Giorno: 12 settembre 2010

12 settembre 2010 0

La Corte dei Conti contro il Comune di Aquino in maniera implacabile

Di admin
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Dal Gruppo Consiliare “Aquino nel cuore” riceviamo e pubblichiamo: I consiglieri di opposizione accolgono con sgomento e sdegno, ma anche senza alcuna sorpresa, l’esito delle evidenze contenute in una comunicazione inviata al sindaco di Aquino dai magistrati della Corte dei Conti. Parliamo di sdegno – precisa Libero Mazzaroppi (futuro candidato a sindaco del coordinamento delle opposizioni) – perché Grincia, che ha ricevuto la lettera di sollecitazione sottoscritta dal Giudice Dott. Gianluca Braghò alla fine del mese di giugno, come suo solito e come fa sempre quando arrivano atti compromettenti e che possono impedirgli di fare il “padre padrone” o di dire che “è tutto a posto”, si è guardato bene dal divulgarla o dal notificarla ai membri del Consiglio Comunale, che è organo supremo e competente per materia. Solo grazie al puntiglio ed all’attento controllo di Libero Mazzaroppi, che si è prodigato accedendo agli atti del protocollo, oggi, tutti gli amministratori comunali, anche quelli di maggioranza sono a conoscenza di quanto rilevato dalla Corte dei Conti. E’ assolutamente inaudito – dice Mazzaroppi – che anche quando trattasi di questioni serie e di rilevanza fondamentale, le notizie e gli atti non circolano o, peggio, circolano falsificate, modificate, modellate ad uso e consumo di chi deve trarne vantaggio. Mi chiedo perché mai il sindaco abbia tenuto nascosti atti che implicano l’intero consesso civico. Forse perché qualche consigliere di maggioranza poteva avere qualche tentennamento, poteva insinuare qualche perplessità. Credo di si, Grincia temeva di rimanere senza maggioranza per questo ha nascosto l’atto. Così, purtroppo, la gente comincia a perdere l’orientamento ed il sindaco sa bene, è cosciente, che solo con queste manovre può continuare a costruire il suo impero amministrativo che trova fondamento sulle macerie della città. Sarebbe, a questo punto, opportuna un’assunzione di responsabilità che, è ovvio, non è geneticamente presente nel “coerente” sindaco di Aquino. Entreremo in un’altra comunicazione nel merito e nel contenuto dell’atto, ma è evidente che ora, Grincia, non è in grado né di giustificare, né di legittimare questo vergognoso comportamento. Non è nuovo il suo insopprimibile bisogno di segretezza per tutte quelle operazioni che non sa come risolvere. Questo è il prezzo che paga per aver rifiutato ogni contributo di idee che non sia uscito dalle stanze, oramai, “poco segrete” di chi lo controlla. E’ palese ed evidente il tentativo di sviare l’attenzione dei cittadini (oberati dalle salate bollette arrivate in questi giorni) ma soprattutto dei suoi alleati, della residua maggioranza che lo sostiene, perché teme di essere sfiduciato anche dai quei nove che gli sono rimasti. Ma la città, la collettività,la nostra opposizione, i consiglieri di maggioranza che ha perso per strada, i nove segretari che lo hanno abbandonato, e sottolineo, gli atti ed i fatti, lo hanno già relegato all’ultima riga, della pagina ultima, della sua carriera amministrativa. La peggiore di tutti i tempi, la più disastrosa ed incompetente di sempre.

12 settembre 2010 0

Terremoto di magnitudo 2.8 nelle province di Isernia L’Aquila e Frosinone

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Un terremoto di magnitudo 2.8 alla profondità di 9.3 km è avvenuto alle ore 19:51 e localizzato dalla rete Sismica Nazionale dell’Ingv nei distretti Monti della Meta e Le Mainarde. I comuni interessati nel raggio di 10km sono Alfedena (Aq), Scontrone (Aq), Castel San Vincenzo (Is), Cerro al Volturno (Is), Montenero Val Cocchiara (Is), Pizzone (Is), Rocchetta a Volturno (Is), Scapoli (Is). I comuni interessati nel raggio tra i 10 ed i 20 km sono: Acquafondata (Fr), Picinisco (Fr), San Biagio Saracinisco (Fr), Settefrati (Fr), Vallerotonda (Fr), Viticuso (Fr), Barrea (Aq), Castel di Sangro (Aq), Civitella Alfedena (Aq), Roccaraso(Aq), Villetta Barrea (Aq), Acquaviva d’Isernia (Is), Conca Casale (Is), Filignano (Is), Forlì del Sannio (Is), Fornelli (Is), Isernia (Is), Macchia d’Isernia (Is), Montaquila (Is), Monteroduni (Is), Pozzilli (Is), Rionero Sannitico (Is), Roccasicura (Is), San Pietro Avellana (Is), Venafro (Is). Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

12 settembre 2010 0

La Polizia di Stato a corto dei blocchetti per i verbali

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“Se non fosse preoccupante e se non fosse sintomatico di quanto in basso sia caduto il livello di agibilità della quotidianità delle Questure italiane, sarebbe ridicolo. Un vero e proprio film comico”. Questo è quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia, a proposito della comunicazione con la quale “…si ammonisce…” gli Operatori del Commissariato di Santa Maria Capua Vetere, ad essere “…parsimoniosi con l’uso dei blocchetti per le multe, poiché per l’anno in corso non ne verranno più forniti…”! “Siamo senza parole – dice Franco Maccari – tra un pò ci diranno di non prendere più le auto di servizio per il pattugliamento, di indossare i nostri abiti al posto delle divise e magari, se proprio vogliamo fare il nostro dovere, di essere parsimoniosi anche con l’utilizzo della carta sulla quale stampare documenti d’indagine. O meglio – continua Maccari – della carta ce lo hanno già detto!”. “Ci chiediamo se i vertici del Ministero si rendano conto di quanto sta accadendo nelle Questure ed in tutti gli uffici di Polizia italiani. Se in nome del risparmio, della finanziaria, dell’incapacità gestionale della politica a rimetterci debbano essere i cittadini. Perché ciò che sfugge è un concetto molto semplice se le Forze di Polizia sono deboli ne risente tutta la sicurezza dell’intera comunità che sarà conseguentemente una società indebolita, facile preda di chi, come la malavita, non ha certo bisogno di fare i conti della massaia per portare a compimento i suoi progetti criminali”. “Al Commissariato di Santa Maria Capua Vetere sono i blocchetti verbalizzanti a mancare, – conclude il Segretario Generale del Coisp – in un’altra Questura la carta su cui stampare, da un’altra parte la benzina per le auto, e intanto? Intanto la politica litiga, le bombe esplodono, i killer uccidono sindaci, come se tutto ciò non fosse figlio di una stessa matrice. Quell’indebolimento dell’apparato sicurezza del Paese causato da tagli assurdi e incomprensibili al Comparto Sicurezza che per il momento decapitano solo la sicurezza dei cittadini, mentre il Governo in carica continua a dire che in Italia va tutto bene!”

12 settembre 2010 0

Il Cassino pareggia col Fontana Liri: 0-0

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Asd Nuova Cassino 1924 – Fontana Liri 0-0

Asd Cassino: D. D’Aguanno, Palombo, Tomas, Raia, Capocci, Fiorentini, palma, Russo, Marsella(75’ Tarabonelli), De Luca(55’ Macari), Kiszka(83’ T.D’Aguanno). A disp: Pocino, Vendittelli, Bucolo, Lombardi. All: Scorsini.

Fontana Liri: Battisti, Gemmiti, Di Vona, Milo, Quattrucci, Caldaroni(77’ Cinelli), Naiden, Micheli, Fiorelli, Bianchi G., Cestra. A disp: Bianchi A., Bianchi I., Ardovini, Gaeta, patriarca, greco. All: Caldaroni.

Arbitro: Minafra della sezione di Roma 2. Assistenti: Giubberi e Duca di Ciampino. Ammoniti: Kiszka, Palombo, D’Aguanno(C), Quattrucci (FL). Note: spettatori 400.

L’Asd Cassino conquista un altro pareggio a reti bianche nella seconda giornata di campionato. Una buona prova quella offerta dagli uomini di Scorsini al cospetto di una squadra, il Fontana Liri, apparsa più tonica e pimpante rispetto agli azzurri partiti in netto ritardo con la preparazione. Come se non bastasse, l’impegno infrasettimanale di Coppa Italia ha consumato le già esigue energie nelle gambe di Raia e compagni che hanno provato fino allo scadere a regalare la vittoria alla numerosa cornice di pubblico presente sugli spalti del Salveti. Gli ospiti, nella prima frazione, si sono limitati ad una supremazia territoriale che non si è tradotta in azioni pericolose per la porta cassinate difesa da D’Aguanno, inoperoso per tutta la gara. La prima occasione del match è capitata sul destro di Bianchi: l’esterno del Fontana Liri si è accentrato dalla sinistra ed ha lasciato partire un destro a giro terminato alto sulla traversa. Il Cassino, col passare dei minuti si è fatto più intraprendente: alla mezz’ora Palma, servito da un lancio calibrato di Kiszka, ha perso il tempo per la conclusione a botta sicura solo davanti al portiere ospite. Ad inizio ripresa, è stato ancora l’attivissimo Kiszka a cogliere in pieno la traversa dopo essersi liberato sulla trequarti ed aver lasciato partire un fendente imprendibile per l’estremo difensore Battista. Ma l’occasione più ghiotta è capitata sul destro di Marsella al minuto numero ventidue della ripresa: il centravanti azzurro, dopo essersi liberato del suo diretto marcatore, si è involato verso la porta ma il suo pallonetto si è rivelato abbondantemente fuori misura. L’ultima palla gol è capitata sul destro di Tarabonelli il quale, al termine di uno scambio con Palma, ha sbagliato lo stop in piena area di rigore. Nel recupero una disattenzione difensiva dei centrali cassinati non è stata sfruttata da Bianchi. Al termine dei tre minuti di recupero, il direttore di gara ha sancito il risultato di parità: secondo zero a zero di fila per un Cassino in crescita e bisognoso di mettere benzina nelle gambe per il prosieguo della stagione. In questo senso, il ritorno di Coppa Italia in programma mercoledì in casa del Montespaccato(il match d’andata è terminato 2 a 1 per gli azzurri), non agevola il compito del tecnico Marco Scorsini.

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Confcommercio, Bellincampi: “ecco la ricetta per il rilancio delle imprese”

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Investimenti, meno burocrazia e più innovazione e concorrenza. Questi i punti sui quali Luciano Bellincampi, neo vice presidente di Confcommercio Frosinone, già sindaco di Alatri e oggi componente del consiglio di amministrazione nazionale Federmotorizzazione, crede si possa basare un concreto rilancio per le imprese ciociare e laziali. “Sono punti sui quali da mesi si dibatte anche a livello nazionale ma sui quali – spiega Bellincampi – occorre un forte patto sociale tra il mondo delle associazioni, i sindacali e gli Enti. L’autunno alle porte deve rappresentare un momento per riflettere ed agire. Credo siano maturi i tempi per chiedere attenzione a Regione e Provincia affinché si trovi in sinergia, a prescindere dal colore politico e dalle posizioni dei singoli, la forza di aprire un nuovo ciclo senza proclami ma con fatti concreti e definitivi. In questo discorso occorre analizzare i numeri: nel decennio dal 1997 al 2007 il nostro costo del lavoro è salito di circa 20 punti al contrario di altri paesi che lo hanno ridotto. Tutto quanto ciò sia nel Lazio che in Ciociaria si fa sentire nelle imprese e non lo scopro certo ora io. Oggi dobbiamo chiedere ed ottenere più attenzione su questi temi. Chiederò al presidente Buffardi di verificare l’opportunità di far convocare un tavolo sui temi della crescita e della produttività. Nel prossimo bilancio regionale si dovranno ottenere risorse, misure e assi per le imprese proprio nella direzione di concretizzare misure di crescita, innovazione ed investimenti magari riattivando i piani regionali che in passato sono stati utilizzati con successo e che magari se riattivati potrebbero permettere un’inversione di tendenza. Inoltre, dopo gli sforzi fatti nel settore delle infrastrutture, occorre continuare nella direzione intrapresa il nostro territorio, le nostre imprese e tutti i cittadini meritano di vedere completate opere che da decenni sono al palo e sapere su quali infrastrutture si può puntare nel concreto per migliorare la mobilità e la qualità della vita e per far tornare a catalizzare attenzioni nella Ciociaria apprezzata meta artistica, architettonica e religiosa.

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Bersani a Torino, “occorre un governo di transizione e una nuova legge elettorale”

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Accolto da un lungo applauso Pierluigi Bersani ha concluso la Festa Nazionale Democratica in piazza Castello a Torino. Il segretario del Pd ha dedicato la conclusione della festa ad Angelo Vassallo, il sindaco del Pd ucciso da quelle che ha definito “bestie criminali”, ed ha aggiunto che il Parlamento Europeo ha osservato un minuto di silenzio, il presidente del consiglio invece non ha trovato una parola per lui. Così Bersani ha sintetizzato il ribaltamento dei valori causato dal berlusconismo. L’italia ha bisogno di “un grande risveglio”, c’è “molta tensione in giro. Se un governo accende i fuochi chi li spegnerà?” E affonda sul governo: “.. cercano ancora di promettere al Paese una stabilità che non può esserci, una governabilità che non può esserci” “tutti sanno che il Paese invece ha problemi molto seri, vengano in Parlamento dunque riconoscano la crisi politica e si rimettano al Presidente della Repubblica e alle Camere perchè così indica la nostra Costituzione e finchè non avremo la Costituzione di Arcore devono rispettare quella su cui hanno giurato”. Occorre secondo Bersani un governo di transizione con al primo punto una legge elettorale nuova che metta in condizione di sicurezza democratica le prospettive del Paese, e ripartire dal fisco e dai lavoratori perchè un’ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile. Muoversi assieme, combattere assieme, rimboccarsi le maniche tutti assieme è questa la formula per “preparare giorni migliori per l’Italia”.

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Dalla festa dell’Udc Casini chiede le dimissioni di Berlusconi

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Pierferdinando Casini ha chiuso oggi a Chianciano Terme la festa dell’Udc ribadendo che il partito della vela non è interessato ad entrare nella maggioranza. La richiesta che avanza al presidente del consiglio Silvio Berlusconi è quella di dimettersi. Soltanto con le dimissioni di Berlusconi si creeranno le condizioni per aprire una nuova stagione politica, e se l’intento del premier è di far cadere il partito dell’Udc a sinistra, Casini ribadisce “non ci casco”.

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Protestano i precari dalla scuola pubblica, stretto di Messina fermo per ore

Di admin

Più di 4000 precari della scuola pubblica e provenienti da tutta la Sicilia stanno manifestando a Messina contro i tagli previsti dal ddl firmato Maria Stella Gelmini. Il corteo “Invadiamo lo Stretto: un ponte per la scuola” si è radunato in piazza Cairoli per poi dirigersi verso il porto della città. Nonostante la presenza di forze dell’ordine i manifestanti sono riusciti a bloccare il traghettamento di alcuni treni delle Ferrovie dello Stato e l’accesso al traghetto Riace. Contemporaneamente dall’altro lato dello stretto a Villa San Giovanni analoga manifestazione che ha visto la partecipazione di delegazioni provenienti da tutta la Calabria Puglia Basilicata e Campania. Non si sono registrati scontri ma tanta tensione. La richiesta dei manifestanti è la stabilizzazione della loro posizione lavorativa con i fondi erogati per la realizzazione del ponte sullo stretto.

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Bossi a Venezia chiede sedi ministeriali anche per il nord

Di redazione

Decentramento anche per i Ministeri. Lo ha chiesto oggi Umberto Bossi a Venezia dove si sta svolgendo la festa dei popoli della Padania. Il leader leghista ha ricordato come anche in Inghiterra le sedi dei ministeri sono decentrati dalla Capitale, quindi ha così inaugurato un nuovo capitolo di ichieste, quelle delle sedi ministeriali per le “capitali del nord” ma anche per le grandi città del sud. Basta con “Roma Street” ha tuonato il senatur, i ministeri, infatti, sono enormi fonti i lavoro e di soldi a cui devono poter accedere anche i giovani del nord. Er. Amedei

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Bossi a Venezia: “Signora Lucia meno dura con Lega”. Ma l’anziana è stata sfrattata

Di redazione

Dopo il giorno di Fini e dei suoi fedeli, le esternazioni di Berlusconbi in Russia, questa settimana è stata chiusa dai Leghisti. Ha iniziato Maroni su Sky che ha annunciato quasi come fosse una minaccia, “Se ci saranno i 316 voti di fiducia Berlusconi andrà avanti; se no si deve dimettere”. Una dichiarazione con cui il ministro dell’Interno risponde a chi gli chiede della possibilità di un Governo tecnico. A Venezia, dove è di scena la festa dei popoli della Padania, Umberto Bossi benedice con l’acqua del Po i rampolli del partito leghista: il figlio Renzo, il Governatore Luca Zaia e il ministro Calderoli. Inoltre ha riservato una battuta anche alla signora Lucia Massarotto che ogni anno esponeva una bandiera tricolore proprio di fronte al palco su cui, da 15 anni si riunisce il partito a Venezia. Bossi ha detto: “Anche la signora Lucia – ha rilevato Bossi – non è più cosi dura come in passato”. Peccato che nessuno abbia riferito a Senatur che l’anziana probabilmente ha dovuto cambiare casa perché l’affitto gli è stato improvvisamente raddoppiato (leggi).