Fiumi ridotti a discariche, decine di lastre di amianto sequestrate dalle fiamme gialle

29 maggio 2010 0 Di redazione

Continuano le attività di polizia giudiziaria ambientale da parte della Guardia di Finanza del Comando Provinciale di Frosinone, che già nei giorni scorsi aveva effettuato l’operazione denominata “Dirty Country”.
Oggi pomeriggio, le pattuglie impegnate nella vigilanza territoriale, direttamente coordinate dal capitano Vincenzo Ciccarelli, hanno individuato e posto sotto sequestro ulteriori due aree.
La prima è situata in Cassino, località Sant’Angelo, nei pressi di un ponte sul fiume Rapido, dove persone assolutamente irresponsabili e prive di ogni sensibilità ambientale, hanno riversato nel letto del fiume, ad alcuni metri di profondità, decine di enormi lastre di eternit, contenenti il pericolosissimo amianto. Secondo la ricostruzione, i materiali altamente inquinanti sono stati gettati nel fiume dal ponte, presumibilmente per mezzo di un camion.
La seconda discarica è situata in Pignataro Interamna, località Santo Janni, sulle rive del Fiume Liri, dove sono stati rinvenuti numerosi materiali inerti, bitumi ed altri rifiuti di edilizia.
Entrambe le aree sono state cinturate con nastro bianco-rosso e con cartelli che avvisano sulla pericolosità dei materiali giacenti.
Le aree sequestrate ed i rifiuti rinvenuti sono stati posti a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, per l’esercizio dell’azione penale a carico dei responsabili individuati o da individuarsi.
Sono stati altresì avvisati gli enti locali (Provincia, Comuni, Enti Parco) per la bonifica dei siti.
Le indagini continuano per identificare i colpevoli attualmente ignoti.
I responsabili, da individuarsi, saranno deferiti alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, e dovranno rispondere dei reati previsti dalla normativa in materia di tutela ambientale. Rischiano una condanna all’arresto fino a due anni ed un’ammenda fino a 26.000 euro.
L’operazione di servizio condotta costituisce una ulteriore testimonianza del costante presidio economico esercitato dal Corpo sul territorio a tutela dell’ambiente e della salute del cittadino. Spetta ora agli organi competenti la bonifica e la vigilanza sulle vaste aree della Ciociaria sotto sequestro, al fine di poterle nuovamente rendere parte inscindibile della bellezza della Provincia.