Giorno: 14 settembre 2010

14 settembre 2010 0

Sogna la madre uccisa che gli fa il nome dell’assassino

Di redazione
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Ha sognato la madre e, in sogno, gli ha fatto il nome del suo assassino. La donna Veronica Mair, 75 anni di Genova è morta strangolata in un appartamento di Genova una sera di settembre 2002. Qualche settimana fa, il figlio della vittima, che non si è mai arreso all’idea di quell’omicidio irrisolto, si è presentato ai carabinieri, dopo essersi consultato con avvocati e medium, e ha raccontato di quella sua conversazione onirica con la madre defunta che gli avrebbe fatto il nome di un commerciante di Genova. Non è ben chiaro come l’uomo possa aver raccontato la sua esperienza ai militari, fatto sta che, a quanto pare, le indagini sul caso non sarebbero mai state chiuse. Inoltre esisterebbero tracce di dna dell’aggressore “strappate” dalla vittima con un morso sul braccio. Si sta ipotizzando di poter effettuare delle comparazioni ma, certamente, l’esame di polizia scientifica non potrà essere effettuato in base alla segnalazione onirica, ci saranno, però, certamente indizi che porteranno al commerciante ligure.

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Napolitano “stoppa” le elezioni anticipate. Si assottiglia la lista dei transfughi

Di redazione

Giorgio Napolitano, da Salerno, dice no alle elezioni anticipate. “Se il ricorso alle urne è un principio della democrazia – ha detto il presidente della Repubblica – è altrettanto vero che la stessa democrazia deve rispettare regole ben precise”. Per cui il presidente si augura che finiscano tutte le polemiche che fino ad oggi hanno mantenuto banco nella maggioranza ma anche che ci si impegni a far fronte alle vere problematiche del Paese. Il gruppo parlamentare di responsabilità nazionale che dovrebbe compensare la fuoriuscita dei finiani dalla maggioranza, si assottiglia. Insomma, una campagna acquisti che non sembra dare frutti sperati dal Pdl. Inizialmente sembra che fossero in 20 pronti a supportare il Governo. Le trame dei strateghi di Berlusconi hanno guardato ai partiti minori ma la sensazione che si ha è che gli eventuali transfughi vogliano aspettare l’intervento del premier Berlusconi in aula. Ermanno Amedei

14 settembre 2010 0

La morte di un animale come la rottura del tacco di una scarpa

Di redazione

L’associazione italiana difesa animali ed ambiente ha scritto una lettera al presidente della repubblica Giorgio Napoletano nella quale denuncia il contenuto della sentenza delle sezioni uniti civili della Corte di Cassazione presieduta dal dottor Carbone numero 26972 del 2008 che a pagina sette contiene un paragrafo con il quale si nega di fatto la possibilità di far ricorso per danno esistenziale per la morte di un animale di affezione o per il maltrattamento di un animali. Il paragrafo incriminato infatti recita testualmente: “Al danno esistenziale era dato ampio spazio dai giudici di pace , in relazione alle più fantasiose,ed a volte risibili, prospettazioni di pregiudizi suscettivi di alterare il modo di esistere delle persone: la rottura del tacco di una scarpa da sposa, l’errato taglio di capelli, l’attesa stressante in aeroporto, il disservizio di un ufficio pubblico, l’invio di contravvenzioni illegittime, la morte dell’animali affezione, il maltrattamento di animali; il mancato godimento della partita di calcio in televisione determinato dal black out elettrico. In tal modo si risarcivano pregiudizi di dubbia serietà a prescindere dall’individuazione dell’interesse leso e quindi del requisito dell’ingiustizia”. Tale affermazione oltre appunto a negare il diritto della richiesta di risarcimento per danno esistenziale, mette in evidenza la volontà di definire la morte degli animali e il loro maltrattamento come una “fantasiosa e ridicola prospettazione di pregiudizio” paragonando di fatto il maltrattamento di animali che in Italia è un reato penale punibile con il carcere e la morte del proprio animale di affezione per mano altrui alla rottura del tacco di una scarpa o all’errato taglio dei capelli. “Appare evidente che questa interpretazione della morte degli animali di affezione e il loro maltrattamento non solamente è inaccettabile per chiunque abbia un minimo di cultura animalista ma è vergognosa negli negli stessi paragoni contenuti nell’ignobile paragrafo- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA autore della lettera al capo dello stato- ora noi siamo chiamati a rispettare le sentenze,ma quando queste contengono affermazioni assolutamente campate in aria e che offendono i sentimenti di milioni di italiani che vivono con i loro animali di affezione crediamo di avere il diritto di indignarci e di chiedere un correttivo immediato. Per questo questa mattina ho inviato una lettera al capo dello stato, anticipata via email e gia protocollata dalla segreteria generale della Presidenza della Repubblica per sollecitarlo a intervenire per garantire non solo il rispetto di coloro che amano gli animali, ma anche per porre fine a questi che sono paragoni offensivi e vergognosi tanto di più che sono contenuti in una sentenza delle sezioni unite civili della suprema corte e per garantire- conclude Croce- il diritto di chiedere il danno esistenziale sia per la morte del proprio animale domestico che per il maltrattamento di animali più in generale”.

14 settembre 2010 0

Dopo i missili, Gheddafi ci spara con la mitragliatrice… la nostra

Di redazione

Che Gheddafi sia stato sempre pronto ad impuganre le armi e ad utilizzarle contro l’Italia non è certamente un fatto nuovo. Lo fece già il 15 aprile 1986 quando scagliò contro l’isola di Lampedudsa due missili. Erano altri tempi ma, almeno quelle armi non erano state un dono di chi le avrebbe dovute subire. A distanza di 24 anni, molto è cambiato: l’Italia e la Libia sono amici, ma Gheddafi continua a sparare contro i suoi “amici”. Questa volta però, le armi gliele ha donate lo stesso governo italiano. Una forma di masochismo che sembra piacere agli italiani dato che dai governanti arrivano solamente scuse che possano giustificare quanto accaduto domenica sera in acque internazionali del Mediterraneo. Una vicenda che lascia di stucco anche i più accaniti estimatori dell’accordo Italo Libico grazie al quale, l’Italia ha dotato di motovedette armate e personale addestrativo, la Libia di Gheddafi con lo scopo di contrastare il fenomeno degli sbarchi di clandestini che dalle sponde libiche, arrivano su quelle italiane. Un paradosso però che non ha tardato a mostrarsi dato che domenica sera, un motopeschereccio italiano, “Ariete” della flotta di un armatore di Mazzara del Vallo, è stato il bersaglio delle mitragliatrice che arma proprio una di quelle motovedette. Ma non solo, a bordo del natatante aggressore, che batte bandiera libica e comandata da libici, vi erano anche uomini della guardia di finanza. Viene quindi da chiedersi, ma cosa sta accadendo? Le forze armate italiane non dovrebbero difendere gli italiani in qualsiasi parte del mondo? Invece, a quanto pare, il leader libico, evidentemente miglior stratega dei leader italiani, ha utilizzato quei mezzi per far valere un principio da lui stesso stabilito: cioè che le acque territoriali libiche siano estese anche ad una fetta di acque internazionali. A farne le spese è stato Ariete e il suo equipaggio che, sapendo cosa sarebbe accaduto se fossero finiti nella mani degli africani (arresto e sequestro della barca hanno preferito rischiare il fuoco “amico” degli italo-libici e fuggire. Il ministro degli interni Maroni, questa mattina, ha tentato di far passare la vicenda come un incidente ma a smentirlo è stato lo stesso capitano del motopeschereccio che ha riferito come quegli uomini sparassero ad altezza uomo colpendo la nave e rischiando, oltre al ferimento dell’equipaggio, anche di farla saltare per via della presenza di bombole di gas. Il ministro degli esteri, Frattini, oltre a ribadire che le regole di ingaggio in mare devono essere chiare, rimarca come il comandante del motopeschereccio sapesse di pescare illegalmente. Quasi una forma di responsabilità attribuita al pescatore. Ma è tutto il Governo, o buona parte di esso, che cerca di stemperare i toni, mentre però, dalla Libia, non sono arrivate vere e proprie scuse, men che mai dal leader libico. L’attacco più duro al governo arriva dalla Chiesa nella veste del vescovo di Mazzara del Vallo. Monsignor Mogavero che ha parlato di inerzia, quella che sta contraddistinguendo il governo italiano sulla vicenda. Ermanno Amedei

14 settembre 2010 0

Operai licenziati da Fiat Melfi in tour contro il nuovo contratto metalmeccanici

Di redazione

Sono diventati i portacolori della Cgil contro il nuovo contratto nazionale dei lavoratori metalmeccanici. Antonio Lamorte, Giovanni Barozzino, entrambi delegati Fiom, e Marco Pignatelli, i tre operai di Fait Melfi licenziati dall’azienda ma reintegrati dal giudice del lavoro, hanno iniziato un tour tra gli stabilimenti Fiat d’Italia per sensibilizzare i loro colleghi alle problematiche a cui si andrebbe incontro, qualora Federmeccanica mettesse nel cassetto, così come sembra voler fare, il contratto 2008 per attuare da subito quello 2009 sottoscritto solamente con Uilm e Fim. I tre, accompagnati dai dirigenti provinciali della Cgil, oggi, hanno incontrato i lavoratori dello stabilimento Fiat di Cassino al cambio turno delle 14. “Questo contratto Nazionale non è stato sottoposto alla verifica dei lavoratori come avvenuto per quello precedente – Lo ha dichiarato Benedetto Truppa segretario provinciale della Cgil – Inoltre prevede, come una spada di Damocle, la possibilità di deroghe. È uno strumento, questo, che in mano alle aziende è potentissimo e permette di aggirare anche i più elementari diritti dei lavoratori”. Ermanno Amedei

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14 settembre 2010 0

Grave incidente sull’A1, sfonda il guardrail e si ribalta

Di redazionecassino1

Grave incidente stradale questa mattina, intorno alle 6. 45,  sull’A1, in territorio di Roccasecca. Ne rimanevano coinvolte due persone a bordo di una Fiat Panda.. Per cause in corso di accertamenti,  il conducente dell’utilitaria,  originario di Siderno (RC) classe 1983 imprenditore, perdeva il controllo del  veicolo, andando ad urtare violentemente contro il guardrail.   Nell’urto, il veicolo sfondava la barriera protettiva, si ribaltava arrestando la corsa nella scarpata.  Il passeggero, veniva scaraventato fuori dall’abitacolo del veicolo. Entrambi  gli occupanti riportavano  gravi lesioni. Il conducente dell’utilitaria veniva trasportato all’Ospedale Umberto I° di Frosinone. Il passeggero, rimasto incastrato sotto il veicolo, è stato soccorso dai Vigili del Fuoco e trasportato con eliambulanza all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

14 settembre 2010 0

Sebastianelli, sull’apertura dello svincolo della Folcara: “Fiducia alla Provincia”, ma solo per dieci giorni

Di redazionecassino1

“Vogliamo dare fiducia all’Amministrazione provinciale, nonostante il ritardo spaventoso con cui sono stati condotti i lavori per l’apertura dello svincolo in località Folcara”: è quanto ha dichiarato ieri Giuseppe Sebastianelli, spiegando i motivi per cui la protesta avviata lunedì e che ha compreso anche il blocco della superstrada, è stata sospesa, almeno per il momento. La Provincia, nella persona dell’ingegner Antonio Trento, responsabile del procedimento,  ha infatti assicurato, durante un colloquio telefonico intercorso ieri pomeriggio con l’ex assessore, che entro il prossimo 24 settembre la strada sarà consegnata alla città e usufruibile dagli automobilisti. Ma gli abitanti della zona, e per la verità lo stesso Sebastianelli, non gioiscono ancora: per il momento aspettano che trascorrano questi dieci giorni, e in tutti i casi porteranno con loro l’amarezza degli ultimi dodici mesi, a tanto ammonta il ritardo nella consegna dei lavori, e l’esasperazione che li ha spinti a scendere in strada e a bloccare la strada.  Al loro fianco, oltre a Giuseppe Sebastianelli, che da settimane è capofila della protesta e della richiesta dell’immediata riapertura dello svincolo, si sono schierati tanti altri politici della città, come Giovanni Valente, Francesco Evangelista, Aldo Diodati, Orazio Picano, Vincenzo Tiseo, Giuseppe La Norcia, Emilio Iannetta, Robertino Marsella, Ettore Urbano e Fabio Fiorillo, tutti convinti che i residenti della località Folcara hanno pagato un prezzo abbastanza alto. “I cassinati di via Folcara – ha dichiarato Sebastianelli – hanno rinunciato a via Ausonia vecchia per moltissimi mesi, dal momento che appunto è stata chiusa al traffico per i lavori dello svincolo, e non possono più attendere né tantomeno continuare a percorrere la pericolosissima stradina alternativa a loro disposizione, per questo  è ora di ridare ai nostri concittadini immediatamente la vecchia strada oppure, il che è naturalmente auspicabile, aprire lo svincolo, anche alla luce della considerazione che sembra orami completato, e rendere un servizio al benessere della collettività”

14 settembre 2010 0

Elaborava dati ed evadeva le tasse, maxi evasione scoperta dalla Finanza

Di redazione

Oltre 1.000.000 euro di ricavi sottratti alle casse dell’erario, 315.000 in materia di Iva e la denuncia di un responsabile per aver superato ai fini IVA gli importi previsti per singola annualità; sono questi i risultati ottenuti a seguito di una verifica fiscale condotta nei confronti di una impresa dedita all’elaborazione elettronica dei dati di Frosinone da parte della locale Compagnia della Guardia di Finanza comandata dal colonnello Giancostabile Salato. La particolare forma di evasione fiscale è stata scoperta anche grazie all’utilizzo dello strumento delle indagini finanziarie. Nell’occasione, infatti, in assenza di elementi documentali idonei alla quantificazione della reale capacità contributiva della società, il ricorso all’indagine bancaria ha consentito di ricostruire i flussi monetari sottratti al fisco. In particolare nel corso delle attività ispettive è stato rilevato che l’impresa oggetto di verifica, attraverso consistenti operazioni commerciali sconosciuti al fisco, ha realizzato comportamenti omissivi non dichiarando ricavi e componenti positivi di reddito. Inoltre, l’iter fraudolento ricostruito dai finanzieri ha evidenziato, altresì, che l’impresa commerciale, pur essendo soggetta all’obbligo di fatturazione, ometteva sistematicamente la corretta registrazione dei corrispettivi incassati. Complessivamente sono stati contestati: – 1.039.594 euro di elementi positivi di reddito non dichiarati; – 1.039.594 euro di base imponibile sottratta a tassazione ai fini IRAP; – 315.087 euroin materia di Iva. L’azione di servizio condotta a tutela delle “Entrate” statali è stata ispirata, come di consueto, agli indirizzi strategici disposti in materia dall’Autorità di Governo anche attraverso un rafforzamento della presenza ispettiva sul territorio ed una selezione mirata dei contribuenti da sottoporre a verifica.

14 settembre 2010 0

‘Aquino nel cuore’ interroga il vice presidente dell’Unione Cinquecittà

Di redazionecassino1

Dall’avvocato Carlo Risi, consigliere comunale di ‘Aquino nel cuore’ riceviamo e pubblichiamo.

Caro VICEPRESIDENTE dell’Unione dei Comuni Cinquecittà  GIOVANNI  EURITI,  MA COSA STAI FACENDO ?

Tutti ricordano la capillare opera di divulgazione del servizio di raccolta “porta a porta” di rifiuti domestici differenziati che l’amministrazione Comunale effettuò alcuni mesi orsono presso la cittadinanza allo scopo di sensibilizzarla e renderla edotta dei vantaggi di questo nuovo servizio, erogato per il tramite dell’Unione Cinquecittà.Notizie di stampa, siti internet “addobbati” per l’occasione, conferenze ecc ecc, sembrava che l’inaugurazione della raccolta “porta a porta” dovesse essere l’evento amministrativo più atteso della corrente legislatura, quello che avrebbe risolto una volta per tutte e con minori costi l’annoso problema della raccolta della nettezza urbana. E l’inaugurazione sembrava sempre più imminente tra l’entusiasmo dei cittadini, le cui aspettative in un servizio decoroso si consolidavano sempre più. Dopo di che, all’improvviso, come degli aerei in transito nel triangolo delle Bermuda,  della raccolta “porta a porta” non se ne è saputo più nulla. Nel frattempo era salito sullo scranno di vicepresidente dell’Unione quel “furbacchione” di Giovanni Euriti, pedina fidata del Sindaco Grincia, al quale è accomunato dal notorio iperattivismo amministrativo, che lo rende meritevole dell’indennità, che -unico tra gli attuali amministratori comunali, se non erro – percepisce dall’Unione Cinquecittà. Ma sulla questione “indennità” voglio evitare la facile demagogia, perché se l’amico Giovanni – in luogo dell’oziare nel tempo libero – dedica le sue energie lavorative alla città, è giusto pure che venga in qualche modo compensato. Però oggi sono venuto a conoscenza – per il tramite di atti ufficiali ai quali ha avuto accesso per primo il consigliere Di Ruzza – che il Comune di Aquino sebbene più volte (novembre 2009; febbraio 2010; giugno 2010) formalmente diffidato dall’Unione all’adozione degli atti e delle delibere propedeutiche all’inaugurazione del servizio di raccolta differenziata “porta a porta” NON HA ADERITO e questa è la ragione per cui siamo ancora al palo.

Ed allora caro vicepresidente Euriti Ti chiedo:

a)       perché questo servizio non è ancora partito ? avete per caso preso per fessi i cittadini anche sulla raccolta “porta a porta” ?

b)      perché non hai detto mai nulla sulla vicenda ?

c)       non è che avete dimenticato di prevedere in bilancio le somme per la raccolta differenziata “porta a porta” ? (a me, se non erro, questo impegno in bilancio non risulta ndr)

d)      cosa hai concretamente fatto negli organi e con atti ufficiali dell’Unione (non a chiacchere nelle “conventicole” tra pochi intimi che per quanto mi riguarda è puro gossip) per far sì che questo servizio – che la Tua amministrazione ha tanto decantato – partisse al più presto ? 

e)        nella nota della Corte dei Conti si ipotizza “conseguenze sul piano della sana gestione dell’ente e con profili di responsabilità amministrativa-contabile e penale” in merito alla vicenda “stabilizzazione” degli operatori, per la quale, se non erro, Tu intervenisti anche in consiglio comunale, leggendo un comunicato a sostegno della legittimità e della opportunità della scelta amministrativa, oggi oggetto di chiarimenti da parte del magistrato contabile: cosa puoi dire ai cittadini sulla questione ?

ed, infine, mi chiedo, a cosa serve l’Unione Cinquecittà se, dei servizi che istituisce, non ne beneficiamo ?  

Ovviamente verificheremo come stanno le cose sulla questione anche presso l’Unione adottando tute le iniziative del caso ed informando puntualmente i cittadini 

Avv Carlo Risi

  Consigliere Comunale

14 settembre 2010 0

Auto ribaltata sull’A1, feriti gravi imprenditore e operaio

Di redazione

Un grave incidente stradale si è verificato questa mattina sulla carreggiata Sud dell’A/1, nel territorio del comune di Roccasecca (Fr). Nel sinistro è rimasta coinvolta una sola autovettura: una Fiat Panda con a bordo due persone. Per cause in corso di accertamenti il conducente del veicolo F.B. originario di Sidereo (Rc) 27 anni, imprenditore, ha perso il controllo del veicolo, ed è andato ad urtare violentemente contro la barriera guard rauill di massima protezione posta a delimitazione della scarpata ascendente. In conseguenza del violento urto, la barriera è stata abbattuta; il veicolo è uscito di strada e ribaltandosi su se stesso è andata ad arrestarsi sulla scarpata. Il passeggero, B.F. originario di Sidereo (Rc) 29 anni, operaio, è stato scaraventato fuori dal veicolo. Entrambi i giovani hanno subito lesioni gravi. Il conducente, a bordo dell’autoambulanza è stato trasportato all’Ospedale Umberto I° di Frosinone, mentre per il passeggero, rimasto incastrato sotto il veicolo è stato soccorso dai Vigili del Fuoco e trasportato con eliambulanza all’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina. Le loro condizioni sono gravi. I rilievi del caso sono stati effettuati dagli agenti di polizia stradale della sottosezione di Cassino agli ordini del sostituto commissario Italo Acciaioli.