Federalismo, senatore Usa Don Balfour: “Obama sta facendo passi indietro”

9 settembre 2010 0 Di redazione

Il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese, ha ricevuto questa mattina una delegazione dell’Associazione delle Assemblee legislative degli Stati Uniti d’America (Ncsl), guidata dal senatore Don Balfour . L’Associazione rappresenta 7500 legislatori nei 50 Stati e territori degli Stati Uniti.
“Questo incontro – ha detto Abbruzzese – ha rappresentato una prima importante occasione per confrontarci su alcuni temi che fanno parte dell’agenda politico-istituzionale del nostro Paese, ma anche di quella degli Stati Uniti d’America e sui quali le Assemblee legislative sono chiamate ad esprimersi. Mi riferisco, per esempio, al federalismo, alla sanità, all’immigrazione e alle politiche sulla sicurezza”.
“Oggi le dinamiche economiche dettate dalla globalizzazione e dalla crisi in atto hanno delineato nuovi scenari e nuovi problemi da affrontare e risolvere. In cima alle preoccupazioni c’è, in Italia come negli USA, l’impatto della crisi sull’occupazione, che richiede soluzioni urgenti ed efficaci. In tal senso, la Regione Lazio ha dalla sua parte una incondizionata sintonia con il Governo centrale, fondamentale in molti casi per risolvere le tante questioni sul tappeto. Non di meno abbiamo una Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato e le Regioni ben rappresentata dal nostro presidente Polverini, che favorisce la cooperazione tra l’attività dello Stato e quella delle Regioni”.
Mario Abbruzzese, che è anche presidente capofila sul federalismo fiscale nell’ambito della conferenza delle assemblee legislative regionali, ha poi continuato il suo intervento, accennando proprio al federalismo fiscale che apre nuovi scenari per il governo delle Regioni.
“Questa riforma – ha continuato Abbruzzese – rappresenta un’occasione e una sfida per l’Italia e per la Regione Lazio. L’obiettivo è quello di una maggiore responsabilizzazione delle istituzioni e di un’amministrazione più efficiente e più vicina ai cittadini. Di fatto il federalismo fiscale è destinato a risolvere un problema che il nostro sistema si porta dietro da troppo tempo. In Italia, infatti, sono più di vent’anni che si tenta invano di superare il criterio della spesa storica, in base al quale decine di miliardi di trasferimenti statali sono stati assegnati in base alla spesa sostenuta fino ad oggi. Questo sistema, basato sul criterio per cui più spendi e più sei premiato, produce una sorta di incentivo all’inefficienza. Viceversa, il criterio del fabbisogno standard è invece diretto a identificare il costo efficiente di un servizio, che diventa il parametro in base al quale rapportare le risorse finanziarie autonome. Anche il Lazio deve affrontare tale sfida perché il federalismo fiscale introduce modelli virtuosi di competizione e di efficienza, dando maggiore responsabilità alle amministrazioni locali. Il riconoscimento di una maggiore autonomia finanziaria agli enti territoriali, punto di avvio della riforma deve essere necessariamente accompagnato dall’affermazione del principio di solidarietà tra aree forti e aree deboli del Paese”.
Dopo aver affrontato i temi dell’istruzione e dell’immigrazione, auspicando la creazione di una società “che non sia semplicemente multietnica, ma che diventi, invece, interetnica”, Abbruzzese si è soffermato sulla Sanità.
“La sanità – ha detto – in molte regioni italiane registra punte di eccellenza ma anche gravi inefficienze, determinate soprattutto da una cattiva gestione di risorse e di professionalità. Eliminare le inefficienze e fare anche del Lazio una Regione virtuosa costituisce una delle priorità per questa legislatura. Nel Lazio si è determinato un indebitamento difficile da colmare e che richiede una decisa azione di governo. Per questo motivo è in atto un piano di rientro dal deficit sanitario che prevede un taglio degli sprechi e, parallelamente, una riorganizzazione ed un ammodernamento della rete ospedaliera. Ciò significa concentrarsi sulle strutture ospedaliere di eccellenza e sul potenziamento dei presidi territoriali”.
L’intervento di Abbruzzese si è concluso con l’invito al presidente Balfour e ai membri della delegazione a far sì che “questo confronto sia l’occasione per intraprendere nuove collaborazioni, prevedendo per esempio interscambi tra i rispettivi uffici legislativi che supportano il funzionamento tecnico e organizzativo delle Assemblee. Queste, infatti, hanno un ruolo fondamentale nel recepire le istanze dei cittadini, tanto più in un questo momento di crisi. Se infatti le politiche nazionali si concentrano su obbiettivi macro, alle Regioni/Stati federali è demandato il compito non residuale di declinare, attuare e sostenere le politiche così dette ‘micro’, ma di grande impatto sulla vita delle persone”.
Don Balfour, dal canto suo, ha sottolineato come dal 1996 il Dipartimento di Stato ha chiesto alla Ncsl di condividere le esperienze governative federali con i Consigli regionali e le Assemblee italiane “in un momento in cui stiamo tutti affrontando la fase della devolution, ossia il trasferimento delle responsabilità dal Governo centrale agli stati o regioni. Questa di oggi è per noi la quinta visita ufficiale in Italia”.
Balfour si è poi soffermato sull’importanza delle relazioni che esistono fra gli Stati e il Governo Federale degli Usa. “La crisi economica mondiale ha causato enormi deficit di budget non solo ai nostri Stati, ma anche ai budget delle vostre regioni, creando enormi difficoltà”, ha detto il senatore americano della Georgia.
“Nei primi sei mesi del 2010 gli Stati nazionali hanno subito una diminuzione delle entrate fiscali per oltre 173 miliardi di dollari. Poiché le Costituzioni di molti Stati richiedono un equilibrio di bilancio, i miei colleghi ed io abbiamo dovuto affrontare questa diminuzione attraverso la riduzione delle spese e l’aumento delle tasse. In alcuni Stati americani le tasse sono state aumentate per 53 miliardi di dollari, in altri sono stati effettuati tagli per 120 miliardi così da poter arrivare al pareggio di bilancio. Ad oggi tutti sanno che il 1 gennaio 2011 si troveranno ad affrontare un deficit di altri 89 miliardi di dollari, con un’economia che continuerà ad essere in difficoltà. Il deficit del Governo federale, che non è obbligato a rispettare equilibri di bilancio, è attualmente di oltre 13 mila miliardi di dollari”.
“Recentemente – ha continuato Don Balfour – il Congresso ha istituito una Commissione federale per ridurre il debito. L’Ncsl teme che la Commissione suggerisca al Governo federale di inviare meno fondi per finanziare i progetti condivisi con gli Stati, lasciando i costi completamente a carico degli stessi. Oppure di introdurre una tassa sul valore aggiunto al posto dell’attuale tassa federale sul reddito. Questo potrebbe danneggiare seriamente le entrate fiscali degli Stati e la loro indipendenza rispetto al Governo federale”.
Il senatore degli States ha chiuso il suo intervento ricordando che “Negli ultimi ottant’anni ci sono stati continui confronti fra il Governo federale e quelli statali proprio sulle politiche di federalismo fiscale. Negli anni Ottanta Ronald Regan ha intrapreso la strada del decentramento delle responsabilità agli Stati. Strada portata avanti anche da Clinton. Oggi – ha concluso – Obama sta facendo un passo indietro, aumentando il peso del Governo federale”.