Quindici milioni di ore di Cigs in sette mesi, la Cgil lancia l’allarme

30 agosto 2010 0 Di redazione

“I dati relativi ai primi sette mesi dell’anno evidenziano un aumento sempre più forte della crisi nel nostro territorio”. La Cgil di Frosinone lancia un allarme e, per bocca del segretario provinciale Benedetto Truppa, sciovina numeri raccapriccianti relativi a richieste di ammortizzatori sociali. Il dato positivo è che le aziende di Frosinone dal mese di gennaio al mese di luglio 2010 hanno fatto richiesta di 3.281.903 ore di CIGO contro gli 8.128.493 dello stesso periodo del 2009. La CIGS + la CIG in deroga è passata però da 5.678.740 a 15.034.889. “Per capire la dimensione e la drammaticità dei dati – sottolinea Truppa – si pensi che le ore sommate di cigs delle Regioni Basilicata, Calabria e Sicilia appena raggiungono il totale delle ore della nostra Provincia. Il dato è ancora più importante se si pensa che in molti casi la cigs e la cig in deroga è l’anticamera del licenziamento e soprattutto fa preoccupare l’utilizzo in settori quale quello manifatturiero fondamentale per l’economia del nostro territorio.
Il settore metalmeccanico passa dalle 1.880.644 ore di cigs nei primi sette mesi del 2009 a 11.076.700 del 2010; il chimico, dove pesa la crisi Vidocon, le ore di cigs raggiungono i 2.394.227, tutti gli altri settori hanno minimo un aumento del 150% rispetto al periodo di riferimento precedente. Con distacco la nostra Provincia ribadisce di essere la prima in Italia per utilizzo in percentuale di ammortizzatori sociali.
Un lavoratore su quattro nella nostra Provincia ha usufruito degli ammortizzatori sociali, le famiglie interessate hanno già perso circa 4000 euro di salario e dato ad oggi non più sostenibile è che molti di loro da mesi non percepisce alcuna quota salariale in quanto il Governo non copre i fondi relativi alla CIG in deroga. Altro che sostegno alle famiglie sbandierato da questo governo, oltre ad essere tra le ultime nazioni in Europa per quota economica stanziata per l’assistenza alla famiglia non paga la quota di cig. Il tutto sta causando la disperazione di tantissime famiglie che per assurdo per vedere qualche soldo dovrebbero scegliere di farsi licenziare.
La CGIL chiede da subito al Governo che bisogna immediatamente definire una politica industriale per rilanciare l’economia e soprattutto in questa fase sostenere i lavoratori e le famiglia pagando quando dovuto a partire dai soldi promessi per gli ammortizzatori sociali. La CGIL – conclude Truppa – continua nei prossimi giorni nei posti di lavoro e nei territori una presenza militante per preparare la giornata di mobilitazione europea, prevista per il 29 settembre, organizzata dalla Confederazione Europea dei Sindacati contro le misure antipopolari adottate dai Paesi Europei, a partire dal nostro, per contrastare la crisi finanziaria in atto”.