Giorno: 6 agosto 2010

6 agosto 2010 1

Le sbarra si alza mentre il treno transita al passaggio a livello

Di redazione
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Il treno passa in pieno centro a Lanciano e, non appena il locomotore arriva al passaggio a livello in via Martiri di Nassiriya, le sbarre si alzano sia sul lato del “Quadrato” che su quello della villa comunale. E’ accaduto questa mattina nella città frentana quando un lungo convoglio della Sangritana, proveniente dal deposito di locomotori e vagoni, si è messo in moto diretto verso la stazione. Una andatura lenta e prudente ma, arrivati in via Martiri di Nassiriya, la gente in attesa di passare, ha assistito all’alzarsi inspiegabile delle sbarre di protezione proprio mentre, a pochissima distanza, una decina di vagoni “ridipinti” da artisti di strada avanzano. Sicuramente un pericolo che, però, non ha causato problemi a nessuno.

Er. Amedei

6 agosto 2010 0

Nuovo ospedale, Abruzzese: “Fatti, non inutili polemiche”

Di redazione

“Le polemiche sterili fanno perdere solo tempo e non aiutano minimamente ad accelerare l’iter per l’apertura del nuovo ospedale di Frosinone”. A parlare è Mario Abbruzzese, presidente del consiglio regionale del LAzio. “Tutti devono comprendere che la struttura ospedaliera del capoluogo ciociaro non è stata pensata e realizzata per servire solo i cittadini della provincia che hanno sostenuto il centrodestra. L’ospedale è qualcosa che appartiene a tutti. Questo è un concetto fondamentale che a mio avviso deve essere colto da chi governa e da chi oggi si trova all’opposizione. Sono stanco di assistere a continui dibattiti che si consumano, con cadenza quasi quotidiana, sulle pagine dei giornali locali. Dibattiti sterili che non ci porteranno lontano. E’ giunto il momento di fare sforzi comuni per dare ai cittadini della provincia di Frosinone una struttura all’avanguardia e all’altezza di assolvere l’importante e strategico ruolo di Dea di II livello. Dobbiamo lavorare per creare un polo d’eccellenza nell’interesse di tutta la provincia e dell’intera Regione. Il nuovo ospedale dovrà essere il mezzo attraverso il quale invertire la rotta e fare di Frosinone una città all’altezza dei bisogni sanitari non solo dei pazienti della nostra provincia – che oggi ha il più alto livello di mobilità passiva sotto il profilo delle prestazioni sanitarie – ma per tutta la regione Lazio. Sul trasferimento dalla vecchia alla nuova struttura, sui tempi e sull’organizzazione mi preme sottolineare che non stiamo parlando di un semplice trasloco di uno stabilimento industriale che può fermare la sua produzione. Si tratta del trasferimento di un ospedale, che ha sì macchinari e suppellettili da spostare, ma ha anche pazienti, emergenze e particolari necessità che vanno necessariamente prese in considerazione. Se poi l’opposizione sulla questione del nuovo ospedale di Frosinone ha intenzione di assumere un atteggiamento propagandistico, non posso esimermi dal dire che il caos al quale sta mettendo mano il commissario della Asl, Carlo Mirabella, è nient’altro che il prodotto di quanto fatto da chi ha amministrato negli ultimi anni. Mi riferisco, per esempio, al peso del ricorso sulla gara d’appalto per l’aggiudicazione di attrezzature sanitarie. Solo grazie all’intervento del commissario, l’udienza potrà essere anticipata a Settembre. Insomma, i lavori necessari al completamento della costruzione del nuovo polo ospedaliero si sono conclusi alla fine del 2009 e la situazione è rimasta ferma per ben sette mesi. In questi giorni la macchina è ripartita in modo spedito. Il Commissario Mirabella ha attivato immediatamente tutte le procedure per il collaudo, ottenendo il via libera alla presa in consegna, e il mese di Agosto sarà utilizzato per effettuare tutti i collaudi necessari per le apparecchiature sanitarie. Il piano di riorganizzazione della rete ospedaliera presentato dal Commissario ad acta Renata Polverini già restituisce importanza alle esigenze sanitarie della provincia di Frosinone. Il passo successivo riguarda l’entità di deroghe sulle nuove assunzioni per le quali è già in atto un confronto con i tecnici della Regione. A questo punto – conclude Abbruzzese – mi auguro davvero che tutti vogliano assumere un atteggiamento costruttivo rispetto alle problematiche che esistono e che stiamo affrontando, soprattutto nel rispetto delle esigenze della cittadinanza, stanca di assistere a questi continui rimpalli di responsabilità”.

6 agosto 2010 0

Razziatori di auto, tre arresti

Di redazione

Nella notte del 6 agosto 2010 ad Orsogna, i carabinieri hanno arrestato Massimo Torlonio 42enne da Viareggio, per il furto di un’autovettura BMW 320D di proprietà di K.P.V., cittadino Bulgaro residente a Canosa Sannita. L’arrestato, tra l’altro denunciato anche per guida senza patente perché revocata, è stato individuato dai carabinieri anche grazie alle testimonianze del proprietario e di alcuni cittadini che si erano messi sulle sue tracce. L’autovettura rubata, restituita al proprietario, era stata dapprima parcheggiata nei pressi della banca Carichieti di Orsogna, mentre il Torlonio è stato intercettato mentre si trovava in un esercizio pubblico non distante. Altri due arresti sono stati effettuati dai carabinieri, sempre dipendenti dalla compagnia di Ortona, a Fossacesia. A finire in manette, in questo caso, sono stati Franco Pennese 38enne di San Salvo e di Angela Panico 25enne di Pollutri poiché ritenuti responsabili dei furti di navigatori satellitari, portafogli, telefoni cellulari e denaro contante consumati su due autovetture in sosta in località Marina di Fossacesia, alle quali erano state forzate le serrature e mandati in frantumi i vetri. Nel corso delle perquisizioni eseguite a carico dei due é stata rinvenuta molta refurtiva, tra cui quella asportata dalle suddette autovetture, restituita ai proprietari, mentre per numerosi altri effetti di provenienza illecita, sono in corso accertamenti per individuare gli aventi diritto.

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Eredità fallimentare? Grincia: “Allora perché tanti aspiranti sindaco?”

Di redazione

Lettera aperta del sindaco di Aquino Antonino Grincia per rispondere ad una serie di accuse che gli vengono mosse da più parti. “Come tanti avranno notato – scrive Grincia – quasi mai replico alla marea di insulti e di ingiurie che ormai quasi quotidianamente mi vengono rivolti da esponenti di opposizione del Consiglio Comunale e da qualcuno appartenente alla “lista del sindaco” (e solo per questo si ritrova nei banchi del consiglio) che di fronte alle difficoltà non ha trovato di meglio da fare che defilarsi. Sono insulti e ingiurie sempre più livorosi che tendono di ledere non solo la mia persona e la mia immagine, ma l’Istituzione stessa che rappresento, dato che i loro epiteti denigratori vanno per ogni dove con ogni mezzo. Io non posso ridurmi a quel livello nel replicare, perché ho sempre tenuto conto della carica istituzionale che ricopro e del fatto che rappresento la mia città e i miei concittadini. Anche loro rivestono una carica istituzionale, ma tant’è “…signori si nasce…” diceva qualcuno. Voglio replicare però almeno una volta al consigliere Iadecola Marco, mio compagno di scuola per tanti anni, come anche per tanti anni mio estimatore a sentire le tante volte che nel corso del tempo mi ha esternato il suo apprezzamento, specie quando l’amministrazione da me presieduta ha assunto decisioni a lui favorevoli. Anche quando “ultimamente” ha avuto l’idea di candidarsi a sindaco, non ha mai alzato il tono così tanto come invece sta avvenendo da qualche tempo a questa parte tentando in ogni modo di denigrare il ruolo ventennale del mio governo della città, anche se poi, in separata sede, esprime il suo fastidio per i burattinai che gli stanno sul collo. Non posso io preoccuparmi di questo; siamo da tempo entrambi adulti, vaccinati e maggiorenni, e ciascuno lo è secondo la propria personalità e responsabilità. Quello che invece posso e devo respingere nella maniera più ferma è che da quel pulpito di cui ho appena accennato, si abbia la pretesa di affermare che la mia sia un ‘eredità “fallimentare” e che la mia carica ventennale derivi quasi da una nomina prefettizia, come nel “ventennio” e non dalla libera volontà dei cittadini di Aquino. Se governo questa Città da tanto tempo, è perché i miei concittadini mi hanno voluto liberamente e democraticamente, come è d’uso in Italia; cittadini di tutte le aree politiche, compresa l’area socialista i cui simpatizzanti in passato, e tanti anche oggi, mi hanno sempre espresso il loro apprezzamento. È vero che non ho raccolto consensi plebiscitari (ma io non sono né populista, né demagogo, né dico di sì a vanvera, e questo si paga), ma in democrazia chi viene eletto sia con maggioranza assoluta, sia con maggioranza più bassa, rappresenta tutti e governa al servizio di tutti. Io credo che gettando discredito sugli anni delle mie amministrazioni, automaticamente getti discredito sui tanti che sono stati compagni di strada, compresi quelli per conto dei quali oggi parla e che gli impongono di giocare a questa specie di “cupio dissolvi” senza senso. I miei quasi venti anni di governo della città sono stati sempre all’insegna della massima trasparenza, dell’onestà personale, dell’impegno continuo e costante e della buona fede verso gli altri, si, quella buona fede che mi ha anche portato a chiudere gli occhi di fronte alla “malafede” di qualcuno all’interno dell’apparato comunale che per anni ha saputo ben “disordinare” numeri e cifre per metterli in ordine solo quando faceva più comodo e che sono all’origine dei problemi attuali. Questo si che è stato un grosso sbaglio da parte mia, e che tanti miei colleghi Sindaci non commettono perché giustamente non indulgono troppo alla buona fede. Questo è stato un errore che mi riconosco e che sto anche pagando; per il resto mi sono dedicato per venti anni totalmente all’interesse della collettività aquinate, e fino a quando tutto è cambiato (giusto tre anni fa) questo era riconosciuto anche da quelli che oggi hanno scatenato una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, di “colpi bassi”, soprattutto ispirati da cattiveria pura. No, la mia non sarà (quando sarà) un’eredità fallimentare, soprattutto perché ho insegnato alla gente a non avere paura, e poi perché si sa bene tra l’altro che un’eredità fallimentare nessuno la vuole, mentre questa, pare, sia ambita da molti”. Antonino Grincia sindaco di Aquino

6 agosto 2010 0

“Ruba” il figlio alla moglie a scopo… didattico

Di redazione

Rapisce il figlio di tre anni per far capire alla moglie che il bimbo ha bisogno di maggiori attenzioni. I carabinieri, però, danno una lezione ad entrambi denunciandoli per concorso in simulazione di reato e abbandono di minore. Una vicenda accaduta oggi a Ferentino che, alla fine, ha strappato sorrisi, ma per come si erano messe le cose, si è temuto per il peggio. La donna di 35 anni di origini albanesi, ha parcheggiasto la propria auto per fare una commissione all’interno di un centro commerciale, lasciando all’interno della vettura il figlio di tre anni. Quando è uscita il bambino non c’era più e, quindi, ha chiamato i carabinieri temendo un rapimento. Immediate le ricerche che hanno coinvolto oltre ai militari della stazione di Ferentino, anche quelli del nucleo operativo della compagnia di Anagni. Poco dopo però, è emerso che il figlio era stato preso dal padre del piccolo, un italiano di 35 anni, che voleva così responsabilizzare la donna ad una maggiore attenzione del piccolo. Per questo moglie e marito sono stati denunciati per concorso in procurato allarme e abbandono di minore.

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Spacciatori arrestati dopo aver ceduto la dose

Di redazione

“Beccati” appena mentre cedevano la dose di droga. A finire in manette in arresto nella flagranza del reato sono stati Pasquale Razzino, 27 anni e Fabio Orveto, 31 anni entrambi già censiti e domiciliati a Mondragone (Ce). I predetti, subito dopo aver ceduto della sostanza stupefacente ad un 39enne di Cassino, sono stati bloccati dai carabinieri nei pressi del Casello A/1 mentre si trovavano a bordo di un’autovettura Fiat Punto. La successiva perquisizione personale e veicolare, ha permesso di rinvenire e sequestrare 2 dosi di cocaina e la somma di oltre 600 euro di vari taglio in contanti, provento dello spaccio. Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la Casa Circondariale di Cassino.

6 agosto 2010 0

A pochi metri dai palazzi bruciano i rovi alla Fossa dei Serpenti

Di redazione

Un incendio si è sviluppato oggi poco prima delle 15 a Cassino nel quatiere noto come Fossa dei Serpenti. A bruciare erano i rovi e le erbacce che costeggiano la strada di accesso al complesso di palazzi. Le fiamme sono state avvistate dai Nos del Corpo Forestale dello Stato che da Montecassino si sono subito portati sul posto per domarle. Immediato anche l’intervento dei Vigili del Fuoco che hanno circoscritto e definitavamente spento le fiamme . Sul posto è giunta anche la Protezione Civile.

L’incendio ha interessato i rovi, le spine e le piante che da troppo tempo versano in uno stato di abbandono totale. Spesso infatti i residenti hanno lamentato il totale degrado in cui vivono e versa il quartiere. Ma nessuno, il fuoco a parte, ha mosso un dito. er. Amedei

6 agosto 2010 0

Il traffico rallenta per incidente sull’A1 e 39enne muore in un tamponamento

Di redazione

Tampona una Bmw in un rallentamento sull’autostrada causato da un altro incidente e, così, perde l vita un 39enne di Caserta. I due incidenti si sono verificati nella tarda serata di ieri tra i caselli di San Vittore e Caianello in direzione sud. Alle 22.30 si sono scontrate tre vetture causando tre feriti non gravi. Nel successivo rallentamento, però, a circa 800 metri dal primo impatto, circa 30 minuti dopo, il 39enne campano alla guida di una Fiat Punto, evidentemente non si è accorto che l’auto che lo precedeva stava rallenatndo e l’ha tamponata con violenza. Lo schianto è stato letale all’uomo che è morto sul colpo. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Cassino. Er. Amedei

6 agosto 2010 0

I lupi fanno “traslocare” in piena notte i boy scout

Di redazione

Avevano scelto come campo base la radura in località Fonte della Noce a Lettopalena (Ch). Si tratta di un folto gruppo di Boy scout giunti sulle montagne abruzzesi per trascorrere un periodo svolgendo attività tipiche degli scout. giovedì sera, però, forse impressionati, o forse perché i lupi c’erano d’avvero, hanno avuto paura e, in tutta fretta, hanno smontato le tende e si sono incamminati verso il centro abitato di Lettopalena. Alcuni ululati ascoltati in tarda serata, poi gli occhi degli animali che si vedevano tra la boscaglia, ha “convinto” il gruppo che era tempo di “togliere le tende”. Hanno quindi chiesto l’intervento dei carabinieri e, quasi “scortati”, sono scesi a valle e si sono accampati nel centro del paese.