Malata di leucemia snobbata da familiari, la salvezza arriva dall’America

9 settembre 2010 0 Di redazione

“Sono una donna di 50 anni, abito in un paesino vicino Cassino, Sant’Elia Fiumerapido”. Così C.D.A. esordiva nella lettera (leggila) inviata al Punto a Mezzogiorno nella quale raccontava la sua storia che, a maggio dello scorso anno, ha coinvolto emotivamente la provincia di Frosinone e non solo. “Da circa un anno ho scoperto di avere una malattia,- si leggeva tra l’altro – un linfoma nel sangue e da circa 6 mesi sono in trattamento con CBVD (caelix, vindlastina, bleomicina dacarbazina cioè chemio terapia) secondo un programma di sei cicli e pertanto sono in lista di trapianto”. La difficile ricerca di un donatore di midollo compatibile lo diveniva ancor più quando alcuni suoi familiari prossimi, si rifiutarono di donargli le cellule che le avrebbero dato speranza di sopravvivenza. Poi quella speranza è sembrata arrivare dal figlio che era risultato compatibile al 60%, non tantissimo, ma sufficiente per provare. Quando si stava per procedere con quel tentativo quasi disperato, dall’America è arrivata una notizia quasi incredibile: dalla banca dati dei donaori era stato individuato uno statunitense compatibile al cento per cento, sia dal punto di vista emocromatico che del Dna. “Non conosco quell’uomo” dice oggi dal donna “ma so che gli devo la vita”. A febbraio di quest’anno, è stato possibile effettuare il trapianto: “Ho passato momenti terribile – racconta C.D.A. – a www.ilpuntomezzogiorno.it – la terapia post operatoria è stata durissima, ho ancora molto da fare ma oggi sto meglio e soprattutto sò di avere molte più speranze di sopravvivenza. Questa storia inoltre mi ha fatto cambiare punto di vista, non serbo rbbia o rncore per nessuno, preferisco guardare alle cose che ho e alle persone che mi voglio bene, oltre ai miei figli e a mio marito, anche la mia cara amica Maria che mi è stata vicino in questi momenti come fosse mia sorella”.
Ermanno Amedei