Pasta alla Mugnaia, la tradizione abruzzese in un maccherone lungo anche un chilometro

5 luglio 2010 0 Di redazione

Tra le tantissime tradizioni abruzzesi, quella della pasta alla mugnaia è certamente la più gustosa, unica e tradizionale. (Guarda il video) Non uno spaghetto, neanche un maccherone ma un filo di pasta lunga… lunghissima, fino a superare anche il chilometro senza interruzione. Una tradizione, però, tramandata da padre a figlio, che rischia di interrompersi per via di mancanza di “discepoli”.
Nulla da togliere alla pasta prodotta in scala industriale, ma la pasta alla mugnaia ha quasi dei riti da ripercorrere ogni volta che la si prepara. Solamente acqua, farina e il sale in quantità variabile a seconda della temperatura esterna e della stagione.
Particolari che Vittorio Nicola Di Lallo, dopo 50 anni di impasti, continua a sperimentare e, dice, di non aver ancora raggiunto la perfezione. Il discendente dei mugnai di Paglieta è il principale e più noto Mastro di questo genere di pasta.
E’ stato lui a svecchiare questo gustoso prodotto alimentare sradicandolo dai mulini e portandolo a domicilio nelle case di tanti che, altrimenti, non l’avrebbero mai conosciuto. Dagli ingredienti alle attrezzature per cucinarli, finanche al tavolo su cui mangiarla, Nicola porta tutto l’occorrente e mentre prepara, attrezza, impasta e cucina, spiega passo passo ciò che fa.
Quasi un museo viaggiante che ha toccato anche altri Paesi come la Francia, la Svizzera e la Germania, ma anche altri continenti come l’America. Dopo la cottura, la pasta viene versa sui tavoli in lego e lì viene condita con un sugo di castrato.
Forchette alla mano, come in un rito, i commensali tirano a se, dal fumante centrotavola, la pasta. Alla fine, dalle strisce di sugo sul tavolo, è facile contare il numero dei commensali e dallo spessore della stessa, anche chi ha mangiato di più.