Giorno: 7 agosto 2010

7 agosto 2010 0

Ordigno bellico a Sant’Angelo, gli artificieri lo fanno brillare

Di redazione
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Un grosso ordigno bellico è stato rinvenuto a Cassino in via Andritonati nella frazione di Sant’Angelo in Theodice. Questa sera, sul posto, si sono recati i vigili del fuoco di Cassino è gli artificieri. In queste ore l’ordigno è stato prelevato e, in sicurezza, verrà portato in una cava di Cervaro dove verrà fatto brillare.

7 agosto 2010 0

Parcheggio per disabili, non diritto ma (a Roccasecca) optional

Di redazione

“Il parcheggio per disabili? Un diritto ma per gli amministratori di Roccasecca, è come un optional visto che i loro comportamenti omissivi costringono persone disabili alla segregazione”. Lo dice Anna Maria Rossini rappresentante Udc di Roccasecca. “Un anno è trascorso dalla domanda di un parcheggio per disabili ai sensi di legge ma di strisce gialle, di divieto e di quant’altro necessario per rendere libero il passaggio di una carrozzina o dell’altovettura del disabile nemmeno l’ombra. Ci si chiede: “perchè questo vergognoso ritardo?” Quali siano i veri motivi per cui l’iter burocratico iniziato nel mese di agosto dell’anno scorso si sia arenato visto che la regolare domanda è stata, sin da subito, sviluppata e seguita dal Comandante dei Vigili fino all’arrivo all’ Ufficio Tecnico, così è stato riferito, e lì giace senza ulteriori sviluppi? Insomma- pratica bloccata – all’ Ufficio Tecnico e la cosa triste è che non si capisce cosa ne voglia fare il responsabile. Intanto non passa giorno che l’ accesso al garage venga ostruito da una autovettura parcheggiata e si sia costretti, dopo lunghi strombazzamenti che irritano, e non poco, i vicini di casa a chiamare i vigili e/o i carabinieri per le operazioni del caso. Comunque resta l’ umiliazione di vedere disattesi i propri diritti e proprio da chi sta al posto dove sta per lavorare, avere a cuore il rendere la vita più agevole ai più bisognosi ed è proprio per questo che vengono pagati profumatamente con i soldi dei contribuenti. La civiltà di una cittadina si misura dalla sensibilità che gli organi amministrativi della stessa pongono nel curarsi dei cittadini stessi che più di altri hanno bisogno di aiuti concreti: bambini, anziani, portatori di patologie gravi e gravi disabilità. Non elemosine, sia chiaro, ma semplice DIRITTO. La qualità di vita non è una carità ma un diritto!!!cari AMMINISTRATORI !!! Questo documento tanto per essere chiari verrà inviato per conoscenza: Al Sig. Prefetto di Frosinone, Paolino Maddaloni Al Presidente della Provincia, Antonello Iannarilli Al Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini Al Parlamentare UDC, On.le Anna Teresa Formisano” Rossini Anna Maria – UDC di Roccasecca

7 agosto 2010 0

Ospedale di Cassino, Tedeschi (Idv): “I malati non vanno in ferie”

Di redazione

“Era facile immaginare che con il sopraggiungere dell’esodo estivo l’allarme sanità diventasse ancora più drammatico in Provincia di Frosinone.” Lo dichiara in una nota Annamaria Tedeschi, consigliere regionale dell’Italia dei Valori. “Presso l’Ospedale Santa Scolastica di Cassino – continua l’esponente IdV – dove già i livelli di servizio sono cronicamente deficitari, ormai non si ha nemmeno più la certezza di poter effettuare le visite prenotate attraverso il Cup regionale. E’ successo per gli esami dell’agoaspirato, ma aspettiamoci di dover registrare simili storie di assenza di sanità per altri tipi di esame. Questa volta il mancato servizio sanitario è stato giustificato adducendo la mancata comunicazione delle ferie dei dottori al centro di prenotazione. Quindi al danno si aggiunge la beffa: alla cronica carenza di personale medico presso i reparti e gli ambulatori si aggiunge l’inefficienza gestionale che non consente la tempestiva comunicazione della sospensione del servizio ambulatoriale a tutti coloro che si erano prenotati presso il Cup. Si ravvisa quindi un duplice livello di mala gestione: uno strutturale che non consente, attraverso il blocco delle assunzioni, l’adeguamento degli organici, ma uno anche gestionale le cui responsabilità fanno sicuramente capo ai vertici del Santa Scolastica.”

7 agosto 2010 0

Tentano di comprare un Rolex da 13 mila euro pagandolo con carta di credito falsa

Di redazione

Hanno tentato di comprare un orologio d’oro massiccio pagandolo con una carata di credito contraffatta. Per questo, i carabinieri di Fiuggi hanno arrestato nella flagranza dei reati di tentata truffa, possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi ed indebito utilizzo di carta di credito, Carlo Simeoni, 42 anni e Rosa Ferrara, 64 anni, entrambi di Napoli e già noti alle forze dell’ordine. I due, nella gioielleria “Cataldi” di Fiuggi, hanno tentato di acquistare un orologio in oro e acciaio marca Rolex, modello Daytona del valore di 13 mila euro, mediante l’utilizzo di documenti e carta di credito falsi. La mancata accettazione della carta di pagamento impediva la transazione finale e permetteva ai militari operanti di trarre in arresto i malfattori. I documenti e la carta di credito falsi sono stati posti sotto sequestro per gli ulteriori accertamenti, mentre gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza del Comando Compagnia di Alatri a disposizione della competente Autorità giudiziaria.

7 agosto 2010 0

Seminuda e con l’orsacchiotto 35enne a spasso sul tetto di casa rischiando di cadere

Di redazione

Il caldo, o forse un pizzico di follia o entrambe le cose, ha fatto si che oggi pomeriggio in via Sferracavalli a Cassino, una donna di 35 anni madre di una bimba di 5 anni, desse i numeri. Non è ben chiaro cosa volesse fare dal tetto della sua casa che sta proprio di fronte al carcere San Domenico di Cassino. Certo è che slip e reggiseno, con un orsacchiotto in mano e con in volto disegni tribali, ha attirato le attenzioni di molti e le preoccupazioni di chi ha pensato ad un suicidio. Sul posto, quindi, sono arrivati, vigili del fuoco, ambulanza e agenti di polizia. La donna che dal tetto si muoveva con frenesia rischiava, se non per scelta, di cadere accidentalmente. [nggallery id=162] E’ nata una lunga trattativa per tentare di convincerla a scendere. Lei farfugliava motivi poco chiari, ma testimoni avrebbero riferito che questa mattina, sempre “vestita” in quella maniera, avrebbe bussato al portone del carcere chiedendo la liberazione del marito. Alla fine, sarebbe stata convinta a scendere solo per fumare una sigaretta. Una volta rientrata dalla finestra, un vigile del fuoco ha chiuso il suo accesso al tetto e, quindi, è stata affidata alle cure degli operatori del 118 che l’hanno trasportata in ospedale a Pontecorvo per un ricovero nel reparto di igiene mentale. Ermanno Amedei ermadei@libero.it

7 agosto 2010 0

Le “Marie” di Gallinaro, ispirazione di bellezza per artisti dell’800

Di redazione

E’ incredibile quante vicende si sono svolte in Ciociaria e la Valcomino è stata una miniera di tali vicende incredibili e uniche. Una di queste sono state le modelle e i modelli di artista, prima a Roma agli inizi del 1800 e poi a Parigi e anche a Londra nella seconda metà del secolo: è dalla Valcomino che originavano quasi nella totalità. In queste montagne sconosciute e appartate doveva respirarsi, all’epoca, un’aria particolare, un’atmosfera differente, poiché le donne e gli uomini che vi crescevano e in grande quantità erano famosi e ricercatissimi dagli artisti europei per la loro bellezza e prestanza nonché per la perfezione delle loro forme e la grazia dei loro portamenti. Tutti gli artisti europei a Roma, a Parigi e a Londra ricorrevano alle modelle e ai modelli ciociari per le loro opere, a partire dai massimi quali Cézanne, Corot, Rodin, Matisse, perfino Picasso, e poi Leighton, Feuerbach, tanto per citare dei nomi. E per una scultura che viene considerata il capolavoro dell’Otto-Novecento europeo posò una ragazza di Gallinaro dal destino inimmaginabile. La scultura è la celebre ‘Eva’ di Rodin, la cosiddetta ‘Prima Eva’ o l’’Eva incompiuta’. Siamo verso il 1882 e Maria Apruzzese, è lei la modella di Gallinaro, ha 18 anni, bellissima, dal corpo sfolgorante e slanciato, come la scultura documenta e eterna. Rodin ne plasma e modella il corpo nella creta e dopo numerose sedute l’opera è in gran parte completa ma ad un certo punto l’artista cominciò a notare delle discrepanze e delle divergenze, seduta dopo seduta, tra la scultura e il corpo della splendida Maria in posa nuda davanti a lui e ai numerosi allievi: sembrava che durante la notte qualche spirito burlesco disfacesse quanto l’artista modellava il giorno. Ci volle un bel po’ di tempo prima che il grande artista si rendesse conto che Maria era incinta! Ed ecco perché questo capolavoro inaudito è rimasto incompiuto e ne possiamo ammirare il gesso poiché l’artista tale lo lasciò, venendo a mancargli la modella. Rodin riprese il motivo dell’Eva ma in altri formati e in altre posizioni e con altre modelle. Ognuno può farsi una idea di questa Eva osservandone la posizione. Fiumi di inchiostro si sono spesi nella interpretazione di quel gesto dell’Eva, quelle braccia a proteggersi il viso…. E il corpo è quello di Maria, di Gallinaro. In quel periodo tra gli allievi di Rodin presenti ogni giorno nel suo laboratorio vi era anche un gruppo di giovani scozzesi ansiosi di apprendere l’arte della scultura e tra di questi anche il rampollo di un antico casato nobiliare di quella regione quasi all’estremo Nord del Paese. Un Baronetto, si legge nello stemma araldico. E tra Maria e il giovane Sir scozzese nacque l’amore, per cui si sposarono e l’anno dopo nacque il bambinello, il primo di quattro. Maria naturalmente divenne anche lei baronessa e prese possesso con il marito della loro baronia perduta nel bel verde della Scozia settentrionale, possedimento che è sempre lì. Ecco perché la Baronessa di Gallinaro. Rimase vedova a poco più di trentanni e si diede ai viaggi in tutta Europa, per molti anni fino a che si ritirò nella immensa tenuta di famiglia nelle vicinanze di Perth dove si spense nel 1938 accudita dai figli. La fatalità grande volle che Maria ebbe altre tre sorelle, pure loro modelle bellissime, eternate nel bronzo e nel marmo e sulla tela di grandi artisti dell’epoca. E Gallinaro principalmente ma anche Picinisco ed Atina ancora continuano ad ignorare e dunque a non saper valorizzare nonché degnamente commemorare questi umili figli che hanno reso ma soprattutto che continuano a rendere, famose e ormai veramente -non è una esagerazione- immortali queste località. E invece si continua a promuovere sempre e solo prosciuttelli e caciottelle… Michele Santulli

7 agosto 2010 0

“Signori si nasce…”, Iadecola replica al sindaco Grincia

Di redazione

Marco Iadecola replica alla lettera aperta redatta dal sindaco di Aquino Antonino Grincia e dice: “Il livello etico delle considerazioni e l’inconsistenza politica della replica messi in campo dal Sindaco, dopo il mio critico e severo intervento sulla sua “fallimentare” gestione amministrativa e sugli scenari che si stanno delineando nella sua maggioranza, mi obbligano ad una controreplica puntuale alla quale, spero, egli voglia dare una risposta meno rancorosa e insultante. Il Sindaco rivendica, in premessa, l’adozione di uno stile degno della sua carica istituzionale; uno stile da vero signore : “Signori si nasce …”, e lui, probabilmente, come direbbe Totò, “lo nacque”. Ma non la pensano cosÏ, forse, i tanti poveri cittadini che provano a bussare alla porta del suo ufficio in cerca di aiuto e di sostegno; e, forse, non la pensano così i (non “suoi”) dipendenti comunali del recente passato e dell’immediato presente, se è vero che hanno dovuto ricorrere alla difesa legale per tutelarsi dalle sue denunce e dalle sue azioni persecutorie. E sarà forse perché è dotato di una voce possente, ma non Ë raro, entrando in Comune, di poter sentire le sue sgraziate note impennarsi in acuti parossistici. Alla faccia della signorilità! Il Sindaco, poi, la mette scorrettamente sul piano personale, ricordando (a che pro?) di essere stato mio compagno di scuola, mostrando ancora una volta, come spesso gli accade, di non saper distinguere la sfera privata dalla sfera politica. Ma Ë ancora più scorretto quando allude a presunti provvedimenti o “decisioni” a me favorevoli, che sarebbero stati, presumo, alla base del mio passato apprezzamento nei suoi confronti, non so quando e non so come. Il Sindaco, inoltre, vanta la sua trasparenza e la sua onestà. Ma vi pare persona trasparente chi parla per ambigue e oscure allusioni, lasciando intendere pratiche poco lecite, che, peraltro, lo vedrebbero come primo attore e responsabile? E vi pare politicamente onesto chi approva e fa approvare bilanci inattendibili e, quindi, di fatto, falsi? Vi pare onesto chi approva e fa approvare, poco prima della campagna elettorale, una delibera falsa e infondata nelle premesse, che avrebbe previsto l’ampliamento della pianta organica, e cioé nuovi posti di lavoro, meritandosi, per questo, un avviso di garanzia dalla magistratura? Vi pare onesto un Sindaco che, in campagna elettorale, promette la chimera di un nuovo piano regolatore, secondo il quale le aree edificabili si sarebbero ampliate per tutti? Vi pare corretto un Sindaco che riceve continue osservazioni critiche dalla Corte dei Conti per bilanci gravemente incongruenti e pasticciati (per non dire altro)? Altro che trasparenza, altro che onest‡! Dice il vero il Sindaco quando ricorda che nel passato io ho espresso apprezzamento nei suoi confronti; ma io, allora, ignoravo di quale pasta egli fosse fatto realmente. Non a caso, già circa due anni prima della fine della passata consiliatura era sta avanzata e, poi, definita la mia candidatura proprio contro la maggioranza che egli guidava: non si poteva assistere passivamente al crescente degrado economico, sociale e culturale della nostra città, senza proporre un cambiamento. In questa prospettiva io ero ritenuto, da taluni, una possibile alternativa; e con questo spirito mi sono sottoposto al giudizio elettorale, anche per il gesuitico conforto di soggetti doppiogiochisti che sono ritornati, a missione compiuta, nell’entourage della maggioranza. La mia successiva azione di opposizione politico-amministrativa, come confermano tutti gli atti consiliari e tutti gli interventi pubblici, Ë stata coerente con l’impegno assunto con gli elettori, al quale non verrò certo meno né oggi, né domani. Quanto ai presunti burattinai che ingiuriosamente (per me) il Sindaco evoca, pensi al burattinaio che è accanto a lui, e che giorno e notte tenta di tessere una tela ormai piena di buchi. Concludo con un’ultima considerazione, con riferimento alla sua dichiarata per quanto ovvia asserzione di essere, egli, il Sindaco di tutti. Già!, ma ci spieghi, allora, come mai, mentre ha sempre avvertito il piacere di fare la “passerella” a “Spose sotto le stelle”, ha ripetutamente ignorato il dovere di presenziare, non fosse altro che per interesse culturale e per il ruolo istituzionale che riveste, al “Premio Giovenale”. Non sarà perché a organizzarlo è chi non è allineato con la sua maggioranza? E perchÈ non rappresenta la nostra città quando si espongono i risultati di importanti scavi archeologici effettuati nel territorio dell’antica Aquinum e quando, nella vicina Castrocielo, si commentano le satire giovenaliane? E perché, mentre ha trovato il tempo di congratularsi (nientedimeno!) con il Presidente neoeletto delle Filippine, si è rifiutato di far inserire Aquino tra i comuni legati ad un percorso tomistico che include Roccasecca, Priverno e Fossanova? Come si vede, io avanzo questioni politiche e amministrative, e non sollevo questioni personali, preoccupandomi, dal mio punto di vista, di far uscire la nostra amatissima città dalla spirale regressiva degli ultimi anni in cui la gestione Grincia l’ha spinta, con grave danno per l’intera collettività e per le future generazioni”.

7 agosto 2010 0

“La festa della Campagna” torna in località Folcara

Di redazione

Dopo qualche anno di interruzione, il presidente dell’associazione, Giuseppe Sebastianelli, e il segretario, Giovanni Valente, hanno infatti messo in piedi la XIII edizione della manifestazione che da sempre ha per protagonisti attivi i cittadini, quella di via Folcara innanzitutto, impegnati in modo completamente gratuito a preparare piatti tipici, ad affettare i genuini prodotti della terra e a imbottigliare il vino dell’ultima annata, ma anche le centinaia di persone che partecipano alla degustazione delle specialità della campagna e assistono alle rievocazioni della mietitura e della trebbiatura con mezzi d’epoca. La “Festa di Campagna”, fissata ad agosto per permettere anche ai numerosi emigrati di partecipare, inizierà alle 10 con la rappresentazione della mietitura eseguita con gli strumenti, costituiti da animali e forza fisica, che i nostri nonni utilizzavano quando ancora non potevano disporre di mezzi meccanici. Alle 11, proprio come accadeva un tempo, è prevista una colazione a base di formaggi, salumi, vino e altri prodotti fatti in casa. Alle 17 inizierà la seconda fase della Festa con la rievocazione della trebbiatura; a partire dalle 20 tutti potranno degustare piatti tipici locali, intanto la serata sarà allietata da uno spettacolo musicale. “Il nostro primo obiettivo è quello di rendere merito alle passate generazioni di quanto hanno fatto con i loro sacrifici per il benessere di quelle successive – ha spiegato Giuseppe Sebastianelli, evidentemente entusiasta di poter riportare in vita una festa nata nel 1997 – perché solo se non si perde la memoria del nostro passato si è consapevoli delle conquiste del presente e sulla solidità di queste basi si può programmare un futuro migliore. Niente più del lavoro dei campi – ha aggiunto Sebastianelli che non ha mai negato la sua provenienza dalla campagna anzi ne va orgoglioso – insegna che la vita è dura, che una pioggia imprevista può rovinare tutto il raccolto, ma allo stesso tempo che bisogna insistere – è chiaramente il messaggio è rivolto ai giovani – e aspettare annate più favorevoli perché i risultati migliori si vedono con la pazienza e la fatica”. Sull’orgoglio della campagna insiste Giovanni Valente: “La Festa di Campagna consente alle famiglie e alle tante attività della zona di pubblicizzare e valorizzare i loro prodotti completamente genuini e ottenuti come i padri hanno tramandato ai figli. In secondo luogo – ha proseguito Giovanni Valente – questa Festa intende riconoscere che il benessere attuale proviene dalla terra e dai suoi prodotti, e nell’era virtuale di Facebook ci sembra importante riflettere sulla nostra provenienza contadina, per questo contribuisce anche a riallacciare i rapporti umani e dà la possibilità di trascorrere una giornata al sole e nella natura incontaminata”.

7 agosto 2010 2

Incendio dopo i fuochi pirotecnici, inceneriti 5 ettari di “macchia”

Di redazione

Un vasto incendio a Cervaro, questa notte, ha mantenuto occupati per diverse ore i vigili del fuoco di Cassino. Il rogo che si è sviluppato all’una circa, poco dopo i fuochi pirotecnici, ha interessato una vasta area incenerendo, si è contato alla fine, circa 5 mila metri di macchia mediterranea. Inevitabile sospettare che il rogo sia stato causato dallo spettacolo pirotecnico che poco prima aveva chiuso alcuni festeggiamenti nella cittadina. Un episodio che rinvigorisce le perplessità sull’esigenza di festeggiare con fuochi pirotecnici evidentemente anche in zone a rischio incendio. Er. Amedei

7 agosto 2010 0

“Cassino dalle origini ai nostri giorni”, Gigante racconta la Città martire

Di redazione

Pubblicato da Francesco Ciolfi editore, “Cassino, dalle origini ai nostri giorni” è l’ultimo lavoro editoriale con dell’ex sindaco della città martire Francesco Gigante ricostruisce il processo storico di formazione di Cassino con un approccio quasi didattico mettendo in luce le diverse fasi che ha attraversato la città, di sviluppo e di espansione , alternate a periodi di stagnazione e di declino. La ricostruzione delle vicende storiche della città, dalla fondazione ai tempi nostri, fa emergere i periodi più significativi del suo divenire polarità urbana con valenza territoriale, vale a dire soprattutto quando la storia della città si intreccia indissolubilmente con quella dell’abbazia di Montecassino prima, e quando nella seconda metà dell’ottocento vedrà nascere una borghesia, proprietaria e terriera, che riuscirà ad inserirsi saldamente al vertice delle istituzioni e del potere economico. Di notevole interesse, nella loro sinteticità le pagine dedicate alla guerra, con la descrizione delle quattro battaglie per Cassino e, quelle che danno conto della ricostruzione. E questa volta Francesco Gigante ricostruisce le vicende con la partecipazione e la sensibilità del testimone che ha visto il miracolo di una intera comunità capace, dopo l’orrore della guerra e della distruzione, “gettare la base per la felice ed integrale ricostruzione di una città modello quale sta diventando Cassino”.