alla costruzione di 4449 appartamenti in poco più di 6 mesi.
Su alcuni di questi inconvenienti il Dipartimento della Protezione Civile è già intervenuto a seguito delle segnalazioni che vengono spesso sollecitate agli stessi inquilini, mentre molti di questi difetti stanno emergendo anche nell’ambito delle attività di collaudo tecnico-amministrativo ancora in corso di svolgimento. In tutti i casi, le imprese che hanno realizzato gli interventi sono tenute a rimediare prontamente ad ogni inconveniente che sia stato registrato.
Un’ultima considerazione riguarda i maggiori costi sostenuti per garantire la sicurezza antisismica delle abitazioni. Aldilà della considerazione del tutto ovvia che in una zona simicamente vulnerabile come quella aquilana ogni euro in più speso per la sicurezza non può che considerarsi ben speso è in ogni caso da far presente che il maggior costo di questi congegni è assolutamente marginale nell’economia complessiva dei costi di realizzazione delle case, non superando l’1,45% del costo complessivo per metro quadro.