Giorno: 21 agosto 2010

21 agosto 2010 0

Dal cavallo all’elicottero del 118. Ferito un 35enne di Roma

Di redazione
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Era a Canneto, nel comune di Settefrati (Fr), per fare un giro a cavallo, ha terminato la giornata facendo, suo malgrado, due “giri” in elicottero: quello del 118. Si tratta di un 35enne di Roma che oggi pomeriggio alle 16, era a passeggio, in sella ad un cavallo, nella affollatissima valle dominata dal santuario di Canneto. Forse un movimento brusco dell’animale, o forse una disattenzione, fatto sta che il romano è caduto dalla sella e nello schianto al suolo, ha riportato la rottura di alcune costole. Il rischio di una perforazione del polmone era elevatissimo per cui, i movimenti dovevano essere ridotti al minimo. Per questo, delineata un’area, è atterrata una eliambulanza del 118 che, dopo aver caricato il ferito, è ripartita per poi atterrare nuovamente a Cassino. Le condizioni del reparto di ortopedia del Santa Scolastica a Cassino, però, sono note a tutti e, per questo, nella tarda serata di oggi, è stata nuovamente allertata una eliambulanza per trasferire il ferito all’Umberto Primo di Roma. Er. Amedei

21 agosto 2010 0

Un “infernale” ritorno dal “paradiso”

Di redazione

Un ritorno terribile dal “paradiso” delle isole Canarie. Una coppia di 25enni di Napoli era appena sbarcata dall’aereo a Fiumicino e, a bordo della loro Opel Corsa, stavano facendo ritorno in Campania concludendo così un periodo di vacanza. Alle 19 circa di oggi, però, sul tratto di autostrada San Vittore – Caianello, forse a causa dell’espolosione di un pneumatico, la vettura ha sbandato finendo per ribaltarsi più volte sull’autostrada. Immediati i soccorsi. Sul posto si sono recati gli agenti della polizia stradale di Cassino e gli operatori del 118 che hanno trasportato la giovane coppia nell’ospedale Santa Scolastica di Cassino. Le loro condizioni non sembrano essere gravi ma la conclusione della vacanza è stata decisamente pessima. Er. Amedei

21 agosto 2010 0

“Topi di ombrellone” scatenati, terzo arresto in pochi giorni

Di redazione

Altro furto sotto l’ombrellone. Altro arresto. Nel giro di 10 giorni sono state ben tre le persone arrestate per questo tipo di furto. Questa volta il fatto è accaduto a Roseto degli Abruzzi e i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato in flagranza di reato ANGELOZZI Emanuele, 27enne di Atri, già noto per fatti di giustizia. Il malvivente, verso le ore 16.00, sotto un ombrellone del noto Lido Celommi, ha pensato bene di rubare la borsa di una 26enne di Notaresco che si era allontanata per fare un bagno, contenente circa 30,00 € in contanti, il suo telefonino ed una carta bancomat. La ragazza, che nel frattempo stava rientrando sotto l’ombrellone, ha visto tutta la scena ma non ha potuto fare altro che dare l’allarme ai Carabinieri fornendo loro una descrizione del ladro che si può definire senza mezzi termini “fotografica”. Immediatamente è stata circondata la zona e una pattuglia a piedi che stava transitando proprio sul lungomare, poco dopo ha intercettato l’autore del furto traendolo in arresto. La refurtiva è stata interamente recuperata e restituita alla legittima proprietaria. L’arrestato, dopo le formalità di rito, è stata associato alla Casa Circondariale di Teramo in attesa dell’udienza di convalida. Sono in corso indagini finalizzate a verificare un collegamento tra i tre furti ovvero la possibilità che si tratti di una vera e propria banda specializzata nel settore dei furti in spiaggia

21 agosto 2010 0

Dal Nord in vacanza al Sud per abbandonare “Fido”, 201 denunciati

Di redazione

Dal 25 luglio ad oggi sono stati individuati e denunciati 201 automobilisti nell’atto di abbandonare un cane in autostrada, si tratta del numero più alto di denuncie in flagranza di reato in relazione agli abbandoni di animali degli ultimi cinque anni. Tale risultato è stato possibile grazie alle segnalazioni degli automobilisti che hanno permesso sia di salvare nella maggior parte dei casi il cane abbandonato che di individuare o attraverso le targhe automobilistiche o attraverso i dati del microchip dei cani abbandonati (quando erano chiappati) il nominativo del proprietario dell’animale o del proprietario del veicolo da cui l’animale è stato scaricato. Dalla lettura di questi dati viene in evidenza che 182 automobilisti sono stati individuati mentre scaricavano in loro cani sulle autostrade del sud Italia ed in particolare in Puglia, Campania, Abruzzo e Calabria, mentre solamente 19 automobilisti hanno abbandonato i loro cani sulle autostrade del centro nord ed in particolare in Veneto, Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Ma la notizia forse più curiosa riguarda la provenienza degli automobilisti che hanno abbandonato i cani al Sud Italia: su 182 casi individuati ben 107 sono automobilisti e padroni di cani residenti al Nord Italia ed in particolare 34 in Lombardia, 21 in Emilia Romagna, 17 in Piemonte, 15 in Veneto, 12 in Friuli Venezia Giulia, 5 dal Trentino Alto Adige e 3 dalla Liguria. “Il fenomeno perverso di portarsi in cane in vacanza e scaricarlo lontano da casa è purtroppo duro a morire, infatti se da una parte si registra una forte diminuzione di cani abbandonati al Nord, dall’altra stando almeno a questi dati parziali e molto limitati ma nel loro contesto significativi – ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA – possiamo dire che il 60% dei cani abbandonati sulle autostrade del Sud provengono da imbecilli che vivono al Nord e che abbandonano il cane lontano da casa loro forse sperando che nessuno mai lo recuperi. Bhè, nel loro caso specifico le cose sono andate male e questi saranno denunciati per il reato di abbandono e spero – conclude Croce – che anche solo per qualche giorno si aprano per loro le porte del carcere”.

21 agosto 2010 0

Bollettino incendi, canadair ed elicotteri in azione su 20 roghi

Di redazione

Prosegue l’impegno della Flotta aerea dello Stato nel contrastare le fiamme che, anche oggi, stanno interessando le regioni centro-meridionali del Paese. I Canadair e gli elicotteri coordinati dalla Protezione Civile nazionale sono intervenuti a supporto delle squadre di terra su 38 roghi nelle ultime 36 ore: per la precisione 20 oggi e 18 nella giornata di ieri. Resta la Sicilia la regione da cui in questi giorni si continuano a registrare più richieste di concorso aereo, sette ieri e ben otto oggi, ma il supporto dall’alto dei velivoli anti-incendio boschivo si è reso necessario anche in Calabria (ieri 6 richieste, oggi 2), Campania (3 richieste ieri e altrettante oggi), Sardegna (1 richiesta ieri, 2 oggi), Lazio (con 4 richieste nella sola giornata odierna) e Abruzzo (una sola richiesta in entrambe le giornate). Al lavoro dalla prime luci dell’alba, i piloti dei Canadair e degli elicotteri della Protezione Civile hanno contribuito finora a spegnere o mettere in bonifica nove dei 20 roghi su cui hanno operato nella giornata odierna e, come di consueto, continueranno ad assicurare il lancio d’acqua e liquido ritardante ed estinguente sulle fiamme ancora attive finché le condizioni di luce consentiranno di operare in sicurezza. E’ utile ricordare che la maggior parte degli incendi boschivi è causata da mano umana, a causa di comportamenti superficiali o, spesso purtroppo, dolosi e che la collaborazione dei cittadini può essere decisiva nel segnalare tempestivamente ai numeri di telefono d’emergenza 1515 o 115 anche le prime avvisaglie di un possibile incendio boschivo.

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Controlli a tappeto sulle strade, denunce e sequestri di droga e armi

Di redazione

I carabinieri della Compagnia Carabinieri di Frosinone, la scorsa notte, nel corso di un servizio per il controllo del territorio finalizzato alla prevenzione e repressione di reati contro il patrimonio e contrasto fenomeno guida in stato di ebbrezza alcoolica, hanno conseguito i seguenti risultati. Persone denunciate in stato di libertà: –  G.M., 32enne di Ripi  per detenzione di sostanze stupefacenti fini spaccio. Il predetto,  a seguito di perquisizione personale, veniva trovato in possesso di grammi 10 di hashish sottoposta a sequestro; – D.L.G.V., 56enne di Frosinone, unitamente al figlio (minore), per coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti.  Nel corso della perquisizione domiciliare eseguita presso l’abitazione dei predetti, i militari operanti rinvenivano e sequestravano  3 piante di marijuana, grammi 0,4 di hashish ed un bilancino di precisione; – F.D., 29enne, F.G., 31enne e O.A., 23enne, tutti domiciliati a Cisterna di Latina, per porto di armi ed oggetti atti ad offendere. I predetti, a seguito di  perquisizione personale,  venivano trovato in possesso di 2 coltelli a serramanico, un cutter ed una mazza da baseball. Persone proposte per il rimpatrio con Foglio di Via Obbligatorio: – C.F., 41enne, F.D., 29enne, F.G., 31enne e O.A., 23enne, tutti della provincia di Latina, controllati mentre si aggiravano con fare sospetto nei pressi di obiettivi sensibili. Ricorrendone i presupposti di Legge, gli stessi venivano proposti per l’irrogazione del Foglio di Via Obbligatorio con divieto di ritorno per anni tre. – Nel corso del medesimo servizio venivano altresì controllate  85 persone, 60 automezzi, di cui 4 city cars, 2 circoli privati, sanzioni amministrative 1, eseguiti 3 accertamenti etilometrici e decurtati 60 punti.

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Incidente in grotta, salvato uno speleologo

Di redazione

Luoghi così impervi a volte possono ingannare anche i più esperti, come è successo ad uno speleologo in esplorazione nel noto abisso “Cul di bove”, sui monti del Matese ad una profondità di -500 mt a circa 15 ore di progressione dall’ingresso. Nella serata di venerdì 20 agosto, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas) della Campania è stata allertato per un incidente speleologico avvenuto nell’abisso in questione. L’allarme è arrivato da alcuni speleologi che si trovavano nella grotta per esplorarne alcuni punti: erano in sette ed uno si è trovato in difficoltà per cause ancora da accertare. Quindi alcuni speleologi sono rimasti con lui, mentre altri hanno incominciato ad uscire per dare l’allarme alla struttura. Fortunatamente erano presenti con lui anche alcuni tecnici del Cnsas che lo hanno da subito assistito e mai lasciato solo. Appena ricevuto l’allarme sono subito partite squadre di tecnici della Campania di cui una prima sottosquadra, appena giunta in loco, è stata inviata all’interno per raggiungere il ferito e verificarne le condizioni. Intanto tutte le regioni vicine sono state mobilitate: la Puglia, l’Abruzzo, l’Umbria, il Lazio, il Molise e le Marche, tutti in movimento con squadre tecniche e sanitarie. Nel frattempo all’interno l’infortunato ha incominciato la risalita assistito dai tecnici che erano con lui all’interno della grotta; la squadra di primo intervento lo ha infatti raggiunto ad un certo punto della grotta, constatando che, con un po’ di aiuto, sarebbe riuscito ad uscire e così è stato. Alle 02.45 di ieri mattina lo speleologo era all’ingresso della grotta dove c’erano già i sanitari del Cnsas della Puglia, mentre la squadra sanitaria marchigiana era in arrivo. I sanitari del Cnsas lo hanno preso in consegna e gli hanno prestato le prime cure. Ad una prima analisi il giovane presentava solo forti contusioni senza grandi traumi. E’ stato comunque accompagnato al più vicino ospedale, sempre assistito dalla squadra sanitaria del Cnsas. Fortunatamente la presenza all’interno della grotta di speleologi esperti e di tecnici del Cnsas ha reso possibile la soluzione dell’intervento in tempi relativamente brevi, rispetto alle prospettive di un recupero a grande profondità. m.b.

21 agosto 2010 0

Eleonora e Maria Soraya: storia di due vite spezzate e dei loro Angeli venuti al mondo

Di redazione

E’ stato aperto un fascicolo dalla Procura di Vibo Valentia ed è stato disposta l’autopsia sul corpo di Eleonora Tripodi, la donna di soli 31 anni che è deceduta a seguito di un parto cesareo mentre, a seguito di sopraggiunte complicanze, veniva trasferita nell’ospedale di Lamezia Terme per mancanza di posti in quello di Vibo. Eleonora ieri pomeriggio era giunta in ospedale in preda ad una forte emorragia, ma i medici erano riusciti a fare per lei ben poco. Erano stati gli stessi medici, quindi, ad informare carabinieri e pm di quanto accaduto. Sulla vicenda è intervenuto Leoluca Orlando, attualmente presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari, che ha parlato di “vicenda scandalosa” ed ha avanzato la richiesta di una dettagliata relazione sulle circostanze che hanno determinato il decesso, al fine di poter individuare i responsabili ed eventuali disfunzioni organizzative o strutturali. Intanto, un’inchiesta interna è stata aperta anche dal Commissario straordinario dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Vibo Valentia, Alessandra Sarlo. La piccola, fortunatamente sopravvissuta al tragico evento, ora gode di ottima salute. La vicenda giunge a poche ore da un’altra tragedia, che ha attinto un’altra mamma in procinto di dare alla luce la sua piccola: a causa di un terribile incidente frontale, avvenuto in provincia di Como, qualche giorno fa è deceduta Maria Soraya Annibale, appena 21enne. Grazie alla prontezza dei medici, sopraggiunti con l’ambulanza del 118, mediante procedura d’urgenza era stato estratto dalla donna il corpicino della piccola che portava in grembo – Marisol Soraya – e che, però, a causa dell’arresto cardiaco della madre, aveva registrato una riduzione del flusso di ossigeno al cervello, e per questo è mantenuta tuttora in coma farmacologico e non si è in grado di conoscere, al momento, eventuali traumi che questa carenza ha potuto produrre. Anche in questo caso, la Procura ha aperto un fascicolo, questa volta per omicidio colposo a carico del ragazzo che guidava l’autovettura, sopraggiunta ad invadere la corsia su cui Maria Soraya viaggiava con il marito. Nell’altra autovettura vi erano cinque giovani, rimasti tutti quasi del tutto illesi.

Due vite spezzate sull’orlo della gioia più grande, quelle di Eleonora e Maria Soarya. La gioia di chi sta per dare alla luce una creatura e vive ogni attimo pensando a come sarà stringerla tra le braccia, arredando ogni singolo angolo di giochi e di colore per lei. Due bambine a cui il destino ha voluto sottrarre beffardamente l’affetto più grande, quello materno, e che, si spera, possano leggere la loro vita come una propaggine d’amore di quella delle loro mamme. Alcuni testimoni accorsi sul luogo dell’incidente, infatti, affermano di aver visto Maria Soraya uscire dalla propria auto con le ultime forze che le rimanevano e di aver urlato “la bambina!”, come ad invocare l’aiuto che la potesse salvare dal suo grembo. E così è stato.. Auguri, piccoline.

di Palma L.

21 agosto 2010 0

Un pezzo di ferro nella polpetta: un buon modo per combattere l’anemia

Di redazione

Che la carne contenga ferro è cosa risaputa. Ma se pezzi di ferro vengono trovati nelle polpette servite in ospedale, non è certo per combattere particolari forme di anemia! Ieri sera, a cena, al “Santissima Annunziata” di Taranto, ad una donna è stata servita una polpetta contenente proprio un pezzo di ferro e l’accaduto è stato immediatamente denunciato alla polizia, che, a seguito di opportune verifiche, ha potuto riscontare che l’intruso era, in realtà, uno dei ferri della macchina adoperata per la macinazione. Quando si dice che nelle polpette ci mettono proprio di tutto!..

di Palma L.

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Da “Fermo posta” a Facebook: un vero attore, tra sesso e ricatto

Di redazione

Il social network del momento, attraverso cui, ogni giorno, milioni di persone creano tra loro un contatto e che è ormai sovente al centro di polemiche per il modo in cui la privacy viene ridotta praticamente a brandelli, presta bene la scena anche ad un altro fenomeno: gli adescamenti in rete. La possibilità di costruirsi un’identità fittizia, fasulla, viaggia su un filo virtuale, ma le conseguenze che crea sono più che reali. E’ quanto accaduto ad una ragazza vicentina, caduta …è proprio il caso di dirlo… in “rete”: sì, quella del 41enne Mario Agnoletti. Il suo nome potrebbe non dire nulla, ma il suo viso (e, pare, non solo quello..) certamente sì, dal momento che ha avuto una parte in film erotici, tra cui “Fermo posta” di Tinto Brass. La relazione tra i due era nata durante i primi mesi dell’anno, era ben presto sfociata in incontri passionali che venivano registrati con il consenso della donna; che, però, aveva un punto debole: era sposata. Ed è proprio da qui che è partito il ricatto del sapiente adescatore, aiutato anche dalla sua compagna nell’effettuare telefonate minacciose in cui venivano chiesti soldi, tanti soldi, nonché orologi, gioielli, vestiti, in cambio del silenzio. In caso contrario, quei video piccanti sarebbero stati divulgati in rete. Ma la donna, nel veder aumentare le richieste, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri e di sporgere denuncia: l’uomo è stato fermato da i carabinieri di Valdagno, in collaborazione con quelli di Sabaudia, in concomitanza dell’ennesimo versamento ricevuto sulla propria postepay. Con lui, è stata denunciata anche la sua compagna, per concorso in estorsione. Nella sua casa di Sabaudia, sono stati ritrovati: la postepay, la telecamera con cui erano stati registrati i video e decine di videocassette, tra cui quella contenente le scene hard con la vicentina. Si ritiene che vi siano anche altre donne adescate dall’Agnoletti. Ma chissà quante sceglierebbero il silenzio, piuttosto che ammettere di essersi piacevolmente intrattenute con un attore di quel calibro!

di Palma L.