Mese: giugno 2010

30 giugno 2010 0

Multato in bicicletta perché parla al telefono, finisce su “Cronaca Vera”

Di redazione
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La vicenda del ciclista di Cassino (leggi qui) multato dalla polizia stradale perché guidava e contemporaneamente parlava al telefonino è approdato alle pagine di “Cronaca Vera”. Il settimanale nazionale pubblica nella contro copertina (ultima pagina) la foto di Marco D’Aguanno sulla bicicletta, mentre mostra il verbale comminatogli dalla polizia stradale di Cassino agli ordini del comandante provinciale Bruno Agnifili. Er. Amedei

30 giugno 2010 0

Cade dal fasciatoio, bimbo di sette mesi si rompe il femore

Di redazione

L’incubo di ogni genitore è che il proprio bambino possa cadere e farsi male e purtroppo, ieri sera, l’incubo è diventato realtà per una mamma di cassino che stava cambiando il figlio di appena 7 mesi sul fasciatoio. Un attimo di disattenzione, un movimento brusco del piccolo e la caduta per circa un metro sul pavimento. Le urla e i pianti del bimbo hanno fatto capire ai genitori che c’era qualcosa di più del semplice spavento e quindi hanno portato il pargolo in ospedale a Cassino dove i medici gli hanno riscontrato la rottura del femore. Data la tenerà età del paziente è stato ritenuto necessario trasferirlo nottetempo in un ospedale di Roma. Er. Amedei ermadei@libero.it

29 giugno 2010 0

Assalto ai beni confiscati alla camorra, tre arresti

Di redazione

Nella mattinata di oggi 29 giugno 2010, il C.O. D.I.A. di Napoli ha dato esecuzione all’ ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P., su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della procura della Repubblica di Napoli, nei confronti di BORRATA Francesco, cl.1953, del figlio Giuseppe, cl. 1983, di Casal di Principe (CE), e di MOLFINI Luciano, cl. 1946, assicuratore, residente nel quartiere napoletano di Posillipo, ritenuti responsabili di una serie di episodi delittuosi che ruotano intorno alle vicende relative ad una struttura alberghiera sita in Castelvolturno (CE), sotto amministrazione giudiziaria in quanto sequestrata nel 2004 e confiscata nel 2005 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Applicazione delle Misure di Prevenzione – ritenuta nella disponibilità di BORRATA Francesco, pregiudicato per associazione mafiosa (“clan dei casalesi”), già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno.

Hanno tentato di riconquistare con metodi camorristici quello che lo Stato aveva portato con la confisca dei beni nella lotta alle cosche, e sono stati arrestati su ordine della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Si tratta di Francesco Borrata 47 anni, del figlio Giuseppe 27enne di Casal Di Principe, e di Luciano Molfini 54 anni, assicuratore residente nel quartiere napoletano di Posillipo. I due sono ritenuti responsabili di una serie di episodi delittuosi che ruotano intorno alle vicende relative ad una struttura alberghiera sita in Castelvolturno (CE), sotto amministrazione giudiziaria in quanto sequestrata nel 2004 e confiscata nel 2005 dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere – Sezione Applicazione delle Misure di Prevenzione – ritenuta nella disponibilità di Francesco BORRATA, pregiudicato per associazione mafiosa (“clan dei casalesi”), già sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Le approfondite indagini svolte dalla D.I.A. di Napoli, supportate da servizi di sorveglianza elettronica, hanno accertato che Francesco BORRATA, utilizzando metodi tipicamente mafiosi, con l’ausilio del figlio Giuseppe e del MOLFINI, malgrado il provvedimento adottato dal Tribunale Sammaritano, ha tentato di assumere la gestione della struttura confiscata, nella quale vengono svolti corsi di formazione per il personale marittimo, minacciando il titolare della società responsabile dei corsi, che dal 2004 ha stipulato un contratto di comodato per la conduzione di una parte dell’albergo, di danneggiamenti ed azioni lesive qualora non avesse contratto un patto societario clandestino. Tale vicenda ha determinato l’imputazione di tentata estorsione continuata, aggravata dal metodo mafioso. BORRATA Francesco e MOLFINI Luciano sono indagati, inoltre, per aver fittiziamente attribuito a prestanome, tra cui alcuni familiari del MOLFINI le quote sociali ed il complesso aziendale della società HOTEL KING, struttura alberghiera anch’essa sita a Castelvolturno (Ce) di cui il MOLFINI risultava amministratore unico, apparentemente non riconducibile al BORRATA, ma da questi, di fatto controllata. Attraverso tale struttura alberghiera, il BORRATA aveva tentato, con la complicità del MOLFINI, di ottenere dall’amministrazione giudiziaria la locazione dell’albergo confiscato. Fallito il tentativo, aveva tentato di ottenere dall’imprenditore responsabile dei corsi o la cessione dell’affitto o l’acquisizione in forma occulta di una quota della società affittuaria. L’intento del BORRATA, secondo gli investigatori, era quello di costringere l’imprenditore a stipulare un contratto in base al quale, la struttura alberghiera facente capo al MOLFINI avesse la possibilità di gestire direttamente la predetta struttura sotto amministrazione giudiziaria. Per raggiungere tale scopo, già di per sé illecito in quanto volto a vanificare il provvedimento di sequestro e confisca adottato dal Tribunale sammaritano, il BORRATA minacciava in più occasioni l’imprenditore, palesando, più volte, la possibilità di “far saltare in aria” la struttura alberghiera. Il G.I.P., nella medesima misura cautelare, ha disposto anche il sequestro preventivo dell’hotel KING, eseguito nella mattinata odierna dalla D.I.A. di Napoli con l’ausilio della Guardia di Finanza, Tenenza di Mondragone, che ha collaborato nella fase delle indagini per i relativi accertamenti. Di contorno a tali attività sono emersi, nell’ambito delle indagini, non meno gravi comportamenti di natura estorsiva ed usuraria attuati da BORRATA Francesco e dal figlio in danno dei dipendenti della struttura alberghiera confiscata. In particolare, i due costringevano sistematicamente, con azione metodologicamente mafiosa, alcuni dipendenti dell’albergo confiscato a consegnare loro un terzo dello stipendio (pari ad € 300,00 sulla retribuzione di €900,00 ad essi corrisposta dall’amministratore giudiziario). E’ stato accertato, infatti, che i dipendenti, dopo aver ricevuto l’assegno relativo alle loro competenze professionali, venivano accompagnati in banca e, dopo il cambio degli assegni, venivano costretti a consegnare agli indagati parte del proprio stipendio. Nell’ambito dell’attività svolta, è emersa, infine, una vicenda di natura usuraria di cui si è reso responsabile BORRATA Francesco e che vede come vittima un altro dipendente della struttura confiscata. In particolare, il BORRATA Francesco, approfittando dello stato di bisogno del dipendente, gli aveva elargito un prestito a tassi usurari, pretendendo la cessione della sua autovettura a fronte del mancato pagamento.

29 giugno 2010 0

Tentano di comprare un’auto “pagandola” con la truffa, in manette coppia Pontina

Di redazione

Si sono presentati presso una nota autoconcessionaria della provincia di Isernia come una normale coppia, per acquistare una fiammante autovettura “pagandola” con una truffa ma sono stati arrestati dai carabinieri di Venafro (Is). A finire dietro le sbarre di via Ponte S.Leonardo di Isernia e quella femminile di Chieti sono stati un uomo e una donna residenti in un comune del sud Pontino. I due, dopo aver scelto con cura l’autovettura da acquistare, una elegante berlina da 25 mila euro, hanno esibito ai responsabili dell’autorivendita documenti e attestazioni amministrative false con l’intento di stipulare un finanziamento con la stessa concessionaria intestato, però, ad ignari. Ad accorgersi della truffa sono stati i carabinieri di Venafro che l’hanno fatta fallire ed hanno arrestato i due con l’accusa di truffa in concorso. Er. Amedei

29 giugno 2010 0

Parola di Giudice, la nuova rubrica curata dal giudice Taviano

Di redazione

Il Punto a Mezzogiorno inaugura una nuova rubrica, un osservatorio su argomenti di interesse generale ma che toccano la gente da vicino. “Parola di Giudice” è uno spazio curato settimanalmente da Paolo Andrea Taviano, oggi Giudice del tribunale di Avezzano ma già sostituto procuratore della repubblica a Cassino e poi anche giudice al tribunale di Cassino. Taviano inaugura il primo numero della rubrica parlando di acqua, una risorsa indispenabile per il genere umano, la cui gestione, da anni sta facendo discutere. Pubblica o privata? Taviano da la sua interpretazione.

29 giugno 2010 0

Escursionista avverte malore e scivola in un dirupo a 2100 metri d’altezza, scattano i soccorsi

Di redazione2

È andato a fare una passeggiata sul monte Viglio all’altezza di 2100 metri a Filettino quando improvvisamente si è sentito male. E’ scivolato precipitando in un burrone. E’ svenuto. È accaduto nel pomeriggio ad un escursionista. A dare l’allarme sono stati i suoi amici. Sono intervenuti gli uomini del soccorso alpino del Lazio. In concomitanza i sanitari Ares 118 hanno allertato l’eliambulanza. Le operazioni di atterraggio sono state difficoltose. L’uomo, 65 anni cardiopatico, si è accasciato a terra in una zona molto impervia. Gli uomini di del soccorso alpino si sono dovuti calare con la fune ed imbragare l’escursionista per il quale la comitiva dei dieci amici con i quali è uscito ha temuto il peggio. Dopo il recupero è stato affidato alle cure dei sanitari. E’ intervenuta un eliambulanza che poi ha condotto l’escursionista all’ospedale di Latina. Le sue condizioni non sono gravi. Tamara Graziani

29 giugno 2010 0

Banconote false, un 21enne ne aveva 6 da 100 euro

Di redazione

Banconote false e “fotocopiate” sono state trovate in possesso ad un giovane Campano. Il 20enne Marco Pellegrino, originario di Santa Maria Capuavetere (Ce) evidentemente le stava piazzando tra i commercianti di Arce quando è stato fermato dai carabinieri che, al comando del capitano PierFrancesco Di Carlo, lo hanno trovato in possesso di 6 banconote da cento euro di ottima fattura ma tutte lo stesso numero seriale. Ulteriore attività di indagine da parte dei militari ha permesso di accertare che il 21enne, poco prima, aveva attuato la “spendita” delle banconote falsificate presso due distinti distributori di carburanti, nei comuni di Roccasecca e Cassino. Le banconote falsificate sono state sottoposte a sequestro, mentre l’arrestato, ad espletate formalità di rito, è stato associato presso la Casa Circondariale di Cassino. La foto pubblicata può servire ad altri commercianti a capire di essere stati truffati e rivolgersi ai carabinieri. Er. Amedei

29 giugno 2010 0

Molesta la ex anche stando ai domiciliari, 42enne in carcere

Di redazione

Gli arresti domiciliari non gli sono bastati a convincerlo di smettere di molestare la sua ex, per cui ieri, per Giovanni Di Battista 43 anni di Lanciano (Ch), si sono aperte le porte del carcere di Villa Stanazzo. Lo ha deciso con un’ordinanza restrittiva richiesta dal P.M. Dr. Ruggiero Dicuonzo, il G.I.P. Dr. Massimo Canosa. Un provvedimento restrittivo eseguito dagli agenti del commissariato di polizia diretto dal dirigente Katia Basilico, che si è reso necessario delle gravi e reiterate condotte di minaccia e molestia a mezzo telefono che il Di Battista ha assunto nei confronti della sua ex fidanzata, nonostante già sottoposto alla misura restrittiva degli arresti domiciliari per via di fatti analoghi. Tale comportamento accertato dal personale dagli agenti di polizia ha causato nella ragazza un perdurante stato d’ansia , di paura e un fondato timore per la propria incolumità. In particolare l’uomo continuava imperterrito ed in maniera morbosa ad arrecarle disturbo con molestie telefoniche tramite SMS , nonostante vigesse il divieto per lo stesso di comunicare con altre persone. Er. Amedei

29 giugno 2010 0

Una amministrazione all’insegna della trasparenza, euro per euro ecco il Bilancio comunale

Di redazione

Una politica all’insegna della trasparenza è quella adottata ad Aquino dal suo sindaco Antonino Grincia che in una nota stampa spulci, euro per euro il bilancio preventivo recentemente approvato. “Molti dati sono arrotondati, ma la sostanza non cambia; – specifica Grincia – alcuni sono naturalmente accorpati, ma i cittadini che vogliono conoscerli in maniera più particolareggiata possono anche venire in Municipio e io stesso glieli indicherò voce per voce. Voglio solo ricordare che questi sono dati del bilancio per i servizi correnti per l’anno in corso e non per le opere pubbliche. Da ricordare ancora che il Bilancio DEVE essere in pareggio per poter essere approvato; quindi a seconda delle entrate devono corrispondere le stesse uscite. Le entrate derivanti dai tributi cittadini, comprese quelle per la raccolta dei rifiuti sono di euro 1.024.888. Ecco di seguito i dati del bilancio C O M U N E DI A Q U I N O – BILANCIO 2010 ENTRATA € 1.024.888 – Tributi dei cittadini ( di cui 540.000 raccolta rifiuti) € 1.270.479 – Contributi Stato e Regione € 29.043 – Parte oneri di urbanizzazione € 187.479 – entrate extratributarie Totale € 2.512.889

SPESA € 2.437.889 (spesa corrente) € 75.000 (restituzione mutui) Totale € 2.512.889

Si elencano arrotondate le somme per le spese principali: Stipendi al personale € 900.000 Spesa rifiuti € 540.000 Spesa uffici € 44.000 Cosumi acqua-gas-luce € 190.00 (scuola e territorio) Cani randagi € 50.000 Spese legali € 30.000 IVA sui servizi € 15.000 Imposte € 17.000 Mensa € 35.000 Trasporto sc.(autista) € 19.000 Ricovero RSA € 25.000 Custodia cimitero € 35.000 Pulizia comune € 15.000 Assistenza pubblica € 94.000 Assistenza scol. € 97.000 Consorzio servizi sociali € 15.000 Ripiano disavanzo di gest. € 120.000 Altri servizi generali: (assicurazioni – revisore – manutenzioni – strade – automezzi – quote associative ecc…) € 200.000

29 giugno 2010 0

Disoccupato minaccia di lanciarsi nel vuoto per ottenere un alloggio popolare

Di redazione2

Disoccupato chiede un alloggio al comune di Ceccano e minaccia di lanciarsi dalla balconata della villa comunale. Si tratta di un uomo di 40 anni che questa mattina ha destato il panico in pieno centro storico. Giulio Rocca attualmente residente in via del boschetto ha chiesto aiuto ai servizi sociali del comune per un alloggio popolare. Davanti all’eclatante forma di protesta inscenata, e per la quale sono dovuti intervenire i vigili del fuoco di Frosinone, i funzionari del comune sono riusciti a farlo desistere dall’insano gesto. Per il momento all’uomo sarà assegnato un alloggio provvisorio. Tamara Graziani