Giorno: 12 luglio 2010

12 luglio 2010 1

Rapine e infiltrazioni nel cassinate, D’Aguanno: “Occorre coordinamento tra forze dell’ordine”

Di redazione
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«Maggiori interventi per promuovere la sicurezza locale e potenziamento delle Forze dell’Ordine in uomini e mezzi sono due strade obbligate da percorrere per conservare la capacità del nostro territorio di promuovere benessere e sviluppo: la tentata rapina di venerdì alla Banca Intesa di Cassino, il colpo riuscito con sequestro di persona odierno a Sant’Andrea del Garigliano si aggiungono, infatti, ad episodi simili che si sono verificati nelle scorse settimane, come il blitz di giugno al negozio di argenteria di Roccasecca con sequestro della commessa»: l’allarme ed il richiamo ad una maggiore attenzione alle infiltrazioni criminali sul territorio provinciale, e del cassinate in particolare, è del consigliere regionale del Pdl, Annalisa D’Aguanno. «E’ necessario – aggiunge D’Aguanno – anche che si proceda ad una verifica della situazione dal punto di vista del coordinamento delle Forze dell’Ordine, del coinvolgimento delle associazioni di categoria, dell’informazione e partecipazione dei cittadini, della prevenzione dei fenomeni di macro e micro criminalità. Mi faccio carico di sostenere a livello regionale le richieste e le istanze che vadano in questa direzione: anche se il Comune di Cassino, col vicesindaco Nardone in prima linea, sta svolgendo appieno il proprio compito. Gli episodi verificatisi nel Cassinate, però, evidenziano i problemi denunciati dai sindacati della polizia che vanno rimossi per ottenere una più efficace azione di prevenzione e repressione». «Di sicuro – sottolinea l’onorevole D’Aguanno – è necessario raccordare le forze di polizia per una azione di controllo e perlustrazione costante e coordinata: se ne avverte l’esigenza in determinati periodi dell’anno e in coincidenza con azioni incisive delle forze dell’ordine nel Casertano e nel Napoletano che spingono la manovalanza criminale ad emigrare proprio nei territori del Lazio meridionale».

12 luglio 2010 0

Meteo, temporali al nord ma temperature destinate ad aumentare

Di redazione

Temporali sui settori alpini ed appenninici oggi e domani, ma da mercoledì temperature in salita su tutto il Paese. E’ questo lo scenario meteorologico dei prossimi giorni. Al clima decisamente estivo delle ultime ore si alternerà, tra oggi e domani, al nord e localmente anche sulle regioni centrali il passaggio di una debole perturbazione che porterà temporali, localmente di forte intensità, sui rilievi e con locali sconfinamenti sulle zone confinanti di pianura. Al sud tempo stabile per tutta la settimana. Da mercoledì generale aumento delle temperature su tutta l’Italia, con valori, nel fine settimana, superiori alla media del periodo e che, in concomitanza con gli elevati tassi di umidità, provocheranno forte disagio per afa ovunque. Oggi, 12 luglio, la struttura anticiclonica sull’Italia subisce una flessione a causa di una depressione atlantica, con conseguenti temporali sulle regioni settentrionali ed a livello più isolato sulle regioni centrali, specie in corrispondenza dei rilievi e localmente di forte intensità. Domani, 13 luglio, ancora instabilità residua sulle regioni settentrionali, in particolare sulle aree alpine e prealpine, con temporali sparsi, mentre al Centro-Sud tempo stabile e solo qualche possibile fenomeno isolato sull’Appennino. Temperature sostanzialmente stazionarie. Da mercoledì fino al fine settimana, il ritorno dell’anticiclone su tutto il Mediterraneo porterà tempo stabile e soleggiato sull’Europa occidentale e su tutta la Penisola. Le temperature saranno in netta risalita e da venerdì si avranno valori superiori alla media del periodo, con temperature massime, in alcune città, prossime ai 40°C in particolare al centro-sud. In aumento anche i valori minimi, con clima che assumerà quindi caratteristiche afose anche nelle ore notturne. Solo sulle Alpi si potranno verificare localmente dei temporali durante le ore pomeridiane e serali. Il Dipartimento della Protezione civile seguirà l’evolversi della situazione in contatto con le Prefetture, le Regioni e le locali strutture di protezione civile. Si ricorda infine che è operativo in 27 città italiane un “Sistema di previsione e prevenzione degli effetti delle ondate di calore sulla salute della popolazione” attivato dal Dipartimento della Protezione Civile avvalendosi del Dipartimento di Epidemiologia della ASL RM/E. Il Sistema consente l’elaborazione di bollettini giornalieri in cui sono comunicati i possibili effetti delle condizioni meteorologiche previste sulla salute dei soggetti vulnerabili.

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Sigilli del Noe alla discarica di Cerreto, Tedeschi (Idv): “Primo passo verso legalità”

Di redazione

“Eravamo in pochi – ha dichiarato il consigliere regionale dell’IdV Annamaria Tedeschi – io e qualche consigliere comunale, dalle prime luci dell’alba ad aspettare che venissero apposti i sigilli. Quando alle 11,50 è stata affissa la comunicazione sul cancello dell’impianto è partito un applauso spontaneo indirizzato alle forze dell’ordine. Nella veste di semplice cittadina ho sempre denunciato insieme ad altri cittadini indignati della zona la scellerata gestione della discarica di Cerreto ad opera della M.A.D., ma alle denunce ed alle manifestazioni di protesta non ha mai fatto seguito nessuna azione né di controllo, né di minimo interessamento da parte di tutti gli enti territoriali preposti. Nella veste di Consigliere Regionale ho presentato una mozione per richiedere la chiusura e la bonifica della discarica in oggetto, quindi auspico che questo provvedimento di sequestro sia solo il primo passo verso la definitiva chiusura dell’impianto. Auspico inoltre che tutti gli amministratori coinvolti nel losco traffico vengano individuati, la cittadinanza ha bisogno di veder ristabilita la legalità in questo territorio. Al N.O.E. ed al Comandante Ultimo che gestisce le operazioni – ha concluso Tedeschi – l’augurio che attraverso quest’azione venga ripristinata la legalità nel ciclo di gestione dei rifiuti. A chi come me è impegnato in politica rinnovo l’invito a farsi veri portavoce delle esigenze dei cittadini, ma stamattina lì davanti non c’era nemmeno un sindaco della zona, probabilmente erano tutti in altre faccende affaccendati”.

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Traffico di rifiuti speciali, sigilli alla discarica di Cerreto

Di redazione

Rifiuti speciali smaltiti come se fossero “solidi urbani” finivano, senza alcun tuipo di trattamento inertizzante, in normali discariche come quella di Cerreto di Roccasecca (Fr). Questa l’ipotesi investigativa su cui hanno lavorato i carabinieri del Noe coordinati dalla procura di santa Maria Capuavertere. Questa mattina è stìcatatto quindi un blitz che ha portato all’arresto di 14 persone e al sequesto di discariche in varie province d’Italia tra cui quella di Frosinone. Sigilli all’impianto roccaseccano. Questa la velina stampa iviata dalla procura campana: A conclusione di complesse e articolate indagini – coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di S. Maria Capua Vetere e svolte da personale del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente -Reparto Operativo- Sezione Operativa Centrale- di Roma – è stato possibile accertare un imponente traffico illecito di rifiuti effettuato in varie parti del territorio nazionale a partire dal 2008 sino ai giorni nostri. I responsabili, identificati allo stato, sono risultati essere i gestori di varie società operanti nel settore imprenditoriale connesso alla gestione e trattamento dei rifiuti, che dalla PROGEST di Gricignano di Aversa (un centro di stoccaggio e di compostaggio) aveva collegamenti con società operanti nelle regioni Lazio, Toscana e Puglia. In particolare, si è avuto modo di verificare come le aziende coinvolte, regolarmente autorizzate, effettuavano, oltre alla normale ed autorizzata attività di lecito trattamento dei rifiuti, anche un occulto, parallelo, imponente ed illecito traffico di rifiuti. Con il sistema architettato veniva svolto un illegale smaltimento sia di rifiuti “speciali” sia di rifiuti “speciali pericolosi”. L’attività illecita accertata ha consentito la realizzazione di notevoli profitti: smaltendo rifiuti speciali e pericolosi, con modalità illegali ed inidonee e neutralizzare la potenzialità inquinante degli stessi, chi li conferiva otteneva il vantaggio di pagare un prezzo di gran lunga inferiore rispetto a quello che avrebbe dovuto corrispondere a fronte di un corretto smaltimento e/o recupero; chi li riceveva, a sua volta, incrementava il volume di affari della sua impresa, non più limitato alla ricezione dei soli rifiuti autorizzati.

L’illecito modus operandi si fondava: – su una sistematica manipolazione dei rifiuti, mediante improprie “declassificazioni” (da pericoloso viene trasformato, documentalmente, in non pericoloso con falsificazione dei documenti di trasporto – CER (codici identificativi dei rifiuti) – al fine di nascondere la reale tipologia dei rifiuti conferiti e oggetto dell’illecita miscelazione; – sull’assegnazione di un codice non corrispondente alla reale natura del materiale trattato, ma che fittiziamente serviva a rendere il rifiuto stesso compatibile con l’atto autorizzativo dell’impianto di destinazione; – sul conferimento a terzi (consapevoli) del rifiuto “mascherato”, mediante triturazione e miscelazione di diverse tipologie di materiale da smaltire, con un’attività fittizia di trattamento e/o recupero, allo scopo di occultare l’originaria natura di quanto miscelato e per poterlo smaltire in maniera solo formalmente regolare, dopo aver creato degli apparenti passaggi intermedi, al fine di far apparire come compiute sul rifiuto attività di trattamento tali da renderlo idoneo per gli impianti di destinazione finale. Tale modus operandi rappresenta, nel panorama di simili reati, una evoluzione delle modalità esecutive del delitto di traffico illecito di rifiuti speciali e pericolosi. Infatti, per lungo tempo la relativa attività delinquenziale di gestione e traffico si è svolta mediante lo sversamento illecito (ed occulto) in siti non autorizzati. Attualmente tale strategia criminale non è stata più ritenuta conveniente. Infatti, la consapevolezza, ad ogni livello istituzionale, del grave problema ambientale ha determinato, da una parte, l’emanazione di una legislazione molto più restrittiva, dall’altra, un capillare controllo del territorio da parte delle forze di polizia in genere. Tutto ciò ha reso quanto mai difficile nascondere discariche abusive o effettuare trasporti di rifiuti privi di documentazione di accompagnamento. La messa in atto di più incisivi strumenti repressivi ha comportato l’elaborazione di un meccanismo illecito più raffinato, messo in pratica nei fatti in esame, e consistito nel conferire rifiuti pericolosi e speciali in centri regolarmente autorizzati, ma per altra tipologia di rifiuto. Allo scopo, è stato necessario adottare un meccanismo criminale organizzato in maniera complessa ed efficiente, utilizzando intermediari fra i destinatari e i produttori dei rifiuti (in grado di veicolare al meglio, spesso tramite opportuni passaggi intermedi, i rifiuti illecitamente destinati); professionisti (chimici) abilitati a redigere analisi, test di cessione e formulari “di comodo”, da cui risultava, falsamente, la compatibilità dei rifiuti con la loro destinazione presso i siti di volta in volta prescelti dall’organizzazione criminale. Così operando, tali illeciti non potevano essere scoperti dai soli controlli occasionali, in quanto, le eventuali verifiche “su strada” dei mezzi di trasporto, non consentivano di accertare la divergenza fra il codice CER e la natura del rifiuto che poteva essere verificata solo mediante analisi chimiche all’uopo predisposte. Allo stesso modo, un controllo episodico presso gli impianti, presentava analoghe difficoltà, visto che il rifiuto veniva miscelato immediatamente e reso di difficile individuazione circa la provenienza. Quindi, per accertare e reprimere gli illeciti, si è dovuto far ricorso ad una complessa e analitica attività investigativa, svolta con elevata professionalità dai Carabinieri. Gli elementi a carico sono stati acquisiti mediante: – intercettazioni di conversazioni telefoniche; – riprese di immagini di quanto accadeva, attraverso un impianto di video sorveglianza collocato sul luogo di interesse investigativo; – servizi di o.c.p. (osservazione – controllo – pedinamento) effettuati dalla PG procedente (NOE CC di Roma) – riscontri documentali; – sopralluoghi

All’esito ditale complessa indagine, si è ritenuto di contestare i reati di cui agli artt. 81 – 110 c.p., art 256 d.lvo 152\06, 193 d.lvo 152\06, 483 c.p. (in relazione all’art 258 co 4^ d.lvo 152\06), 260 d.lvo nr. 152/06 e, su richiesta di questa Procura, il GIP del Tribunale di S.Maria Capua Vetere ha emesso: – n. 4 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di: CAPECE Giuseppe, BUONINCONTRI Domenico, DE GREGORIO Marco, GOSTOLI Guido.

– n. 5 ordinanze di custodia cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di: DI NICOLA DAVIDE, Senatore Antonio, BALDACCINI Fabio, ROMIRI Alberto, SOMIGLI Stefano. – n. 2 misure cautelari dell’obbligo di dimora nei comuni di residenza nei confronti di: ROUFAEL Magdy Hamdy, D’ALESSANDRIS Luca – n. 3 misure cautelari del divieto di dimora nei confronti di: ORECCCHIUTO Francesco, GIUSTOZZI Danilo, GIUSTOZZI Moreno.

Si è proceduto altresì al sequestro preventivo – degli impianti delle società: PRO.GEST. s.p.a. (Gricignano d’Aversa), SE.IN. s.r.l. (Morolo FR); SEAM s.r.l. (Montearchi AR); impianto di discarica della PISTOIA AMBIENTE s.r.l.(Serravalle Pisoiese PT); impianto di discarica della MAD s.r.l..(ROCCASECCA FR) – di numerosi automezzi adibiti al traffico illecito di rifiuti.

12 luglio 2010 0

Fondi europei, lo sviluppo del Mezzogiorno boicottato da una classe politica fatta di inetti

Di redazione

Il forte richiamo lanciato dal Ministro dell’Economia Tremonti circa il fatto che le Regioni meridionali sfruttano solo in minima parte i fondi messi a disposizione dell’Unione Europea per lo sviluppo, rappresenta un sonoro schiaffo al modo imbelle di gestire il potere e di amministrare la cosa pubblica che fino ad oggi ha caratterizzato, in maniera equamente bipartisan, le classi politiche delle regioni e degli altri enti locali dell’Italia centro-meridionale. E’ stato finalmente sollevato il coperchio da un vero e proprio scandalo che, per biechi interessi personali o meschine ripicche dovute a lotte di potere che nulla hanno a che vedere con l’interesse della collettività amministrata, non consente al Mezzogiorno del nostro paese di crescere e raggiungere, come merita, il livello di sviluppo dell’altra metà dello Stivale e di porsi a pieno titolo e con il ruolo che gli spetterebbe nel contesto europeo. Rappresenta infatti uno scandalo che l’Italia sfrutti solo il 10-15% dei fondi europei a sua disposizione restituendo all’Europa il restante 85% in quanto inutilizzato sol perché politici ed amministratori inetti o troppo attenti ai propri interessi personali, non si curano di sollecitare e di presentare progetti finanziabili dall’UE utili ai territori, se non addirittura si prodigano affinché progetti il cui finanziamento è in itinere non giungano a buon fine per fare le scarpe all’avversario politico che, il più delle volte, è all’interno dello stesso partito: il tutto a scapito del povero cittadino-contribuente spremuto fino all’osso, sottoposto ad una pressione fiscale asfissiante con il risultato di vedere il territorio nel quale vive sempre al di sotto degli standard di sviluppo, per assistere al saccheggio delle ricchezze del territorio da parte della criminalità organizzata connivente se non addirittura infiltrata nel Palazzo, per avere servizi per qualità e quantità degni di un paese del terzo mondo, quando invece, se venissero adeguatamente sfruttati i fondi europei, potrebbe veder realizzate tantissime cose senza che nessuno continui a mettergli le mani in tasca. In compenso i costi della politica aumentano sempre, come i compensi ed i benefits di casta ai politici, o la mancata soppressione di centinaia di enti inutili fonte di spese astronomiche e utili solo ad alimentare le clientele politiche a spese dei cittadini che, con le loro tasse, devono pagare tutto questo spreco, ricevendo nulla in cambio. Questo pessimo modo di gestire comporta un doppio impoverimento del territorio perché da un lato non si realizzano progetti importanti che sarebbero un fondamentale volano per l’economia, l’occupazione ed il miglioramento delle condizioni sociali del territorio e, contemporaneamente, depauperando il cittadino con il prelievo fiscale non compensato dalla fornitura di servizi per mantenere inutili e costosissimi carrozzoni, si sottraggono risorse ai singoli che, laddove rimanessero disponibili, potrebbero incrementare i livelli dei consumi dando un po’ di respiro al sistema economico. E lo scandalo è ancor più evidente se si considera che i soldi che alimentano i fondi europei a disposizione dell’Italia e che la politica non utilizza, sono soldi degli italiani che noi, tutti noi, abbiamo pagato versando l’IVA su beni e servizi e che, dopo il prelievo vanno in Europa da dove dovrebbero tornare sotto forma di fondi per lo sviluppo mentre, invece, grazie ai nostri politici ed amministratori che non li usano, rimangono a disposizione dell’UE che li ridistribuisce ad altri paesi che, alla faccia e con i soldi provenienti dai sacrifici dei lavoratori e delle imprese italiane, finanziano il loro sviluppo. Il risultato di tutto ciò è che la nostra economia arranca sempre e non riesce mai a decollare in modo concreto e strutturale perché piombata al suolo da scarsi redditi da destinare ai consumi che non fanno mai ripartire la produzione, e dalla disincentivazione all’investimento nell’impresa dovuto alla scarsa fiducia di chi dovrebbe investire sulla tenuta del sistema economico nel suo complesso. La sferzata del ministro ci dice una volta di più, come se non ce ne fossimo già accorti da soli, che la cosa più negativa nel nostro Paese e nel Meridione in particolare è costituita dall’inettitudine dei politici e degli amministratori la cui pesantissima eredità sarà pagata a prezzo sempre più salato dalle generazioni future. di Paolo Andrea Taviano Magistrato

12 luglio 2010 0

Rapinano la gioielleria e prendono in ostaggio una ragazza di 19 anni

Di redazione

Esperienza drammatica, questa mattina per una ragazza di 19 anni, nipote della proprietaria di una gioielleria di Sant’Andrea del Garigliano (Fr) presa in ostaggio da due rapinatori. Il fatto è avvenuto alle 10 circa quando in due, italiani, armati di pistola e con il volto travisato da cappellini, sono entrati nella gioielleria dove c’era la proprietaria e la nipote 19enne. Dopo aver arraffato alcune custodie contenenti diverse decine di monili d’oro, hanno legato la donna in uno sgabuzzino e, sempre sotto la minaccia dell’arma, hanno sequestrato la ragazza costringendola a salire sulla sua auto, un’Alfa 166 parcheggiata in prossimità della gioielleria. Uno dei due si è messo al volante e, mentre l’altro manteneva l’ostaggio, ha guidato fino al casello autostradale di Cassino. Lì i due hanno abbandonato l’auto e liberato la ragazza fuggendo a bordo di una Bmw X5. Nel frattempo la proprietaria della gioielleria è riuscita a liberarsi e a dare l’allarme. Del caso se ne stanno occupando i carabinieri di Cassino al comando del capitano Francesco Maceroni.

12 luglio 2010 0

Il calcio muore a Cassino, dopo l’appello di Tortolano; il sindaco: ” E’ ora di ripartire”

Di redazione

“Dopo l’epilogo della gestione Murolo, per evitare la quale l’Amministrazione Comunale ha fatto tutto quanto in suo potere, – scrive in un comunicato stampa Bruno Scittarelli sindaco di Cassino – adesso è il momento comunque di ripartire, per evitare l’assoluta scomparsa del calcio a Cassino. Condivido l’appello di Domenico Tortolano, decano dei giornalisti di Cassino e tra le più autorevoli voci sportive della città, il quale mi invita a farmi “promotore, presso imprenditori appassionati di calcio, di una iniziativa per far risorgere, in maniera seria e più organizzata, una nuova società e una squadra con la maglia azzurra per riprendere quel cammino avviato negli ultimi anni dai presidenti Morra e Corcione ..”. Ed infatti questa mattina, dopo essermi sentito per l’ennesima volta con l’ex presidente Murolo, mi sono subito attivato per riunire intorno ad un tavolo nuove forze economiche interessate ad un progetto di rilancio del calcio a Cassino. Certo si tratta comunque di un compito gravoso, anche perché i contatti con gli imprenditori ci sono già stati nei giorni scorsi, inutilmente, nel tentativo di salvare il Cassino. Faremo comunque ancora la nostra parte stimolando le forze economiche e mettendo a disposizione gli impianti sportivi necessari. Purtroppo, mai come questa volta, sembra che concretamente il calcio a Cassino non interessi a nessuno; spero però che, alla luce delle ultime novità, ora si riesca a costruire una nuova società, aperta all’azionariato popolare, che faccia risorgere la squadra e lo spirito di appartenenza dei tifosi attraverso i quali riportare ai giusti livelli l’azzurro del nostro calcio”.

12 luglio 2010 0

Camorra, il prefetto di Frosinone indagato per turbativa d’asta

Di redazione

Ben 17 arresti e sequesti di beni dei Casalesi è il bilancio di una operazione anticamorra che le forze dell’ordine, coordinarte dalla Dda, hanno effettuato questa mattina a Frosinone e che ha visto indagato anche il prefetto di Frosinone Paolino Maddaloni. L’aspetto che riguarda l’ufficiale di governo della provincia Ciociara è legato ad una ipotizzata turbativa d’asta avvenuta nel 2008 quando volgeva funzioni di sub commissario prefettizio al Comune di Caserta. Dirigenti comunali, consiglieri regionali e lo stesso Maddaloni avrebbero fatto in modo da veicolare l’aggiudicazione di una gara per la fornitura di centraline per il monitoraggio della qualità dell’area ad una ditta amica. Un commessa da circa 530 mila euro. Maddaloni dicendosi sereno e fiducioso, ha assicurato di non aver partecipato alla commissione di gara e di non aver adottato alcuni atto o provvedimento relativo alla gara e di non riuscire a comprendere il suo coinvolgimento nella vicenda”.

12 luglio 2010 0

Estate Palianese, via alle Miniolimpiadi

Di redazione

Lunedi prossimo, nell’ambito dell’Estate Palianese, prenderanno il via i giochi a squadre delle ‘Miniolimpiadi 2010’ organizzati dall’Assessorato alle Politiche Giovanili con la supervisione del consigliere comunale Roberta Prosperini. Anche quest’anno saranno tanti e vari i tornei a cui si potrà partecipare: attività riservate ai più piccoli nel primo pomeriggio e in serata ai più grandi. Tredici giorni di festa, intere giornate dedicate allo sport e alla sana competizione che vedranno affrontarsi sui diversi campi da gioco – beach-volley, beach-soccer, calcio balilla, ping pong, maratona tra i vicoli, tiro alla fune, ruba bandiera, corsa con i sacchi – i piccoli atleti dai 6 ai 13 anni e i partecipanti senior fino a 99 anni! Il programma della manifestazione si aprirà lunedì 19 luglio, alle ore 17.00, sui campi di sabbia realizzati nel parcheggio di Viale San Francesco D’assisi, con le gare degli juniores che andranno avanti fino alle ore 20.00 quando lasceranno il posto ai tornei senior. I tornei di ping-pong e di calcio balilla si disputeranno in Piazza Indipendenza. Le Miniolimpiadi si chiuderanno mercoledì 4 agosto con la gara più attesa e avvincente: la ‘Maratona per l’Africa’, con relativa raccolta fondi, che si svolgerà in notturna tra i vicoli del paese illuminati, per l’occasione, dalle fiaccole. Si giocherà tutta i giorni, ad esclusione del sabato e della domenica, per permettere ai partecipanti di godere anche delle attività che si svolgono nel fine settimana al parco La Selva di Paliano. “L’obiettivo principale – dichiara Roberta Prosperini – è quello di considerare lo sport come terreno fertile di aggregazione e di sana competizione, in grado di superare i pregiudizi che, purtroppo, nella nostra realtà sono ancora forti. Mi auguro fortemente che le adesioni alla manifestazione da parte di tutti i concittadini, residenti e non, siano superiori all’ottimo risultato già raggiunto l’anno scorso con la prima edizione”. La chiusura (la data è ancora da stabilire) della manifestazione sportiva sarà sottolineata da una serata di salsa e merengue preceduta da un convegno sul tema dell’aggregazione sociale. Per le iscrizioni, che rimangono aperte fino e non oltre il 18 luglio, rivolgersi a Roberta Prosperini presso l’Ufficio Informazioni del Comune (Tel. 0775 570837) nei giorni lunedì e mercoledì dalle ore 10.00 alle 12.00.

12 luglio 2010 0

Un cavaliere templare a Cassino, così un barista 30enne realizza il suo sogno

Di redazione

“Non Nobis Domine, Non Nobis Sed Nomini Tuo Da Gloriam”. “Non a noi, o Signore, non a noi ma al tuo nome dà gloria”. Questo è il motto con cui i Cavalieri Templari, al tempo delle Crociate, entravano in Terra Santa. Parole tratte dai salmi 114 e 115, che oggi, dopo secoli di storia e di stravolgimenti, culturali ma soprattutto tecnologici, la gran parte delle persone comuni ignora. Lontani i tempi delle spade e delle armature, dei cavalli bardati e dei nobili cavalieri, dei duelli all’arma bianca e anche della lingua latina, difficile immaginare, nel pensiero comune, persone che ancora oggi si esprimono in siffatta maniera. E invece no. Perché i valorosi Cavalieri Templari, nel 2010, esistono ancora. Caduti in disgrazia dopo le accuse mosse contro di loro dall’allora re di Francia Filippo IV, detto “Il bello”, i Templari e il loro ordine furono definitivamente sospesi, dopo 5 anni di processi e persecuzioni, da Papa Clemente V nel 1312 con la bolla “Vox in excelso”. Due anni dopo, Jacques de Molay, l’ultimo Gran Maestro dell’Ordine, fu arso vivo sul rogo davanti la cattedrale di Parigi. Ma l’ordine non si è in realtà mai sciolto, sopravvivendo al tempo, alla storia ed ai mutamenti del costume e del vivere civile. Ed è così che appena qualche giorno fa anche un cassinate originario di Piedimonte San Germano, Alessandro Barbieri , è stato investito quale Cavaliere Templare nell’ Ordo Supremus Militaris Templi Hierosolymitani (Ordine Supremo e Militare del Tempio di Gerusalemme – Gran Priorato d’Italia – O.S.M.T.H.). Dopo un percorso iniziatico di meditazione, il “postulante” Alessandro Barbieri è stato accolto nell’antico ordine mediante la cerimonia ufficiale d’investitura che si è tenuta il 20 giugno scorso presso la Praeceptoria Lucensis “Sancti Petri” a Montecarlo di Lucca. Presenti all’evento il Precettore Cav. Uff. Amerigo De Cesari della Precettoria “Sancti Petri” di Lucca, il Precettore Cav. Uff. Antonio Morra della Commanderia “Santiago de Compostela” di Firenze e altri delegati dell’Ordine. Fondato nel 1118 a Gerusalemme, all’epoca delle Crociate, da nove cavalieri francesi provenienti dalle regioni di Champagne e Borgogna, guidati da Ugo di Payens, nobile vassallo del Conte di Champagne, quello dei Templari nasce come un ordine monastico-militare e trae ispirazione dall’ordine cistercense, mentre trae sostegno dalla figura più rappresentativa che proprio in quegli anni caratterizzava la cultura europea, il predicatore e teologo Bernardo di Chiaravalle (poi santo). Oltre ai tre classici voti propri degli ordini monastici (povertà, obbedienza e castità) i Templari adottarono quindi la regola benedettina e cistercense. Bernardo, che quasi subito divenne loro convinto sostenitore, nel suo “De laude novae militiae” indica ai cavalieri le attività da svolgere in tempo di pace e di guerra, l’alimentazione da seguire e l’abbigliamento da indossare nelle varie circostanze. Essi adottarono la tipica veste bianca dei cistercensi, sormontata da una croce rossa e vennero reclutati in gran parte tra i giovani della nobiltà, desiderosi di impegnarsi nella difesa della cristianità in Medio Oriente impugnando la spada per proteggere i pellegrini, i luoghi e le strade della Palestina dagli “infedeli”. “Per i Templari di oggi – spiega Alessandro Barbieri – il concetto di spade, di crociate e di terre sante da salvare ha un valore simbolico (anche se attualmente questi luoghi sono dilaniati da lotte terribili), ma mantiene intatto il suo valore ideale: significa combattere sempre in difesa del diritto calpestato e per il trionfo della verità, testimonianza di giustizia e di fede. Il pensiero e l’etica templare hanno conservato intatta nel tempo tutta la loro forza. La potenza militare non esiste più, l’ideale templarista della Croce che governa il mondo è svanito, ma l’ideale spirituale resta”. I Templari del XXI secolo conservano quindi viva la memoria dell’Ordine, depositario di autentica sapienza, e ne sono i testimoni nel solco della tradizione, con lo studio, nella gradualità dell’accesso alle conoscenze segrete, nel segno di una tensione verso l’assoluto. “Il templarismo – continua il Barbieri – è una catena di trasmissione, una nobile corrente di pensiero e di movimento. Chiunque può divenire Cavaliere Templare oggi, purché il suo animo sia coerente con gli ideali dell’Ordine stesso. Anche la donna oggi veste il manto templare, come specchio di integrità, di elezione spirituale, compagna nella ricerca comune di un ideale profondo da far vivere nel mondo. I Cavalieri Templari – conclude – proclamano con forza il loro sostegno a Sua Santità Papa Benedetto XVI nel recupero dei valori tradizionali e della ritualità storica del cattolicesimo e si schierano completamente a suo favore nella lotta contro il nichilismo, la magia dilagante, la pedofilia e il satanismo e allo stesso tempo si battono per la riapertura e il presidio delle chiese abbandonate o profanate e promulgano la testimonianza dei valori tradizionali della nostra religione Cristiano-Cattolica”. Giangiacomo Mariani