Avvocato freddato, l’assassino era convinto che fosse vittima di congiura

28 ottobre 2010 0 Di redazione

Una causa civile e la possibile vendita giudiziaria della casa sarebbe stato il movente che ha spinto ieri Natalino Di Mambro, ad impugnare la pistola, a recarsi nello studio del suo avvocato Massimo Pallini e a fare fuoco. L’uomo, che ieri sera alle nove ha chiamato un altro avvocato, Raffaele Papa, e si è costituito in commissariato a Cassino, era convinto che alle sue spalle vi fosse una congiura per toglierli la casa. Tra i congiurati, era convinto e così ha riferito agli agenti di polizia che lo interrogavano, che vi fosse anche il suo avvocato. Per questo, ieri alle 16, ha emesso la “sentenza” di morte. Uno stato di confusione mentale, così come descritto dal nuovo avvocato Raffaele Papa, che lo avrebbe portato al folle gesto. Adesso il reo confesso è in stato di fermo in attesa dell’interrogatorio di garanzia.
Er. Amedei