Un Piano regolatore rurale per un paesaggio valorizzato e tutelato

1 marzo 2010 1 Di redazione

Serrone e Piglio, insieme alla cantina vinicola Terenzi, protagonisti al convegno organizzato dall’assocazione Città del Vino per rilanciare l’idea del “paesaggio” come patrimonio fondamentale da tutelare e valorizzare.
“Il paesaggio è un patrimonio fondamentale della storia e della cultura di un territorio, un fattore di primaria importanza per la sua competitività in termini turistici e come valore aggiunto, per la sua capacità evocativa, dell’identità di ogni prodotto, il vino in primis. Per questo, il paesaggio rurale non può più essere ‘affidato’ alle dinamiche economiche spontanee, ma può e deve essere oggetto di una pianificazione urbanistica, allo stesso modo delle aree d’insediamento urbano”.
Lo ha dichiarato il presidente dell’Associazione Città del Vino, Giampaolo Pioli, nel corso della presentazione del volume “Vino e Paesaggio. Materiali per il governo del territorio”, presentato a Palazzo Marini a Roma, in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati. In platea, in rappresentanza delle zone del Cesanese del Piglio, il sindaco di Serrone, Maurizio Proietto, l’assessore di Piglio, Fabio Falamesca, e il produttore di vini Giovanni Terenzi.
Un volume importante, “una cassetta degli attrezzi per gli amministratori”, come lo definiscono gli autori, con dentro idee, regole ed esperienze concrete che le Città del Vino suggeriscono per un vero e proprio “piano regolatore rurale” utile a tutelare e valorizzare il patrimonio paesaggistico.
“Quel che è stato ribadito – commenta il sindaco Proietto – è che la tutela del paesaggio non è solo conservazione, ma anche e soprattutto difesa dell’ambiente, di pari passo con le esigenze dell’agricoltura moderna. L’obiettivo del lavoro delle Città del Vino, di cui anche noi facciamo parte attiva da tempo, è puntare ad un proprio Piano Regolatore, uno strumento urbanistico per attuare una politica di governo del territorio che persegua lo sviluppo economico fondato sulle reali vocazioni vitivinicole in un quadro di attenta salvaguardia ambientale”.
“Noi – precisa Giampaolo Pioli – intendiamo far crescere una ‘cultura’ del paesaggio e, in particolare, del paesaggio vitivinicolo; far maturare l’idea che il “territorio rurale aperto” può essere oggetto di attività pianificatrice da parte dell’ente pubblico, in accordo con il mondo della produzione vitivinicola e agricola, e fornire ai Comuni princìpi, regole, esperienze concrete di trasformazione di quelle idee in norma”.
Con la Convenzione Europea del Paesaggio, la Conferenza del Consiglio d’Europa ha iniziato da tempo un lungo e faticoso lavoro per sedimentare nell’animo di chi è chiamato a decidere, ma anche nel senso comune delle genti, l’idea del paesaggio come patrimonio di tutti. Ed è proprio grazie a questa sollecitazione che è nato il volume “Vino e Paesaggio” (a cura di Pier Carlo Tesi, Lorenzo Vallerini e Luigi Zangheri; info: redazione@cittadelvino.com, Tel. 0577/353144), che rappresenta il risultato di un lavoro di due anni, grazie al quale le Città del Vino sono entrate a far parte come membro permanente della Conferenza del Consiglio d’Europa.
“Certo – aggiunge il sindaco di Serrone – dai vari interventi è emerso un appello forte al Parlamento affinché sia vicino alle comunità locali che, dopo i continui tagli effettuati nei trasferimenti dello Stato, hanno sempre meno risorse per programmare e progettare. Un sostegno importante, e mirato, potrebbe invece consentire a piccoli comuni come i nostri di investire concretamente su ciò che può rappresentare il volano di un’economia enogastronomica e turistica”.