Da Montecassino a Santiago de Compostela, esperienza indimenticabile per un gruppo di giovani

12 agosto 2010 1 Di redazione

Un’esperienza sicuramente indimenticabile quella dei giovani della Diocesi di Montecassino appena tornati da Santiago de Compostela. Un viaggio le cui emozioni sono state descritte con passione in una nota redatta dall’ufficio stampa dell’Abbazia di Montecassino. “Un pellegrinaggio che li ha segnati tutti nel profondo dell’animo, – si legge nella nota – che ha preso ogni loro energia, fisica, intellettuale, spirituale. Un pellegrinaggio che a molti di loro ha sottratto per un po’ anche il benessere fisico facendoli sentire fragili e bisognosi di aiuto, intaccando la loro fiducia in se stessi quando hanno creduto di non farcela ad arrivare fino in fondo al cammino, perché i piedi facevano male per il gran camminare, per le vesciche, per le scarpe inadatte (o smarrite col bagaglio all’arrivo…). Un pellegrinaggio che ha messo a dura prova ogni camminatore per ognuno dei 116 kilometri affrontati passo dopo passo, ma che ha saputo infine regalare una gioia inaudita quando – nonostante tutto – sono giunti davanti alla celebre cattedrale di Santiago e si sono resi conto di avercela fatta. Una gioia incontenibile, dovuta anche alle conferme ricevute, all’aver sperimentato il valore e la bellezza dell’amicizia, del vivere in comune nell’essenzialità e nel contatto diretto con la natura, nell’incontrarsi col secondo gruppo, sopravvenuto più tardi, nel ritrovare il proprio credo nel volto di una miriade di giovani provenienti da ogni dove per il PEG, Pellegrinaggio Europeo dei Giovani, organizzato dalla Arcidiocesi spagnola e a cui hanno partecipato circa 12000 giovani. La gioia di provare sulla propria pelle il senso di appartenenza alla propria comunità si è ingigantita nel sentire di appartenere nello stesso tempo anche ad una comunità molto più grande e internazionale, che ha il sapore dell’universalità. Gioia nel conoscere, scoprire e ammirare in Galizia paesaggi nuovi e affascinanti, l’abbondanza del granito, materia prima onnipresente, il respiro del vicino oceano con i suoi sapori e i suoi colori. Gioia durante la celebrazione eucaristica di domenica 8, nella Cattedrale di Santiago, presieduta dall’Abate Dom Pietro Vittorelli, che si è rivelato più che mai guida e padre ma anche amico e fratello, capace di dare ascolto ad ognuno e di condividere tesori spirituali ma anche esperienze quotidiane semplici, simpatiche e memorabili, di dare sapore e spessore all’amicizia e insomma anche al lato “umano” del pellegrinaggio.
Valeva la pena sopportare le sofferenze del cammino a piedi: il guadagno è stato di gran lunga maggiore!”