Giorno: 8 giugno 2010

8 giugno 2010 0

Casa dell’Anziano 3/ Indagini basate su intercettazioni telefoniche e ambientali, sarebbe ancora possibile oggi?

Di redazione
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Una indagine, quella svolta dalla Guardia di Finanza e dai carabinieri resa possibile grazie a sofisticati apparati tecnologici. Telecamere interne e registrazioni delle telefonate, le famose intercettazioni durate sei mesi. Ci si chiede, ma sarà anora possibile una indagine di questo genere quando entrerà in vigore il nuovo decreto legge che ridimensiona l’utilizzo delle intercettazioni? Le persone maltrattate all’interno della Casa Dell’Anziano avrebbero potuto trovare giustizia se non fosse stato per le intercettazioni telefoniche?

8 giugno 2010 0

Casa dell’Anziano 2/ Un rapporto sessuale per coprire un’epidemia di scabbia

Di redazione

Un controllore era anche il terzo arrestato della vicenda, Claudio Turchi, il medico della Asl, incaricato dalla azienda sanitaria a cui gli investigatori avevano segnalato l’esplosione di un’infezione di scabbia. Dalle telecamere e dalle registrazioni audio i militari avevano capito che la malattia cutanea si stava diffondendo rapidamente tra gli anziani della struttura di via Santa Giusta. Avevano capito che il medico di riferimeto della casa di riposo non avrebbe denunciato l’epidemia come sarebbe stato suo dovere fare e, per non intervenire direttamente compromettendole indagini, avevano segnalato all’Asl quanto stava accadendo. Il medico quindi avrebbe dovuto fare un controllo e verificare la pericolosità del contagio. Cosa che ha regolarmente fatto salvo poi, andare a “vendere” un “aggiustamento” della sua relazione in cambio di un rapporto sessuale con la titolare della casa di riposo. Un atteggiamento che gli è costato l’arresto per violenza sessuale e concussione tentata.

8 giugno 2010 0

Delitto Matrundola, il secondo grado aumenta la pena alla Capaldi

Di admin

Otto anni e sei mesi, quasi due anni di carcere in più è la pena che la Corte d’Appello di Roma ha sentenziato per Claudia Capaldi accusata dell’omicidio preterintenzionale dell’avvocato Paolo Matrundola. Oggi è stata confermata dalla Corte d’Appello di Roma la sentenza emessa dalla corte d’Assise di Cassino lo scorso settembre. L’avvocato Matrundola fu trovato morto nella sua abitazione il 4 luglio 2007 in via Po a Cassino. Da subito gli inquirenti seguirono la pista dell’ex convivente, Claudia Capaldi. Ermanno Amedei ermadei@libero.it

8 giugno 2010 0

Casa dell’Anziano 1/ Una gita per aggirare i controlli

Di redazione

Non si spegne il clamore dell’operazione condotta ieri dalla Guardia di finanza e dai carabinieri di Lanciano grazia alla quale è stata arrestata una donna e sua figlia, accusate di maltrattamenti agli anziani ospiti della loro “Casa dell’Anziano” proprio a Lanciano. Quarantuno persone per la permanenza nella struttura, i loro parenti pagavano mediamente mille euro al mese. Per questo Eva Bucciarelli aveva trasformato un ex albergo in quella struttura recettiva che, però, secondo la concessione Regionale che vincola strutture simili, avrebbe potuto accogliere circa 20 anziani ma che dovevano però essere completamente autosufficienti. Nel blitz scattato ieri mattina, però, le forze dell’ordine hanno verificato ciò che già sapevano su come la titolare e la figlia 19enne riuscivano a ottimizzare gli spazi riuscendo a costipare i quaranta ospiti la metà dei quali non avrebbe potuto dormire nella casa: brandine pieghevoli che all’alba sparivano e gli anzini, alcuni dei quali dormivano anche due per brandina, venivano svegliati e “montati” sulle carrozzelle. E sì, in barba alle autorizzazioni regionali, infatti, molti degli ospiti della Casa dell’Anziano erano invalidi al 100%. Sulla carrozzella quindi, lasciati in un angolo della casa, per tutto il giorno come soprammobili in attesa che arrivasse la sera per tornare alcune ore sulle brandine. Gli agenti che controllavano a distanza l’interno della struttura, nel corso dell’indgine, li definiva dei fermoimmagine, cioè le telcamere che inquadravano gli anziani, non registravano spostamenti. Esseri umani che per ore ed ore rimanevano immobili come statue almeno fino a quando le titolari non rifilavano loro sonori ceffoni. I controlli?, Si, quelli c’erano e per questo la sruttura organizzava delle gite. L’ultima pochi mesi fa, quando sotto gli occhi delle telecamere di carabinieri e finanzieri, è stata organizzata una visita, sotto la pioggia, a San Givanni Invenere. I controllori non dovevano vedere quanta gente era stipata nella struttura e per questo in tutta fretta, anche chi non era in condizione di viaggiare o stare all’aperto, è stato caricato su un pullman per una gita forzata a Fossacesia (Ch).

8 giugno 2010 0

“Coca” dalla Capitale, sgominata banda ben organizzata

Di redazione

Una organizzazione criminale specializzata nello spaccio di cocaina tra Roma e Frosinone è stata sgominata questa mattina dalla Squadra Mobile di Frosinone che ha lavorato in sinergia con quella di Latina e con il Commissariato di Polizia di Formia. Quattro ordinanze di arresti e sei denunce tra Italiani e albanesi sono state eseguite dagli uomini del vice questore Carlo Bianchi su ordine della procura antimafia di Roma. A finire in manette la mente dell’organizzazione, Jaho Bitri, 41 anni, un albanese residente a Roma che gestiva diverse ramificazioni sia nella capitale, dove riforniva di cocaina il fiorente mercato dei transessuali, sia il Frusinate e in particoalr modo il capoluogo ciociaro e Ferentino dove aveva due fiduciari, un albanese HAbilai liaj Renald, 40 anni circa, arrestato, che si occupava di Ferentino e un italiano al momento solo denunciato. Quella odierna è la seconda operazione in due giorni, svolta dalla Squadra mobile di Frosinone in ambito del mercato di stupefacenti. Ieri gli stessi uomini di Carlo Bianchi hanno arrestato si persone stroncando un traffico di cocaina che dal napoletano si spingeva fino al cassinate.

8 giugno 2010 0

Suor Matilde compie cento anni

Di admin

All’anagrafe Nicoletta Salce, per tutti Suor Matilde, circa ottanta anni fa decise di seguire la Sua vocazione, quindi, servire il Signore all’interno dell’Ordine dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria. E’ nata il giorno 8 giugno dell’anno 1910 a Tocco da Casauria in Provincia di Pescara, proveniente da una famiglia contadina, quinta di sette figli, ha frequentato sempre assiduamente la Chiesa, fino a quando, all’età di vent’anni, una fortissima vocazione la spinta a prendere i voti. All’inizio la Sua scelta era osteggiata dalla famiglia e in particolare dalla madre, ma la Sua forza di volontà fu tanto grande da convincere tutti; partì con la benedizione di tutta la famiglia per il noviziato a Lanciano per poi trascorrere il resto della vita spostandosi in diverse località della nostra penisola. Gli anni più difficili furono quelli della seconda guerra mondiale, trascorsi a dare assistenza ai feriti e prigionieri, prima a Roma e poi a Pola e Fiume. A quel periodo risale il dolore più grande della Sua vita: la sorella minore Luigia, con la quale aveva un legame fortissimo, tanto che anche lei aveva preso i voti nell’Ordine dei Sacri Cuori, morì giovanissima mentre a Roma, nonostante la malattia, cercava di portare conforto alle tante vittime della guerra. Suor Matilde, che in quel periodo aveva chiesto di essere mandata in Istria al posto della sorella, proprio per proteggerla dai maggiori pericoli che lì avrebbe corso, tornò a Roma troppo tardi, senza poterla abbracciare un’ultima volta. Nei cinquant’anni seguenti ha vissuto a Roma, nel Convento di Via Delle Mantellate, a due passi da San Pietro, occupandosi di assistenza ad anziani e malati, ma da qualche anno è tornata a Lanciano, accudita e coccolata dalle consorelle, che gestiscono la casa di cura proprio dove lei tanti anni fa iniziò la Sua missione. Oggi il Sindaco Filippo Paolini si è recato presso la Casa di Cura “Sacri Cuori” per salutare personalmente la centenaria Suor Matilde.

8 giugno 2010 0

Tenta di segnalare ostacoli sull’A1, autotrasportatore investito e ucciso

Di admin

Scoppia uno pneumatico del tir sul quale stava viaggiando sull’A1 nel pomeriggio di ieri tra i caselli di Caianello e San Vittore del Lazio, così un autotrasportatore 44enne del Giglio di Veroli è sceso dal mezzo pesante e dalla corsia di emergenza ha iniziato a segnalare agli auomobilisti in transito il pericolo causato dai resti dello pneumatico esploso sparsi sulla carreggiata. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Una vettura in transito lo ha preso in pieno sbalzandolo in una scarpata al lato della carreggiata. All’arrivo dei soccorsi purtroppo l’uomo era già privo di vita. Coinvolti altri due mezzi nell’incidente.