In eredità ai nipoti la villa pagata con la droga, la Finanza sequestra l’immobile

20 luglio 2010 0 Di redazione

Lasciano in eredità ai nipoti una villa faraonica del valore di oltre 1,2 milioni di euro ma, secondo le indagini svolte dalla guardia di Finanza di Vasto comandati dal capitano Luigi Mennitti, la struttura sarebbe stata pagata utilizzando i proventi della droga e per questo è stata posta sotto sequestro. La vicenda però non nasce oggi. I finanzieri e i Carabinieri di Vasto comandati dal capitano Loschiavo, hanno applicato ancora una volta la speciale ed incisiva normativa antimafia L. 356/1992 per sottrarre a soggetti malavitosi il patrimonio non giustificato da redditi e palese frutto di attività criminali. Un anno fa circa le Fiamme Gialle ed i Carabinieri di Vasto sequestravano una nota pizzeria a cittadini italiani residenti nel vastese dediti al traffico di sostanze stupefacenti. Anche in questa circostanza, con la direzione del Procuratore della Repubblica di Vasto – Dr. Francesco Prete – ed con il costante coordinamento dei Comandanti Provinciali della Guardia di Finanza e dei Carabinieri, gli uomini delle Fiamme Gialle e dei Carabinieri di Vasto, in perfetta sinergia, hanno portato a termine il sequestro preventivo ex art. 321 cpp, in forza di apposito provvedimento emesso dal GIP del Tribunale di Vasto – dr.ssa Sallusti – per la successiva confisca in applicazione dell’art. 12 sexies, 1° comma, della citata Legge 7.8.1992, n. 356.
Il sequestro preventivo e la successiva confisca, in forza della speciale normativa antimafia, è stato possibile in quanto la stessa trova applicazione anche per soggetti implicati in procedimenti penali in materia di sostanze stupefacenti, per i reati di cui agli artt 73 e 74 dello specifico Testo Unico – Dpr 309/1990.
Già la Guardia di Finanza di Milano aveva indagato nei confronti dei coniugi S.L. e B.C., di anni 36, entrambi di etnia ROM e legati alla malavita albanese, per i reati di cui agli artt. 73 e 74 del DPR 309/1990, per aver trafficato ingenti quantitativi di cocaina. Alla conclusione delle indagini la S.L. fu condannata per il reato di cui all’art. 73 mentre il marito B.C. fu assolto con formula dubitativa. Recentemente anche i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Pescara hanno portato a termine un’ulteriore indagine nei confronti dei medesimi soggetti traendoli in arresto e sequestrando ingenti quantitativi di stupefacenti.
La continua dedizione nel tempo al traffico di sostanze stupefacenti da parte dei due coniugi è stata, quindi, accertata e la loro villa faraonica, del valore di circa 1,2 milioni di euro, è sicuramente frutto della loro attività criminale. Le Fiamme Gialle, per la loro peculiare professionalità, hanno svolto minuziosi accertamenti patrimoniali nei confronti dei due coniugi e del loro nucleo familiare, ricostruendo il complesso iter di acquisizione dell’immobile sottoposto a sequestro. In sostanza, i genitori della S.L., anch’esssi ROM e privi di redditi, hanno inizialmente acquistato un terreno in Vasto, mediante una procedura anomala, per poi concedere al genero B.C. ampia e generale delega a costruire e a curare le varie pratiche amministrative. Al termine della realizzazione dell’immobile i genitori della S.L. hanno donato tutto ai nipoti ossia ai figli minorenni dei due coniugi concludendo un’opera di interposizione soggettiva nella titolarità del bene immobile palesemente con la finalità di ostacolare l’applicazione di provvedimenti ablativi della proprietà come quello che si è adottato nella data odierna.