Giorno: 5 luglio 2010

5 luglio 2010 0

Accoltella la madre al torace, 31 enne arrestata per tentato omicidio

Di redazione

I Carabinieri di Mosciano S.Angelo (Te) unitamente a quelli del Nucleo Operativo di Giulianova hanno tratto in arresto in flagranza di reato la cittadina cinese YU CHUNCHUN, 31enne, operaia, in regola con i documenti di soggiorno, per tentato omicidio posto in essere nei confronti della madre. Questa mattina verso le ore 08.30 mentre si trovavano all’interno della loro abitazione sita in Mosciano S. Angelo, per futili motivi venivano a diverbio d’apprima a parole e successivamente passavano alle vie di fatto nel senso che l’arrestata dopo essersi armata con un coltello a serramanico si è scagliata contro la propria madre colpendola all’emitorace sinistro provocandole una ferita penetrante all’emitorace sinistra. dopo le cure del caso la malcapitata veniva ricoverata presso l’Ospedale Civile di Giulianova per le cure del caso, mentre l’arrestata veniva tradotta presso la Casa Circondariale di Teramo a disposizione della competente Autorità Giudiziaria. L’ama utilizzata, unitamente all’appartamento sono stati sottoposti a sequestro per consentire i dovuti accertamenti e rilievi tecnici.

5 luglio 2010 0

Pasta alla Mugnaia, la tradizione abruzzese in un maccherone lungo anche un chilometro

Di redazione

Tra le tantissime tradizioni abruzzesi, quella della pasta alla mugnaia è certamente la più gustosa, unica e tradizionale. (Guarda il video) Non uno spaghetto, neanche un maccherone ma un filo di pasta lunga… lunghissima, fino a superare anche il chilometro senza interruzione. Una tradizione, però, tramandata da padre a figlio, che rischia di interrompersi per via di mancanza di “discepoli”. Nulla da togliere alla pasta prodotta in scala industriale, ma la pasta alla mugnaia ha quasi dei riti da ripercorrere ogni volta che la si prepara. Solamente acqua, farina e il sale in quantità variabile a seconda della temperatura esterna e della stagione. Particolari che Vittorio Nicola Di Lallo, dopo 50 anni di impasti, continua a sperimentare e, dice, di non aver ancora raggiunto la perfezione. Il discendente dei mugnai di Paglieta è il principale e più noto Mastro di questo genere di pasta. E’ stato lui a svecchiare questo gustoso prodotto alimentare sradicandolo dai mulini e portandolo a domicilio nelle case di tanti che, altrimenti, non l’avrebbero mai conosciuto. Dagli ingredienti alle attrezzature per cucinarli, finanche al tavolo su cui mangiarla, Nicola porta tutto l’occorrente e mentre prepara, attrezza, impasta e cucina, spiega passo passo ciò che fa. Quasi un museo viaggiante che ha toccato anche altri Paesi come la Francia, la Svizzera e la Germania, ma anche altri continenti come l’America. Dopo la cottura, la pasta viene versa sui tavoli in lego e lì viene condita con un sugo di castrato. Forchette alla mano, come in un rito, i commensali tirano a se, dal fumante centrotavola, la pasta. Alla fine, dalle strisce di sugo sul tavolo, è facile contare il numero dei commensali e dallo spessore della stessa, anche chi ha mangiato di più.

5 luglio 2010 0

Zone franche termali, una tavola rotonda di Federterme a 10 anni dal “riordino”

Di redazione

“La presentazione della proposta di legge ‘Istituzione delle zone franche termali e altre disposizioni per la ripresa economica e la diversificazione produttiva dei territori nei quali sono situati stabilimenti termali già gestiti dal soppresso Ente autonomo di gestione per le aziende termali’ ha il merito di aver acceso un riflettore sull’intera industria termale” afferma il Presidente della Sezione Turismo di Confindustria Frosinone, Antonio Russo. “Tuttavia – prosegue – il testo in questione penalizza fortemente alcune realtà termali, tra cui Fiuggi, negandole di fatto le agevolazioni. La proposta, infatti, prevede l’istituzione di zone franche termali nei Comuni con un numero di abitanti non superiore a 80.000 e nei quali abbia sede uno stabilimento termale gestito dall’EAGAT, in tutto 13 stabilimenti in Italia. E’ di tutta evidenza la discriminazione, e di conseguenza la disparità di trattamento, rispetto ad altre realtà come le Terme Fiuggi non EAGAT. Tali agevolazioni peraltro prevedono una esenzione fiscale e contributiva destinate ad incidere in misura davvero marginale sulla situazione delle aziende termali che necessitano invece di interventi rilevanti sia sul paino strutturale che organizzativo.” Infatti, per il ruolo trainante che gli stabilimenti termali svolgono sull’economia dei territori appare di tutta evidenza coma la realizzazione degli interventi predetti debba risultare elemento prioritario ed oramai indifferibile rispetto a misure di sostegno “a pioggia” dell’indotto che in assenza di ristrutturazioni predette risulterebbero unicamente palliative. Per quanto attiene poi alla previsione di un indennizzo per la cessazione dell’attività alberghiera e la riconversione della struttura ricettiva attraverso un decreto interministeriale che recepisce un accordo tra gli stessi ministeri, vogliamo segnalare la totale mancanza di meccanismi di controllo atti ad impedire il verificarsi di possibili abusi. In termini più generali intendiamo ribadire l’urgente necessità, più che di interventi economici di corto respiro, di individuare percorsi virtuosi di privatizzazione, che consentano ad imprese che hanno fatto la storia del termalismo italiano di riappropriarsi di quel ruolo di primo piano che gli è proprio Peraltro, proprio in occasione dei 10 anni dalla approvazione della Legge di riordino del settore termale, Federterme – Confindustria, in collaborazione con l’ANCOT ha promosso una tavola rotonda sul tema “Revisione della legge 323/2000 a dieci anni dalla sua approvazione: riflessioni e proposte” presso Camera dei Deputati Palazzo Mariani Sala delle conferenze, via del Pozzetto 158 – Roma che si svolgerà Giovedì 8 luglio alle ore 15.00. La tavola rotonda sarà moderata dal Presidente di Federterme, Costanzo Jannotti Pecci e le conclusioni sono affidate al Ministro della Sanità On. Ferruccio Fazio.

5 luglio 2010 0

analisi a pagamento, Tedeschi (Idv): “Iniziato lo smantellamento della sanità pubblica”

Di redazione

“Nel distretto di Sora si anticipano i tempi e si inizia lo smantellamento della sanità pubblica: analisi a numero chiuso, chi arriva dopo paga. Da oggi inizia la corsa dei malati per rientrare nel numero previsto di accessi liberi, chi arriva dopo dovrà richiedere la prestazione a pagamento, le tariffe sono quelle del nomenclatore regionale maggiorate del 10%. ” Lo dichiara in una nota Annamaria Tedeschi, consigliere regionale dell’Italia dei Valori. “La giustificazione, “motivi contingenti dovuti a carenza di organico”, lascia presagire cosa potrebbe essere nel futuro la sanità nella Regione Lazio: una sanità privatizzata senza però che questo cambio di sistema sia stato gestito e organizzato, un sistema nuovo insomma che però nessuno formalmente ha deciso, ma che i fatti imporranno a tutti i cittadini. Sembra essere proprio la necessità a spingere il Direttore del Laboratorio analisi chimico e microbiologiche, Corrado Busi, a firmare il provvedimento in questione. I recenti decreti della neo-Presidente Polverini cominciano a colpire in modo chiaro e netto, ma ad essere colpiti sono ancora una volta le fasce più deboli: tutti coloro che normalmente si rivolgono alla struttura pubblica, per tutti coloro che invece non devono fare i conti per arrivare a fine mese, le analisi a numero chiuso non saranno certo un problema.”

5 luglio 2010 0

Dagli Usa al Belgio, la “giustizia” usata come arma contro la Chiesa?

Di redazione

Dal Belgio agli Stati Uniti i rapporti tra la Chiesa e alcuni Paesi stanno cambiando. Nella sua rubrica “Parola di Giudice” (clicca)Paolo Andrea Taviano focalizza e commenta la decisione della Corte Suprema degli Usa di negare l’immunità al Vaticano almeno nei casi in cui siano sottoposti a processo dei preti per casi di pedofilia, e il blitz che in Belgio ha visto forze dell’ordine fare irruzione in una cattedrale. La Chiesa, è sotto attacco oppure c’è dell’altro?

5 luglio 2010 0

Dagli Usa fino al Belgio, la “giustizia” come arma contro la Chiesa?

Di redazione

di Paolo Andrea Taviano Una recente sentenza emessa dalla Corte Suprema degli Stati Uniti è destinata a far discutere per parecchio tempo. I Giudici americani hanno difatti negato l’immunità al Vaticano nei casi in cui siano sottoposti a processo dei preti per casi di pedofilia, introducendo di fatto il principio secondo il quale non solo le alte gerarchie vaticane, e teoricamente anche il Papa, potrebbero essere interrogati nei processi contro i preti accusati di molestie sessuali, ma anche che il Vaticano potrebbe essere considerato civilmente responsabile delle azioni illecite del singolo sacerdote e chiamato, quindi, a rispondere delle richieste di risarcimento. Il presupposto da cui sono partiti i Giudici statunitensi, ricavabile dai commenti alla notizia fatti dalla stampa internazionale in quanto, è bene ricordarlo, i verdetti negli Stati Uniti sono privi di motivazione, sarebbe una impropria qualifica di “datore di lavoro” attribuita al Vaticano nei confronti dei sacerdoti che giustificherebbe il venir meno dell’immunità, presupposto che francamente lascia piuttosto perplessi sotto il profilo giuridico oltre che rivelarsi particolarmente pericoloso. In primo luogo ricondurre il rapporto tra il sacerdote e la Santa Sede ad un mero rapporto di “lavoro” appare a dir poco riduttivo, in quanto è vero che il rapporto si fonda su un voto di obbedienza e quindi di sottoposizione alle direttive delle gerarchie ecclesiastiche, ma è altrettanto vero che ciò è strumentale al raggiungimento degli obiettivi morali della dottrina religiosa e che manca del tutto qualsiasi corrispettività tra l’opera prestata dal sacerdote e quanto da lui economicamente percepito, emolumento che non ha natura di salario ma di sola messa a disposizione di denaro per i bisogni di sostentamento del singolo sacerdote e della Chiesa nella quale svolge la funzione pastorale. Occorre poi ricordare che la responsabilità penale per gli atti di molestie sessuali e quella civile per i danni che ne possono conseguire, è del tutto personale e non può che essere attribuita all’autore materiale del fatto, od agli autori laddove siano più di uno, e non certo alla struttura nella quale “lavora” il reo, ammesso che si voglia usare lo stesso parametro usato dai Giudici americani, altrimenti si potrebbe arrivare all’assurdo che, ad esempio, in caso di affermazione di responsabilità nei confronti di un pedofilo che, in ipotesi, sia dipendente ministeriale, ne possa rispondere economicamente il ministro o, meglio ancora, il capo del governo o, a salire, addirittura il capo dello stato. Ferma restando la assoluta ed inappellabile condanna di tutti gli immondi atti di pedofilia e di abusi sessuali da chiunque compiuti e, ancor più, se compiuti da chi abusa della funzione di ministro di culto in quanto non solo negazione della dottrina religiosa professata, ma soprattutto negazione della natura e della dignità umana della vittima, credo sia importante capire se attraverso la sacrosanta repressione giudiziaria della pedofilia commessa da ministri di culto, il vero obiettivo sia effettivamente colpire il prete che ha commesso l’illecito e quindi tutelare la vittima, o ci sia sotto qualcos’altro. Non si può negare che un primo colpo di maglio contro la Chiesa cattolica sia stato inferto dalla discutibile sentenza della Corte europea dello scorso anno sul divieto di esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche, decisione che non è tanto grave per le conseguenze pratiche, pressoché nulle, avute quanto meno nel nostro paese, ma piuttosto per il retroterra culturale della decisione smaccatamente antagonista nei confronti della Chiesa di Roma. Appare poi inquietante che il recente blitz contro i presunti preti pedofili effettuato dalla Polizia in Belgio sia stato denominato “Operazione Chiesa” tanto da sollevare le legittime ire del Cardinal Bertone che ha definito il comportamento delle autorità “peggio dei regimi comunisti”, adombrando addirittura sospetti di appartenenza massonica nei confronti del magistrato belga titolare delle indagini. Inoltre appare quanto meno singolare lo zelo inquisitorio e l’interesse mediatico soltanto nei confronti dei preti cattolici mentre altrettanto non avviene per i ministri di culto di altre confessioni religiose. Viene quindi legittimo dubitare se il vero obiettivo che si vuole colpire sia il Vaticano quale entità politico-amministrativa che non avrebbe saputo controllare l’operato delle sue gerarchie colpevoli, secondo alcuni, di aver coperto per anni gli orrendi misfatti di natura sessuale commessi da singoli preti, cosa peraltro tutta da dimostrare, o l’attacco non sia invece rivolto contro l’autorità morale della Chiesa con la sua dottrina ed i suoi valori che ne costituiscono la forza ed il fondamento da oltre duemila anni. Se è vero che la Chiesa deve certamente liberarsi dalle mele marce e che dobbiamo il massimo rispetto e tutela nei confronti di chi ha visto segnata la propria esistenza da crimini orrendi, è altrettanto vero che, ferme restando le eventuali responsabilità dei singoli e la repressione delle stesse, deve essere evitato che la strumentalizzazione di episodi gravissimi per via giudiziaria e mediatica non finisca col minare quell’immenso patrimonio di valori etici, umani e morali che costituiscono la base della storia e della cultura italiana, ma anche della cultura europea e di tutto il mondo occidentale. Paolo Andrea Taviano Magistrato

5 luglio 2010 0

Manovra Finanziaria, De Angelis (Pd): “Un vero salasso per la regione Lazio”

Di redazione

“La manovra economica approntata dal Governo porta in regalo ai cittadini del Lazio un consistente aumento delle tasse: a Novembre scatterà la maggiorazione dello 0,15% dell’Irap mentre nel 2011 l’Irpef aumenterà dello 0,30%. Ancora una volta il Governo non ha mantenuto le promesse e mette le mani nelle tasche dei cittadini”. Così esordisce l’europarlamentare Francesco De Angelis nel commentare la finanziaria proposta dal ministro Tremonti. “La maggiorazione dell’aliquota dell’imposta ragionale sulle attività produttive – prosegue De Angelis – si traduce in un rincaro del costo del lavoro, in un momento in cui questo mondo andrebbe aiutato ed incentivato, per contrastare il dilagante fenomeno della disoccupazione. Per non parlare dell’aumento delle tariffe autostradali già operativi dal primo Luglio: dei 26 caselli autostradali scelti dal Governo per i rincari, ben nove sono a Roma, con degli effetti molto pesanti. Qui ad essere penalizzati sono esclusivamente i cittadini che utilizzano con frequenza arterie di interconnessione come l’A24 o l’A12. Pensiamo soprattutto ai pendolari che si spostano in auto, e per i quali il nuovo balzello peserà come un macigno. Inoltre, predisponendo l’aumento già da Luglio, con l’approssimarsi delle vacanze estive, si danneggia anche il settore del turismo, che sta già vivendo un periodo di difficoltà”. “Dalla Regione giungono, poi, notizie allarmanti in merito ad ulteriori ticket sui medicinali, prestazioni sanitarie e di pronto soccorso. Insomma, questa manovra che doveva essere solo correttiva, rischia di trasformarsi in un vero e proprio salasso per i cittadini, per di più in maniera iniqua, perché colpisce le imprese, i lavoratori, le fasce deboli ma non tocca gli alti redditi ed i grandi capitali. In questo momento di crisi, bisogna puntare sulla crescita, investire nella competitività delle imprese per promuovere lo sviluppo dell’economia e del territorio, evitando di vessare i cittadini, ma la manovra economica si muove in direzione opposta”.

5 luglio 2010 0

“Alatri dimenticata”, Rossi: Il nuovo stadio comunale, opera abbandonata

Di redazione

“A meno di un anno dalle prossime elezioni c’è tutto un fiorire di iniziative per la città di Alatri,- lo scrive in una nota stampa Giulio Rossi fondatore del gruppo Facebook “Alatri abbandonata” – c’è chi scopre o si ricorda di “amarla” o di averla “nel cuore”, chi vuole raggiungere virtualmente gli alatresi “sparsi nel mondo”, certificarne la denominazione d’origine controllata o l’appartenenza al centro storico, piuttosto che alle diverse contrade, chi la vuole soltanto “migliorare” o chi addirittura andare “oltre”. Con il gruppo “Alatri abbandonata” io voglio semplicemente richiamare l’attenzione degli amministratori e dell’opinione pubblica sui numerosi problemi che presenta la nostra città. Questa volta l’invito è rivolto a prendere atto delle ignobili condizioni in cui si trova attualmente il nuovo stadio situato in località Chiappitto. Si è detto di tutto a proposito di quest’ultimo: che è un’opera faraonica ed inutile, che ha indebitato oltre misura le casse comunali e che l’amministrazione non può permettersi di accendere altri mutui per finanziare opere molto più importanti, ma che comunque si sta adoperando per ultimarne i lavori e renderlo finalmente agibile. Non voglio entrare nel merito di queste questioni, sposando l’una o l’altra causa, ma semplicemente far notare che, mentre si discute se sia veramente una cattedrale nel deserto, la struttura sta subendo un lento ma inesorabile degrado. Mi auguro che il Comune di Alatri non passi alla storia o non entri nel guinnes dei primati per aver perso la battaglia o, sarebbe più opportuno dire, essere stato letteralmente soffocato dalle erbacce. Presenti su tutto il territorio, le erbe infestanti non potevano certo mancare qui e stanno efficacemente svolgendo la loro funzione: insidiare l’anello della pista d’atletica. Se non si interviene immediatamente questo verrà danneggiato e saranno ancora polemiche tra i politici ed altre spese a carico della collettività. Forse in questo caso i cartelloni elettorali non ancora rimossi svolgono davvero la funzione di nascondere questo scempio. Signor Sindaco, Assessori competenti, che vogliamo fare?”

5 luglio 2010 0

Presentata “l’estate sangiovannese”

Di redazione

Intrattenimento, Spettacolo, Sport e Cultura, i quattro ingredienti che renderanno l’ Estate Sangiovannese 2010 indimenticabile. Tanti saranno, infatti, gli appuntamenti durante i mesi estivi, tutti sotto il patrocinio della Regione Lazio, dalla Provincia di Frosinone e dell’Unione di Comuni “Antica Terra di Lavoro”. Le manifestazioni partiranno il 17 luglio con lo spettacolo di danza della Fashion Dance di Antonio Fraccola e il torneo amatoriale di burraco organizzato dall’associazione culturale “La Sarrapica”. A seguire, un appuntamento fisso ormai da qualche anno a questa parte dal 29 luglio al 1 di agosto partirà la 5^ edizione del “Gonfalone Sangiovannese”. Per gli amanti delle bici arriva il “G.S. Master Bike Lazio” valido come campionato regionale F.C.I. medio e gran fondo; per gli appassionati del tennis in programma una manifestazione promozionale organizzata da atleti esperti. Immancabile la caccia al tesoro e la “corsa delle carrozzelle” ormai entrata nel cuore di tutti per le emozioni che regala ogni anno, sul colle San Maurizio. Torneranno in piazza con tante iniziative le varie associazioni culturali e di volontariato attive sul territorio. Volendo soddisfare tutti, per gli amanti della buona forchetta, sono previste una serie di feste enogastronomiche, la sagra delle fettuccine, dei funghi porcini, della pizza e altre specialità tipiche. A fine settembre tornerà anche il “Downhill”, l’entusiasmante gara di bici in montagna.

“Per chi pensa che le feste siano finite – annuncia Antonio Carnevale, consigliere comunale con delega allo Sport, Spettacolo, Pesca, Innovazione Tecnologica e assessore all’Unione di Comuni “Antica Terra di Lavoro” – in programma durante l’estate l’importante appuntamento con la manifestazione e convegno “San Giovanni Incarico: il Brigantaggio e l’alta Terra di Lavoro. Storia, usi, costumi e tradizioni” con la partecipazione degli MBL (Musiche dal Basso Lazio) grazie all’impegno del vice sindaco e assessore alla cultura Daniele Piccirilli in sinergia con l’Assessorato allo Spettacolo della Provincia di Frosinone. Anche se con molte restrizioni a livello economico daremo vita a tutte le manifestazioni tradizionali, per valorizzare nel miglior modo possibile il nostro territorio”.

In programma nei prossimi mesi anche alcuni eventi mirati ad incentivare l’utilizzo delle risorse storiche e paesaggistiche del paese, con la fruizione di ambienti sani e a contatto con la natura attraverso percorsi come quello del Lago di San Giovanni Incarico o il Colle San Maurizio. “Puntiamo ad incentivare il turismo equestre seguendo itinerari paesaggistici e di interesse archeologico. Novità assoluta – ha annunciato Carnevale -, cercheremo prossimamente con l’aiuto delle associazioni presenti sul territorio, di organizzare corsi-eventi di orienteering o sport dei boschi, che consiste nell’effettuare un percorso predefinito caratterizzato da punti di controllo e con l’aiuto esclusivo di una bussola e di una cartina topografica che contiene particolari del luogo da percorrere. Ultimo ma non meno importante, da Settembre 2010, per gli appassionati e soprattutto per i curiosi partirà la scuola di Rugby presso il campo sportivo comunale di San Giovanni Incarico”.