Guardia giurata spagnola “beccata” con un chilo di eroina

10 agosto 2010 0 Di redazione

Una vacanza in Brasile con puntata in Italia. Queste le vacanze di una guardia giurata spagnola che esibendo il proprio tesserino cercava di evitare il controllo dei baschi verdi del gruppo di Aversa.
Passo veloce, sguardo attento a dispetto dell’età un po’ avanzata.
Così si presentava il corriere alla stazione centrale di Napoli. Probabilmente aveva sbagliato treno in quanto il V.P.P.J. era in procinto di salire sul regionale che da Napoli lo avrebbe portato ad Aversa ove avrebbe dovuto consegnare lo stupefacente.
Una partita importante che sicuramente non era destinata a organizzatori improvvisati. A conferma della struttura organizzata vi è infatti non solo il corriere utilizzato, una persona adulta che di professione svolgeva il ruolo di guardia giurata, ma anche le modalità di occultamento dello stupefacente.
Un doppio fondo all’interno di una valigia ove era stata artatamente posizionata una lastra di plexiglas indispensabile per bypassare i controlli allo scanner.
Così, forte del proprio status e del sistema utilizzato per trasportare lo stupefacente, il cittadino spagnolo avvicinato dai baschi verdi di Aversa immediatamente mostrava un tesserino del ministero dell’Interno spagnolo riportante l’indicazione “direction General de la policia”.
È stata proprio tutta quella sicurezza che ha insospettito i militari delle Fiamme Gialle che non hanno creduto assolutamente a questo viaggio che avrebbe portato il corriere dalle spiagge di Copacabana a quelle di Ischitella.
Così da un accurato controllo è emersa la presenza di un doppio fondo nella valigia trasportata dal V.P.P.J.
Ma la sorpresa più grande i militari l’hanno avuta quando hanno esaminato il contenuto del doppiofondo che ha evidenziato la presenza di un chilo di eroina purissima.
Il Brasile, infatti, per vicinanza geografica con i Paesi produttori e per tradizione delle organizzazioni è sempre stato fonte di approvvigionamento per la cocaina e non per l’eroina, sostanza prodotta nei Paesi asiatici.
Tale scoperta rappresenta sicuramente una novità che apre nuovi scenari investigativi e ridisegna le tratte utilizzate dalle organizzazioni criminali per la circolazione dello stupefacente.