Contro la “mozzarella rosa” Coldiretti chiede trasparenza all’origine

19 ottobre 2010 0 Di redazione

“Ciò che è successo era assolutamente prevedibile e succederà ancora se non si risolve il problema alla radice”. Simone Ciampoli, direttore Coldiretti Abruzzo, commenta con amarezza la notizia delle mozzarelle rosa scoperte da una famiglia di Teramo dentro una confezione che, stando a quanto riportato in etichetta, proveniva da un caseificio pugliese. Una notizia che, ricordando le mozzarelle blu che provocarono alcuni mesi fa molto scalpore, riporta l’attenzione sull’importanza di una etichettatura trasparente che sappia indicare l’origine dei prodotti agricoli e alimentari e non solo la sede di lavorazione. “Dopo la mozzarella blu, la scoperta di esemplari di mozzarella rosa conferma l’importanza di conoscere la provenienza di ciò che mangiamo” commenta Ciampoli “la mancanza di una legge adeguata, attualmente esistente per il latte fresco ma non per il latte a lunga conservazione e per i derivati, accentua la confusione e la paura del consumatore, aggrava la condizione di crisi che vivono gli allevatori che, purtroppo, devono fare i conti anche con l’atteggiamento e l’ostilità delle industria di trasformazione, che non vuole neanche sedersi al tavolo delle trattative per la ridefinizione del prezzo del latte. Auspichiamo che la scoperta della mozzarella rosa, in cui l’istituto zooprofilattico ha confermato la presenza di germi cromogeni che proliferano se viene interrotta la catena del freddo, serva per riportare l’attenzione su un problema di cui la Coldiretti si fa portavoce da anni”.