pubblicato il9 aprile 2010 alle 16:52

Fideiussioni senza coperture, 16 indagati tra Cassino, Frosinone, Roma e Firenze

Associazione a delinquere finalizzata all’emissione abusiva di polizze fideiussorie, alla truffa contrattuale e all’insolvenza fraudolenta. Questi sono i reati ipotizzati dalla Procura della Repubblica di Cassino a conclusione di una prima fase di una complessa indagine svolta dalla Guardia di Finanza di Firenze che ha interrotto le attività di un’organizzazione delinquenziale, attiva a partire dal 2005, il cui fine era quello di costituire società finanziarie che emettevano, sull’intero territorio nazionale, fideiussioni senza avere le debite autorizzazioni e requisiti. Le società coinvolte, prive della necessaria copertura patrimoniale, erano create al fine di incassare i premi assicurativi e rendersi successivamente irreperibili e non solvibili. Le indagini, svolte dai finanzieri della Tenenza di Castelfiorentino in collaborazione con i colleghi della Compagnia di Cassino e della Tenenza di Sessa Aurunca, sono state coordinate, inizialmente, dall’autorità Giudiziaria di Firenze e, successivamente, dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino.
A metà anno 2009, i militari della Tenenza di Castelfiorentino si sono recati presso una coppia di coniugi di Tavernelle Val di Pesa (FI) per svolgere degli accertamenti in ordine ad una fideiussione. I beneficiari di una fideiussione contratta per una compravendita immobiliare, a causa del fallimento della società edile, avevano chiesto il pagamento della garanzia fideiussoria 70 mila euro ma la società emittente, la Medusa Leasing Spa, con sede in Cassino, chiamata al pagamento della fideiussione, non era stato in grado di onorare la fideiussione a copertura del capitale garantito.
Le indagini, focalizzate a verificare tale insolvenza, accertava che, per il tramite di un’assicurazione pratese, una società finanziaria di Cassino (che aveva emesso la fideiussione) aveva sempre operato in modo illegale in quanto sprovvista delle previste autorizzazioni rilasciate dalla Banca d’Italia. In sostanza, pur riscuotendo i premi connessi alle fideiussioni, la garanzia patrimoniale era stata assicurata solamente in un numero limitatissimo di casi. L’approfondimento investigativo ha portato alla scoperta di una vera e propria organizzazione che aveva la base operativa proprio a Cassino e lo scopo di emettere fideiussioni che, in caso di inadempienza del debitore, non sarebbero state onorate o lo sarebbero state solo in parte e in casi sporadici. A capo dell’associazione criminale è risultato un trentatreenne originario della Provincia di Latina. Questi, unitamente ad altri soggetti, collegati tra loro da vincoli familiari e vari “prestanomi” (tutti con precedenti penali per reati di truffa ed abusiva attività finanziaria), avevano costituito una serie di finanziarie, avente come unico scopo quello di emettere fideiussioni. Quando, alcuni beneficiari della fideiussione (che avevano regolarmente pagato il premio della polizza e garantito il capitale investito mediante la stipula di un atto fideiussorio) si sono attivati per riscuotere la propria fideiussione, le società coinvolte, in molti casi non sono state in grado di pagare quanto dovuto. Alle vittime non è restato che attivare le procedure civili per tentare di recuperare il denaro versato ovvero presentare querele per truffa. Ovviamente le società finanziarie, per attivare i potenziali clienti, offrivano un prodotto finanziario a prezzi molto più bassi e competitivi rispetto a quelli ordinariamente praticati. Le oltre 20 perquisizioni eseguite, presso le sedi delle società coinvolte e le residenze dei soggetti amministratori e gestori delle medesime, hanno portato al sequestro di numerosissime polizze stipulate. L’alto tenore di vita condotto dall’organizzatore della truffa confermerebbe come una consistente parte di denaro, relativo ai premi riscossi, sarebbe transitata nelle disponibilità personali. Fuori dalla città di Cassino uno degli indagati aveva una lussuosa villa con piscina, quadri e gioielli di valore. Nel garage c’erano due Ferrari, un’audi Q7 e una BMW serie 7. Le società coinvolte nella truffa, complessivamente 11, sono tutte con sede in Roma, Cassino e Frosinone: “Con.fi.b.” Spa (già “SP Holding” Spa), con sede in Cassino; “Italica” Spa (in fallimento presso Tribunale di Roma), con sede in Roma; “Tirrenia Factor” Spa, con sede in Roma; “Medusa Leasing” Spa, con sede in Cassino; “Fin. Roma ” Spa (in fallimento presso il Tribunale di Cassino), con sede in Cassino; “SICC” SPA, con sede in Cassino; “Elvetica” Spa, con sede a Cassino; “Consorzio Cofidi Italia Soc. Coop. Di Garanzia”, con sede in Frosinone; “Cooperativa Di Garanzia Confidi Italiano” Soc. Coop., con sede in Frosinone; “Cooperativa Di Garanzia Confidi Esperia” Soc. Coop., con sede in Cassino; Janula Fiduciaia Spa (in liquidazione coatta amministrativa), con sede a Cassino. Le persone complessivamente denunciate a piede libero sono state 16 (originarie della zona di Cassino e della limitrofa Provincia di Caserta con un’età media di 40 anni), per i reati di associazione a delinquere, abusivismo finanziario, truffa contrattuale, insolvenza aggravata. Al momento sono in corso indagini bancarie nonché verifiche fiscali al fine di accertare compiutamente la destinazione del denaro acquisito a seguito del pagamento dei premi nonché per riscontrare eventuali illeciti di natura tributaria. La Guardia di Finanza fa appello alle persone che hanno sottoscritto una fideiussione con le menzionate società finanziarie, nel caso ritengano di voler presentare querela, si possono recare presso qualsiasi Reparto della Guardia di Finanza.

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