Manovra Finanziaria, si moltiplicano nell’Ateneo le iniziative di protesta

20 luglio 2010 0 Di redazione

Continua la protesta di ricercatori, docenti e studenti dell’università degli studi di Cassino. Ieri circa 20 studenti hanno discusso la tesi nella Facoltà di Lettere, la seduta è stata aperta con la lettura del seguente testo dal presidente della commissione:
“In segno di protesta nei confronti della manovra finanziaria e del DDL Gelmini e per informare e sensibilizzare gli studenti e le loro famiglie del grave pericolo in cui versa l’Università pubblica, il Consiglio di Facoltà ha deliberato all’unanimità la lettura del seguente comunicato in apertura di tutte le sedute di laurea:
La facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Cassino manifesta la sua più ferma opposizione nei confronti dei provvedimenti dell’ultima manovra finanziaria che colpiscono fortemente l’università pubblica. Ciò accade mentre nel resto d’Europa, pur in presenza di una grave crisi economica, i finanziamenti destinati alla formazione e alla ricerca sono notevolmente incrementati, in quanto ritenuti strategici per la crescita e lo sviluppo di una nazione.
Di fronte al momento di grave crisi, i docenti universitari non rifituano misure anche severe – se equamente distribuite e condivise – ma rilevano che le pesanti restrizioni del dispositivo finanziario che si aggiungono ai drastici tagli già operati negli ultimi anni, pongono in discussione la stessa sopravvivenza dell’Università. In questo contesto, l’Ateneo cassinate, come tutte le altre piccole e medie università, rischia conseguenza gravissime. Già a partire dal prossimo anno accademico la Facoltà di Lettere presenterà un’offerta formativa decurtata di corsi importanti (corso di laurea in Filosofia e in Valorizzazione dei beni culturali). Alle conseguenze della manovra finanziaria si aggiungono infatti le disposizioni previste dal DDL Gelmini che ledono gravemente la figura professionale degli attuali ricercatori a tempo indeterminato. Il disegno di legge cancella di fatto questa categoria, destinandola all’esaurimento, sebbene abbia finora contribuito in maniera essenziale allo svolgimento delle attività didattiche, con una forma di volontariato che non rientra assolutamente nei suoi obblighi – limitati a venti ore di insegnamento.
La Facoltà ha deciso quindi di appoggiare pienamente i ricercatori e la loro eventuale decisione di non accettare incarichi didattici per il prossimo anno accademico, malgrado le conseguenze che questa azione potrebbe comportare”.