Abusiva sul Napoli-Capri: le differenti versioni dei due protagonisti

17 agosto 2010 1 Di redazione

Due versioni un tantino contrastanti quelle fornite dal Capitano della tratta Napoli-Capri e la giovanotta che, per gioco, avrebbe guidato l’imbarcazione fino all’isola.
E’ così che si difende, infatti, Michele Siniscalchi, che dopo la diffusione delle immagini della traversata è stato sospeso dalla Compagnia navale e sarebbe indagato dalla Procura.
Secondo il Capitano, il timone, durante quella maledetta ripresa, era disinserito e che lui, contemporaneamente alla sua comparsa in video, non aveva mai perso di vista i “comandi veri”. E aggiunge: “Ma come avrei potuto lasciare un aliscafo in mano a qualcun altro? Vi sembra possibile che una ragazza di 25 anni entri nella cabina di comando e guidi un aliscafo?”. Ebbene, caro Capitano: Lei non ci crederà, ma è quello che ci siamo chiesti tutti!
Altro genere di versione arriva dalla ragazza, una ragazza che, attraverso la minuziosa descrizione condotta da vari media in merito agli anfratti più reconditi della sua vita (per intenderci, quelli che emergono sbirciando il suo profilo su Facebook..) è stata fatta scioccamente balzare agli onori della cronaca, per cui riteniamo che di facile notorietà per un gesto tanto stupido ed incosciente ne abbia avuta fin troppa per doverle dedicare anche solo una parola in più.
Lei sostiene chiaramente, in totale disaccordo con quanto riferito dal Comandante, che ai comandi dell’aliscafo Alcione c’era proprio lei e che la ripresa era stata condotta da nientepocodimenoche …dal Capitano. Stando ancora alle parole della ragazza, l’unica cosa che non era realmente funzionante sarebbe stata la radio a cui avrebbe lanciato il ‘mayday‘. Fatto sta che ammette di essersi ..”divertita molto, anche perchè è stato in fondo tutto uno scherzo“. Uno scherzo che potrebbe, ora, costare caro al Comandante che, oltre ai tanti guai a cui sta andando incontro, rischia di perdere il posto di lavoro, e Dio solo sa se la giovincella abbia realizzato la gravità del gesto (di entrambi) ed abbia un briciolo di coscienza quantomeno per dispiacersene da un punto di vista umano. Forse, era solo a caccia di un pò di notorietà, e lo testimoniano le sue parole (che non meritano di essere riprodotte) in cui riprende “pateticamente” a parlare di se stessa e delle proprie attitudini e dei suoi giochini lanciati in rete, come se questa fosse una storia divertente e noi tutti, in spiaggia sotto l’ombrellone, davvero non speravamo di leggere altro che di lei! Poveri noi…

di Palma L.