Regione Lazio, verifiche sull’applicazione della legge n° 68/1999 sull’ inserimento lavorativo dei disabili

11 agosto 2010 1 Di redazionecassino1

In questi giorni la Giunta Regionale del Lazio è chiamata a verificare lo stato di attuazione della legge 68 del 12 marzo 1999, che obbliga gli Enti Pubblici che superano i 50 dipendenti ad assumere fino al 7% di lavoratori disabili. A richiederne la verifica sono stati, con un interrogazione, il Consigliere Regionale Giuseppe Parroncini e il Conigliere Comunale di Roma Daniele Ozzimo, entrambi del Partito Democratico. Secondo l’Agenzia Regionale del Lavoro, infatti, sarebbero ben 84.031, ad oggi, i disabili totali iscritti alle liste di collocamento nella Regione Lazio; ciononostante, una recente rilevazione dei servizi di collocamento e dell’apposita Commissione presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro ha individuato che solo una percentuale ridotta è stata effettivamente assunta. Di oltre diecimila iscritti, infatti, alle liste speciali di collocamento nel 2008, solo 1.866 disabili sono stati avviati al lavoro, mentre degli ottomila nel 2009 solo 1.822.
Per il Comune di Roma i lavori scoperti accessibili ai disabili sono ben 193, con quasi 65mila disabili iscritti. Se nella Capitale la situazione è tragica nelle altre province della regione è ancora più drammatica. Nella sola provincia di Frosinone, in particolare nel comprensorio Cassino- Pontecorvo, i dati sono drammaticamente sconcertanti: a fronte dei 1700 iscritti alle liste speciali, quelle della legge 68 del 1999 e con invalidità comprese fra il 46 e il 100%, dal 1 gennaio 2008 ad oggi, sono stati avviati al lavoro soltanto 50 disabili. Da 31 lavoratori assunti nel 2008, si è passati a 19 nel 2009. Si tratta assunzioni riguardanti il settore industriale legato, in prevalenza, all’indotto Fiat. Mancano le assunzioni nel settore pubblico, nel commercio. Prevalgono i contratti a termine o il tirocinio. Se si considera che il settore edilizio è esentato dalle assunzioni di disabili, il quadro occupazionale si restringe ulteriormente. Un dato, poi, di ulteriore allarme è la durata dei contratti di lavoro, quando vengano stipulati, quasi sempre si tratta di contratti a termine e con durata compresa fra quattro e sei mesi ed in ogni caso non superiore ai dodici mesi. Ma non basta. Le grandi aziende, in stato di crisi, possono chiedere, ed ottenere dal Ministero l’esonero dalle assunzioni. Le altre preferiscono pagare le sanzioni, la cui entità è irrisoria, piuttosto che assumere. Anche i controlli sull’applicazione della normativa segnano il passo. Le segnalazioni all’Ispettorato del lavoro, sulle irregolarità nel rispetto della legge n.68/1999, sono state in provincia di Frosinone, in tutto il periodo esaminato, soltanto sedici.

F. Pensabene