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Celebrazioni a Canneto, 300 interventi condotti dalla protezione civile

Celebrazioni a Canneto, 300 interventi condotti dalla protezione civile
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Attualità
23 agosto 2010 ore 18:30

Si sono concluse le operazioni condotte dalla Protezione civile della Regione Lazio per le tradizionali celebrazioni della Madonna di Canneto, che si è svolta dal 18 al 22 agosto nei pressi del comune di Settefrati. Al santuario, situato nella valle di Canneto a mille metri di altezza, confluiscono ogni anno oltre 30mila pellegrini provenienti da Lazio, Campania, Molise e Abruzzo. La progettazione delle operazioni, alle quali hanno partecipato la Protezione civile regionale, l’Ares 118, la Croce Rossa Italiana e il corpo nazionale del Soccorso alpino, è stata avviata dallo scorso marzo, con riguardo soprattutto all’elevato rischio sanitario-emergenziale dovuto all’assenza di collegamenti telefonici e via radio nella valle, alla quale si accede solo tramite una ristretta strada di montagna.
Sono stati allestiti un campo base curato da 60 operatori della Protezione civile regionale e un campo dell’Ares 118, con una decina di operatori fra medici e infermieri che hanno lavorato in collaborazione con la Cri e la Asl di Frosinone. Predisposti anche un’elisuperficie di pronto soccorso e dei punti mobili per rendere possibili collegamenti radio con tutte le forze dell’ordine. Tra i mezzi presenti, oltre all’eliambulanza dell’Ares 118, 6 mezzi della Protezione civile regionale: un’autobotte, 5 mezzi antincendio e 3 mezzi adibiti al trasporto. A disposizione del 118 altre 3 ambulanze, di cui una 4×4 e due fornite dalla Cri.
Gli interventi sono stati in totale 300, dei quali 50 di emergenza, 100 urgenti e 150 di continuità assistenziale per persone con problematiche sanitarie da tenere sotto controllo. L’intervento più importante è stato fatto con l’eliambulanza per recuperare una persona caduta da cavallo che aveva riportato varie fratture. L’impegno della Protezione civile regionale è stato rivolto, oltre alla parte assistenziale, soprattutto a mantenere sgombere le vie di fuga e a coadiuvare il recupero in montagna dei pellegrini che ne hanno avuto bisogno.

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