Il calcio muore a Cassino, Domenico Tortolano (Mimì) fa appello al sindaco

10 luglio 2010 0 Di redazione

“Sindaco, il calcio non può morire così. Crei le premesse per la rinascita attraverso una nuova società di gestione anche in un campionato dilettantistico”. A scriverlo in una accorata lettera aperta indirizzata al primo cittadino di Cassino è Domenico Tortolano (Mimì per gli amici), decano della stampa locale profondamente colpito dalla scomparsa nella città Martire, della squadra di Calcio. Mimì è tra i più noti giornalisti della provincia oltre che per la qualità della sua penna, anche per i tanti anni passati a scrivere per testate giornalistiche prestigiose.
“Caro sindaco, – scive Mimì nella lettera – chi scrive questo appello racconta ai lettori la storia del Cassino calcio dal 1963 attraverso giornali, agenzie di stampa, radio e televisione ma ora è disoccupato per un presidente, è la prima volta che accade dal 1924, che non ha voluto iscrivere la squadra al campionato di seconda divisione. Per questo motivo sono profondamente addolorato e con me, penso, l’intera città e quindi lei stesso che si è tanto adoperato in questi anni. Qualcuno ha detto che questo è strano che sia accaduto “nella ricca Cassino soprattutto da parte di una delle cinque famiglie più ricche della città”. Una mancata iscrizione che crea un vuoto sportivo nel cassinate e un danno all’immagine della città senza un titolo sportivo rilevante. Un danno per l’economia locale e un danno anche per tante persone e tante ditte che lavorano nel settore sportivo. Uno stadio rinnovato e con una tribuna stampa da 25 posti da me fortemente voluta e realizzata con l’aiuto di altre persone e migliorata negli anni. Ora lo stadio rimarrà vuoto e chiuso la domenica, un appuntamento sportivo che ci mancherà.
Ora sindaco spetta a lei farsi promotore presso imprenditori appassionati di calcio far risorgere in maniera seria e più organizzata una nuova società e una squadra con la maglia azzurra per riprendere quel cammino avviato negli ultimi anni dai presidenti Morra e Corcione e adesso interrotto dalla famiglia Murolo. Lo spero e lo sperano in tanti”.
Domenico Tortolano
decano della stampa