Giorno: 9 luglio 2010

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Assaltano la banca e tagliano l’orecchio al direttore

Di redazione
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Aspettano all’esterno della banca il direttore di ritorno dalla pausa pranzo e lo minacciano con il taglierino. L’intenzione di tre rapinatori era di entrare nell’istituto di credito Intesa San Paolo in Corso della Repubblica a Cassino e svuotare le tasche. La loro preda però ha reagito rimediando, tra l’altro, un colpo di taglierino all’orecchio destro lacerandogli il padiglione, nel frattempo calci agli stinchi per convincerlo a desistere e aprire la porta blindata. Scene che sono avvenute in pieno giorno e in pieno centro e, per questo, i testimoni hanno chiamato la polizia. Una volante è arrivata sul posto ma i tre rapinatori erano già stati messi in fuga dalla gente. Le immediate ricerche hanno permesso di individuare uno dei tre che ancora aveva in mano il taglierino. Si tratta di un minorenne di Villaricca (Na). Il ragazzo è stato fermato e arrestato. Si cercano i suoi complici. Non si esclude che si tratti di una banda di minorenni. Ermanno Amedei

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Il Punto a Mezzogiorno aderisce allo sciopero contro la legge “bavaglio”

Di redazione

Il Punto a Mezzogiorno aderisce allo sciopero dei giornalisti contro la legge “Bavaglio” limitando al minimo l’aggiornamento del quotidiano on line. Il titolo principale della Home page rimarrà questo fino allo scadere della protesta. Le notizie di cronaca, ma solo quelle più rilevanti, saranno inserite nei titoli sottostanti. Questo il comunicato della Fnsi che spiega le ragioni dello sciopero “I giornalisti italiani sono chiamati ad una forma di protesta straordinaria che si esprimerà in un “rumoroso” silenzio dell’informazione nella giornata di venerdì 9 luglio, contro le norme del “ddl intercettazioni” che limitano pesantemente il diritto dei cittadini a sapere come procedono le inchieste giudiziarie, infliggendo gravi interruzioni al libero circuito delle notizie. Quanti lavorano nel settore della carta stampata si asterranno dalle prestazioni nella giornata di giovedì 8 luglio, per impedire l’uscita dei giornali nella giornata di venerdì. Tutti gli altri, giornalisti dell’emittenza nazionale e locale, pubblica e privata, delle agenzie di stampa, del web, dei new media e degli uffici stampa non lavoreranno nella giornata di venerdì. Free lance, collaboratori e corrispondenti si asterranno dal lavoro secondo le modalità previste per la testata presso la quale prestano la loro opera. I giornalisti dei periodici, infine, si asterranno dal lavoro venerdì 9, ma assicurando, già da ora, la pubblicazione sui numeri in lavorazione delle proprie testate di comunicati sulle motivazioni della giornata del silenzio. Lo sciopero è una protesta straordinaria e insieme la testimonianza di una professione, quella giornalistica, che vuole essere libera per offrire ai cittadini informazione leale e la più completa possibile. Una protesta che si trasforma in un “silenzio” di un giorno per evidenziare i tanti silenzi quotidiani che il “ddl intercettazioni” imporrebbe se passasse con le norme all’esame della Camera, imposte sin qui dal Governo e dalla maggioranza parlamentare. Molte notizie e informazioni di interesse pubblico sarebbero negate giorno dopo giorno fino a cambiare la percezione della realtà, poiché oscurata, “cancellata” per le norme di una legge sbagliata e illiberale che ne vieterebbe qualsiasi conoscenza. Giornalisti, ma anche gli editori e migliaia di cittadini, da mesi denunciano le mostruosità giuridiche del “ddl intercettazioni”. Sono state anche avanzate proposte serie per rendere ancora più severa e responsabile l’informazione nel rispetto della verità dei fatti e dei diritti delle persone: udienza filtro per stralciare dagli atti conoscibili le parti relative a persone estranee e soprattutto alla dignità dei loro beni più cari protetti dalla privacy; giurì per la lealtà dell’informazione che si pronunci in tempi brevi su eventuali errori o abusi in materia di riservatezza delle persone; tempi limitati del segreto giudiziario; accessibilità alle fonti dell’informazione contro ogni dossieraggio pilotato. Nessuna risposta di merito. Lo sciopero, con la giornata del silenzio, è espressione di indignazione, di partecipazione, di richiamo responsabile a principi e valori che debbono valere in ogni stagione. Lo sciopero è un momento della protesta e dell’azione incessante che proseguirà, fino al ricorso della Corte europea di Strasburgo per i diritti dell’uomo, qualora la legge fosse approvata così com’è. Lo sciopero è anche segnalazione di un allarme per una ferita che si aggiungerebbe ad un sistema informativo che patisce già situazioni di oggettiva difficoltà e precarietà non solo per la crisi economica, ma anche per una politica di soli tagli che rischiano di allargare bavagli oggi altrimenti invisibili. L’informazione è un bene pubblico, non è un privilegio dei giornalisti, né una proprietà dei padroni dei giornali e delle televisioni, né una disponibilità dei Governi. E per i giornalisti non è uno sciopero tradizionale contro le aziende, ma un atto di partecipazione e di sacrifico della risorsa professionale per la difesa di un bene prezioso, dei cittadini, proclamato con un silenzio che vuol parlare a tutti”.