In una settimana perde i genitori e, per lo studio, viene “adottato” dall’Università di Cassino

20 maggio 2010 0 Di redazione

di ELENA PITTIGLIO
Una storia assurda, ma vera. Una storia che, al solo racconto, lascia sbalorditi tutti. Sembra una favola dal sapore amaro e, invece, è la dura realtà con cui è stato costretto a scontrarsi un ragazzo di appena quattordici anni. Alessandro (nome di fantasia) vive in un centro dell’hinterland cassinate. La sua vita, fino a qualche settimana fa, trascorrere tranquilla tra la famiglia, la scuola e gli amici, quando un destino infausto si accanisce contro di lui privandolo, a distanza di pochi giorni, degli affetti più cari. Soltanto, pochi mesi fa, un destino avverso e tragico strappa ad Alessandro la giovane madre, affetta da un male incurabile. Nel giro di poche settimane, un altro dolore mette a dura prova il ragazzo. A causa dello stesso male, Alessandro viene privato anche dell’amore del padre, 51 anni, dipendente dell’università di Cassino, in servizio presso la Biblioteca della facoltà di Lettere. La sofferenza segna profondamente il ragazzo affidato, ora, ad uno zio. Nonostante le tante sventure, Alessandro è un ragazzo dotato di un talento naturale per lo studio. Una qualità che ha ottenuto la stima e il riconoscimento del rettore Ciro Attaianese. Il Consiglio d’Amministrazione dell’Università, accogliendo con un applauso la proposta dello stesso rettore, ha deciso di adottare il ragazzo sostenendolo per tutta la durata degli studi, fino al completamento della laurea. “Come università – annuncia il rettore Attaianese – abbiamo deciso di sostenere le spese di studio del figlio di un nostro dipendente, morto prematuramente. Per tutta la durata degli studi, compresi quelli universitari, l’Ateneo si farà carico del pagamento dei contributi, delle tasse d’iscrizione e dell’acquisto dei libri. E’ un contributo finanziario finalizzato alla formazione ed in linea con la mission dell’Università. Credo che sia un dovere – sottolinea ancora il rettore – esprimere la solidarietà a questo ragazzo; solidarietà che non si limita alla semplice emergenza. La vita, purtroppo, si è accanita contro un ragazzo di appena quattordici anni, tra l’altro, molto bravo negli studi. E’ un modo per fargli sentire il nostro affetto e il nostro calore”.