Giorno: 28 giugno 2010

28 giugno 2010 0

Aprivano conti correnti e stipulavano contratti a nome di ignari, in manette le “sorelle truffa”

Di redazione
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Assumevano false identità e aprivano conti correnti, stipulavano contratti di utenze varie mettendo in piedi un sistema di truffa efficace ed ingegnosa. Per questo i carabinieri di Pontecorvo agli ordini del capitano Pier Francesco Di Carlo, le hanno arrestate in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari emessa dal GIP del Tribunale di Cassino. Si tratta delle sorelle O. M. 52 anni e G. A. M., 55 anni, entrambe di Roccasecca. Le donne sono ritenute responsabili dei reati continuati in concorso di “truffa – ricettazione – falsità materiale commessa dal P.U. – falsità materiale commessa dal privato – sostituzione di persona – falsa attestazione o dichiarazione a P.U. sulla identità o su qualità personali proprie o di altri”. Il provvedimento cautelare trae origine dalle risultanze investigative raccolte dai militari operanti che hanno consentito di accertare che le predette, in concorso tra loro, ponevano in essere numerosi episodi di truffa secondo un costante schema che prevedeva l’assunzione delle generalità di ignare persone mediante la falsificazione di documenti di riconoscimento, risultati essere provento di furto, sui quali apponevano le proprie effigi fotografiche al fine di accendere conti corrente presso uffici postali, necessari alla stipula di contratti di utenze di servizi e di R.C.A. gravanti su terzi. Nell’ambito della medesima attività, venivano sottoposti a sequestro preventivo nr.2 conti corrente “banco posta” accesi rispettivamente presso la filiale di Pontecorvo e quella di Fontana Liri.

28 giugno 2010 0

Collegamenti viari del centro frentano, in Comune un tavolo con l’amministrazione provinciale

Di redazione

Domani mattina, alle ore 10, presso il Palazzo di Città di Lanciano, il Sindaco Filippo Paolini, il Presidente della Provincia di Chieti, il Vice Presidente e Assessore Provinciale ai Lavori Pubblici, Antonio Tavani, l’Assessore all’Ambiente alla Provincia di Chieti al Comune di Lanciano, Eugenio Caporrella, gli Assessori comunali Graziella Di Campli (Attività Produttive) e Paolo Bomba (Lavori Pubblici), terranno un incontro per discutere sulla viabilità esterna alla città. La riunione segue la conferenza stampa tenuta nelle settimane scorse dall’Associazione Cittadini in Azione nel corso della quale erano stati posti all’attenzione generale alcuni problemi riguardati appunto le difficoltà nella circolazione veicolare su alcune importanti arterie di collegamento tra Lanciano e il casello autostradale della A14, su quella per Fossacesia e altri importanti nodi stradali. Nell’incontro con la stampa, l’Associazione aveva anche prospettato alcune soluzioni, che saranno oggetto domani del confronto tra Comune di Lanciano e la Provincia di Chieti. Gli stessi argomenti sono stati prospettati e discussi da Cittadini in Azione, nei giorni scorsi, alle associazioni di categoria: Confesercenti, Confcommercio, Confartigianato, Botteghe Storiche, Le Vie del Commercio.

28 giugno 2010 0

Arresti, denuncie e multe in un controllo a vasto raggio dei carabinieri

Di redazione

Nella notte tra il 26 e il 27 giugno 2010, la Compagnia CC di Ortona (CH) ha eseguito un servizio di controllo coordinato del territorio, al quale hanno partecipato tutti i reparti dipendenti. Le finalità di tale straordinario dispiego di uomini e mezzi risiedono nell’esigenza di una sempre più mirata, efficace ed efficiente attività di prevenzione, con particolare riguardo ai reati contro il patrimonio, allo spaccio di stupefacenti, al controllo di stranieri extracomunitari ed al controllo della circolazione stradale. Nel corso dell’attività si procedeva: – in Torino di Sangro (CH), a trarre in arresto DIOP MOR 29enne di nazionalità senegalese, in Italia senza fissa dimora, poichè, in quanto destinatario di decreto di espulsione dal territorio nazionale emesso dal Prefetto di Chieti e di ordine del Questore della stessa città, non lasciava il territorio nazionale entro 15 giorni. Contestualmente gli venivano altresì sequestrati 300 CD/DVD e 50 capi di abbigliamento di varie note marche tutti contraffatti, per un valore di euro 12.000,00 circa; – in Ortona, a deferire in stato di libertà B. R. C. 24enne, di nazionalità rumena, poiché a seguito di perquisizione veniva trovato in possesso di un coltello a serramanico di genere proibito, sequestrato, nonché per aver contraffatto ed esposto il contrassegno di assicurazione della propria autovettura la quale veniva sottoposta a sequestro; – a controllare nr. 55 automotomezzi ed a identificare nr. 81 persone di cui 10 stranieri extracomunitari; – ad elevare nr. 10 contravvenzioni al c.d.s. ed a ritirare nr.1 carta di circolazione per mancata revisione; – ad eseguire 05 perquisizioni personali e sui veicoli; – a sottoporre a verifiche nr. 05 esercizi pubblici. Il peculiare servizio svolto costituisce l’espressione degli orientamenti del Comando Provinciale Carabinieri di Chieti che, tenuto conto dell’indirizzo del sig. Prefetto della Provincia, recepiscono le istanze di sicurezza della collettività.

28 giugno 2010 0

aggrediscono e rapinano un anziano, denunciati due uomini

Di redazione

I Carabinieri della Stazione Carabinieri di Giulianova agli ordini del maresciallo Piero Olivieri, ieri, hanno denunciato due persone responsabili in concorso di rapina. Si tratta di S.G. e D.A. rispettivamente classe 45 anni e 51 anni di Giulianova. Alle 23 di sabato un anziano signore originario di Roma, in vacanza a Giulianova, stava rientrando da solo presso la sua abitazione sita in Giulianova Lido, quando è stato afferrato con forza alle spalle da uno sconosciuto, mentre un complice asportava da una tasca dei pantaloni il portafogli, contenente 50 euro, documenti ed effetti personali, scappando subito dopo a bordo di una autovettura. L’uomo ha urlato e chiesto aiuto, qualche passante ha notato l’accaduto e ha chiamato i carabinieri che sono giunti rapidamente sul posto. Sono scattate quindi le indagini, condotte con il massimo impulso e con grande professionalità. Dopo alcune ore i militari sono riusciti a identificare i due responsabili, denunciandoli in stato di libertà alla competente A.G. La vittima ha riportato lievi lesioni e tanta paura, ringraziando i Carabinieri per l’aiuto ed il lavoro svolto. Nella stessa notte i Carabinieri hanno anche denunciato a piedi libero altre 4 persone. Si tratta di due giovani di Giulianova ed uno di S.Omero, sorpresi alla giuda delle autovetture con un tasso alcolemico superiore al limite consentito, con conseguente ritiro della patente di guida, mentre una donna ROM del posto è stata sorpresa alla guida di una autovettura sprovvista della patente di guida perché mai conseguita. Il Capitano Dellegrazie Comandante della Compagnia di Giulianova, ha dichiarato che con l’inizio della stagione estiva,verranno incrementati i servizio esterni di controllo del territorio, soprattutto nel fine settimana, che riguarderanno non solo la circolazione stradale ma anche gli esercizi pubblici, senza trascurare l’incessabile attività di contrasto al fenomeno dello spaccio degli stupefacenti.

28 giugno 2010 0

Cori da stadio contro i carabinieri e schiamazzi notturni, chiesto un consiglio straordinario a porte chiuse

Di redazione2

Cori da stadio contro le forze dell’ordine ed in particolare contro l’Arma dei Carabinieri si sono levati in pieno centro storico a Ceccano da gruppi di ragazzi del posto.

Un episodio non isolato, secondo quanto scrive alla redazione , il consigliere Stefano Gizzi. Provato da quanto stà accadendo negli ultimi tempi il consigliere parla di vera e propria emergenza ordine pubblico a Ceccano sottolineando l’episodio come diseducativo per tutta la Città.

Motivo per il quale richiede la convocazione urgente della Conferenza dei Capigruppo ed un Consiglio Comunale straordinario a porte chiuse.

Gizzi richiede l’intervento delle forze dell’ordine, di ex amministratori e di esperti del settore per dare concretezza al decreto Maroni e al piano della Sicurezza firmato in Prefettura.

Un Ordine del Giorno dovrà poi essere inviato al Ministro degli Interni Maroni. In allegato tutta la documentazione relativa a questo momento di vero allarme sociale e di forte preoccupazione che stanno vivendo i nostri concittadini – aggiunge Gizzi – con un appello ad intervenire realmente per la tutela della sicurezza pubblica a Ceccano e per individuare nuove risorse. Eventualmente anche l’ipotesi dei turni notturni per i vigili urbani.

Tamara Graziani

28 giugno 2010 0

Acqua privatizzata, altre città europee hanno già fatto passi indietro

Di admin

Di fronte ad una precisa e persistente volontà legislativa che vuole l’affidamento ai privati della gestione del servizio idrico, l’unica via utilmente percorribile è quella del referendum abrogativo della legge che prevede la privatizzazione. E’ indubbiamente vero che la gestione pubblica del servizio idrico ha fatto, è proprio il caso di dirlo, acqua da tutte le parti, ma almeno ad un cattivo servizio corrispondevano tariffe più basse mentre oggi il servizio è scarso lo stesso e le tariffe sono aumentate. Il perché è facile intuirlo: tra le voci previste dall’art. 154 del d.lvo 152/2006 che vanno a comporre la tariffa idrica gestita dal privato ci sono una parte dei costi di funzionamento della c.d. autorità d’ambito che gestisce le risorse idriche dei vari ATO (Ambiti Territoriali Ottimali) nonché una “adeguata” remunerazione del capitale investito dal privato cioè il lucro della società che gestisce il servizio, voci di costo che con la gestione pubblica non avevano alcuna ragion d’essere. La privatizzazione della gestione del servizio idrico è stata poi fatta passare come un’ indicazione proveniente dall’ Unione Europea diventata l’alibi perfetto per giustificare operazioni poco chiare e dannose per i cittadini, mentre le cui indicazioni vengono puntualmente e reiteratamente disattese quando evidentemente sono scomode agli interessi di chi comanda. Nessuno però ha rilevato che l’Italia si pone in chiara controtendenza rispetto agli altri paesi europei nei quali ci fu la corsa alle privatizzazioni del servizio idrico negli anni 90 e che successivamente, dopo aver constatato l’inefficienza e gli svantaggi economici del servizio idrico gestito dai privati, hanno fatto marcia indietro ritornando alla gestione pubblica come nei casi di Parigi, Grenoble, Tolosa, Bordeaux, Lione, Lille in Francia, o come nel caso del contenzioso in Gran Bretagna con la società Thames Water. Senza contare poi che alcuni paesi europei come Spagna, Olanda, Belgio, Svezia, strano a dirsi, non hanno mai sentito l’esigenza di privatizzare la gestione del servizio idrico. Nessuno poi spiega, né il legislatore che se ne guarda bene dal farlo né la giurisprudenza sia costituzionale che ordinaria sempre così attenta a bacchettare le improvvide uscite del legislatore, perché improvvisamente l’acqua sia divenuta un bene a rilevanza economica, a vantaggio di pochi ed in danno di molti, e perché nessuno ne parli in termini di bene essenziale e patrimonio di tutti e perché il legislatore releghi all’ultimo posto nella gerarchia degli interessi tutelati dalla normativa che privatizza il servizio idrico, il diritto di tutti di accedere ad un bene fondamentale come l’acqua mettendo, invece, ai primi posti della classifica la tutela della concorrenza, della libertà di stabilimento, la libertà di prestazione di servizio e quant’altro riguardi interessi solo ed esclusivamente economici e di lucro. E meno male che il tanto vituperato legislatore fascista del 1942 ha previsto all’art. 822 del Codice Civile che l’acqua e gli acquedotti siano beni demaniali, quindi non vendibili in quanto beni a servizio di tutti: speriamo che nessuno si accorga mai che l’aria non rientra tra i beni tutelati da quella norma perché, altrimenti, chissà !!!!!!!!!!!! Paolo Andrea Taviano Magistrato

28 giugno 2010 0

La camorra utilizzava la droga per ramificarsi in Ciociaria, sette arresti

Di redazione

I militari della compagnia di Cassino, nell’ambito delle istituzionali attività di polizia giudiziaria in materia di lotta al traffico ed allo spaccio di stupefacenti, hanno eseguito nella mattinata odierna sette ordinanze di misura cautelare, delle quali cinque di custodia in carcere e due di arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti accusati di spaccio di sostanze stupefacenti. Dei sette arrestati, cinque sono residenti nella provincia di Frosinone (area cassinate) e due a Napoli (quartiere Ponticelli e Pollena Trocchia). Sono complessivamente otto le persone denunciate, che subiranno un processo rischiando una pena da otto a venti anni. Altre tre erano state arrestate in flagranza di reato nel corso dell’indagine. Le indagini sono state condotte dalla Guardia di Finanza comandata dal capitano Vincenzo Ciccarelli e coordinata dal colonnello Giancostabile Salato alle dipendenze della Procura della Repubblica di Cassino, ed in particolare del P.M. Dott. Antonio Verdi. Le misure cautelari personali sono state ordinate dal GIP Dott. Francesco Mancini. L’indagine nasce dall’osservazione del flusso di stupefacenti su quella che gli inquirenti delle Fiamme Gialle definiscono “la rotta napoletana”, ovvero il percorso che quotidianamente compiono i corrieri ed i consumatori di droga per approvvigionarsi, a prezzi bassissimi, sui grandi e convenienti mercati dello spaccio di droga della metropoli partenopea: Scampìa, Secondigliano, Pianura, Fuorigrotta, Ponticelli. Dalle risultanze di analisi statistica, investigativa e d’intelligence svolta dai militari delle fiamme gialle di Cassino, è emerso che soltanto in casi rarissimi gli spacciatori del frusinate investono in grandi quantità di stupefacenti: è invece diffusissima la prassi di recarsi, con frequenza quasi giornaliera, a Napoli, acquistando soltanto piccole quantità di droga, al massimo una decina di grammi, da rivendere o consumare nel giro di poche ore. Così facendo, gli spacciatori minimizzano i rischi, in quanto riescono ad occultare più facilmente la droga (talvolta utilizzando le tecniche degli ovulatori, nascondendola nelle parti intime del corpo), possono eludere l’arresto in flagranza (in quanto le esigue quantità possono essere giustificate per uso personale e non per spaccio), ed evitano anche, in caso di sequestro della droga, di perdere grandi quantità di denaro investite nell’acquisto, spendendo non più di settecento euro per viaggio. Partendo da queste evidenze, le Fiamme Gialle hanno individuato alcuni soggetti della provincia di Frosinone, considerati a rischio perché gravati da precedenti penali specifici e perché avevano un tenore di vita molto superiore a quello che gli permetteva il loro esiguo o inesistente reddito, e li hanno seguiti e monitorati attentamente per circa sei mesi, ricostruendo le loro abitudini, le loro frequentazioni, i loro contatti e la loro dedizione al commercio di droga. Nel corso delle investigazioni sono emersi elementi inquietanti sulle dimensioni e l’organizzazione della rete di approvvigionamento e di spaccio. Infatti, è stato accertato che i fornitori erano residenti nel napoletano, ed erano organici o fortemente contigui a pericolosi clan camorristici operanti nelle zone di Ponticelli, Cercola e Pollena Trocchia: si tratta, in particolare, di elementi riconducibili alla famiglia Sarno ed al gruppo Orefice-Arlistico-Terracciano, quest’ultimo recentemente inglobato nel clan Sarno. Il clan Sarno, seppure fortemente indebolito dall’offensiva anticamorra degli ultimi mesi, era fino a poco più di un anno fa una delle organizzazioni più potenti dell’intera Campania, e gestiva in maniera dominante il mercato degli stupefacenti. A seguito di alcuni pentimenti, si stanno ora creando nuovi equilibri di potere nei quartieri controllati, con un continuo fiorire di nuove alleanze e nuovi conflitti. Per procedere all’arresto dei due catturandi napoletani, una donna ed un uomo, i militari del Comando Provinciale Frosinone, con il supporto di sicurezza dei colleghi del Comando Provinciale di Napoli, hanno dovuto effettuare un ardito blitz presso un isolato che, dagli anni ottanta, costituisce l’impenetrabile roccaforte del clan Sarno. La droga, acquistata nel “parco” di Ponticelli, veniva poi trasportata, su itinerari variabili, nel Basso Lazio, per essere destinata allo spaccio ad opera di alcuni soggetti gravitanti principalmente nel Comune di Piedimonte San Germano: si tratta, principalmente, di un ventiduenne albanese e di altre persone perlopiù di etnìa rom. Uno dei risultati più importanti dell’indagine conclusa consiste proprio nell’aver reciso il pericolosissimo legame, una vera e propria alleanza stabile, che si era creata tra i soggetti inseriti nella malavita campana e quelli operanti nell’ambito dei clan rom con base nella provincia di Frosinone. Gli arresti effettuati, infatti, hanno evitato una pericolosa infiltrazione camorristica nel territorio frusinate, che si sarebbe fusa con la malavita locale generando il rischio del radicamento di esponenti della criminalità organizzata, attratti dalla fiorente domanda di droga proveniente dalla Ciociaria. L’aspetto più esecrabile emerso dall’indagine, è l’utilizzo strumentale e costante di minorenni come supporto al commercio di morte posto in essere dagli arrestati. In particolare, uno dei figli minori di un soggetto ristretto, era incaricato dell’attività di fornitura di stupefacenti e di riscossione dei crediti dello spaccio, nonché per accompagnare madre o nonni a Napoli ove prelevare lo stupefacente da rivendere nel cassinate. Ciò con l’evidente intenzione di simulare una situazione di apparente normalità in occasione di eventuali controlli delle forze dell’ordine. Addirittura, uno degli arrestati, padre di un bimbo di pochi mesi, suggeriva alla moglie di nascondere la droga nel pannolino del neonato per evitare controlli di polizia. Da tali circostanze deriva il nome dell’indagine, “Operazione Baby Pusher”. Gli elementi acquisiti, peraltro, daranno luogo a segnalazione agli organi di assistenza sociale per i dovuti ed opportuni provvedimenti in merito all’educazione ed al supporto psicologico ai minori coinvolti.

28 giugno 2010 0

Mucca morta lasciata davanti agli uffici veterinari della Asl

Di redazione2

Saranno effettuate delle analisi specifiche sulla carcassa della mucca lasciata da ignoti davanti ai laboratori medici veterinari della Asl di Anagni in via Anticolana.

Sulla vicenda sono state avviate delle indagini da parte dei carabinieri del posto per risalire ai responsabili di questo gesto di dubbia interpretazione.

Un segnale per istituzioni e personale medico sullo stato di salute dell’ambiente o gesto disperato degli agricoltori?

Il tutto è al vaglio. Intanto alla carcassa è stato reciso il tagliando sullo spigolo dell’orecchio destro per eliminare ogni rintracciabilità con i capi di bestiame della zona.

La mucca, da un primo esame, risulta morta da un giorno. Gli esami clinici attesteranno la causa del decesso. Mentre il comune è stato chiamato a intervenire sui costi di gestione dello smaltimento: circa 300 euro.

Tra l’altro i fondi regionali per lo smaltimento delle carcasse sono stati tagliati. Motivo per il quale gli allevatori debbono sostenere completamente questo onere. Che sia anche questo un motivo dell’abbandono della carcassa?

Tamara Graziani

28 giugno 2010 0

“L’ufficio di Camera di Commercio rimarrà a Cassino”, parola di Rivieccio

Di redazione

“La sede distaccata della camera di commercio a Cassino non chiuderà”. A sostenerlo con convincimento è l’assessore Ciro Rivieccio che smentisce categoricamente l’ipotesi della soppressione del servizio ai commercianti. “I responsabili della Camera di Commercio mi hanno dato le dovute garanzie, mostrandomi la necessaria documentazione, che l’ufficio di Cassino non chiuderà, anzi, verrà ampliato nei servizi. A tal proposito, dal primo luglio, l’ufficio rimarrà chiuso due volte a settimana per permettere al personale di frequentare un corso di perfezionamento”. Ma non solo; l’assessore Rivieccio assicura che l’amministrazione Cassinate sui sta muovendo per tentare di portare in città anche una sede distaccata di Equitalia, “Tutto questo per dimostrare la vicinanza di questa amministrazione ai commercianti del cassinate”. Ermanno Amedei ermadei@libero.it

28 giugno 2010 0

Vertenza latte, Coldiretti indice assemblea dei produttori ciociari

Di redazione

“Lo stato di agitazione per la vertenza sul prezzo del latte con la Centrale di Roma resta aperto”. Così Gianni Lisi, direttore provinciale Coldiretti Frosinone. “Dopo la nostra mobilitazione e la manifestazione di maggio, credo siamo giunti ad un momento cruciale per le nostre rivendicazioni – ha aggiunto. Per fare il punto sulla situazione mercoledì prossimo, 30 giugno 2010, alle ore 20.00, presso la sala riunioni della parrocchia del Sacro Cuore, nella parte bassa del capoluogo, abbiamo indetto un’assemblea con i produttori”. Dopo varie riunioni che si sono tenute in Regione Lazio la vertenza è ancora aperta e, purtroppo, irrisolta. Coldiretti non intende rinunciare a far valere i diritti dei produttori ciociari e dell’intera regione per arrivare ad un prezzo che sia diverso da quello attuale definito “penalizzante e umiliante”. “Rivedere il prezzo del latte alla stalla (oggi fermo a 0,35 centesimi per litro ai produttori mentre in vendita è a oltre 1 euro e 60) resta il primo obiettivo. Sarebbe la prima tappa di quel percorso naturale per risolvere la crisi o, comunque, per offrire risposte serie e concrete che fanno parte delle nostre richieste e che sono insite nel progetto di filiera di Coldiretti. Il latte oggi viene pagato meno di venti anni fa. Tutto quanto ciò non è possibile e non è più tollerabile. Occorre divenire protagonisti della filiera ed i nostri imprenditori sono pronti a farlo, intendono metterci la faccia con noi”. Coldiretti vuole però risposte anche sulla qualità certa del prodotto ciociaro e laziale a km0 per offrire oltre che certezze ai consumatori anche basi solide per il futuro delle imprese. “E’ una questione di dignità da dare la comparto – sottolinea ancora Lisi – un comparto produttivo che storicamente, nel Lazio e nella nostra provincia, rappresenta un settore trainante nell’economia complessiva e muove un indotto notevolissimo”. Promuovere il territorio mediante le tipicità che anche il settore lattiero caseario può garantire rappresenta per Coldiretti una delle soluzioni da intraprendere per offrire nuovi scenari positivi al settore che ad oggi è ingiustamente penalizzato. Come Coldiretti – ha concluso Lisi – siamo riusciti a riaprire una partita che sembrava inesorabilmente chiusa ma il nostro livello di attenzione resta altissimo ora che si è davvero a pochi passi dalla soluzione della vertenza latte. Chiediamo di chiudere questo percorso in tempi brevi pur consapevoli che il cambio di assessore in regione ha di fatto rallentato il processo. Il nostro appoggio in termini tecnici, costruttivi ed operativi resta a disposizione dei responsabili istituzionali e dei referenti della Centrale del Latte di Roma ma sempre e comunque a tutela solo ed esclusivamente della nostra base produttiva che non intende scendere nuovamente in piazza per chiedere attenzione ma è pronta a farlo qualora la trattativa si bloccasse nuovamente”. Nel Lazio i soci Coldiretti sono oltre 32.000, in Ciociaria più di 10.000; di questi circa 1.000 producono il latte arrivando ad una quantità di oltre 402.000 quintali senza considerare l’indotto.