Estorsione tra prostitute, le rumene diventano “protettrici” delle italiane

31 ottobre 2010 0 Di redazione

E’ preoccupante il fenomeno che sembra intensificarsi nel mercato del sesso a Cassino. Si tratterebbe di episodi che le forze dell’ordine non hanno sottovalutato e sui quali si continua ad indagare. E’ l’estorsione tra prostitute che, in alcuni casi, è stato motivo di furenti litigi e pestaggi tra donne di strada. Se un tempo la figura che garantiva la protezione alle “lucciole” era maschile, oggi, una delle novità è che, in questo, l’uomo è stato soppiantato da altre lucciole. Cioè, prostitute che oltre a “battere”, impongono la legge della loro protezione anche alle colleghe costrette a elargire percentuali dei ricavati di prestazioni sessuali. L’altra novità è che sono le prostitute straniere ad avere la meglio su quelle italiane. A Cassino, si sa, il mercato del sesso è fiorente sulla strada consortile che dalla superstrada Cassino Formia conduce allo stabilimento Fiat. E’ lì che di notte, decine di donne, ciascuna al proprio tratto di guardrail, sbarca il lunario aspettando clienti. Ebbene pare che le rumene starebbero tentando la “scalata” sulle loro colleghe italiane, per lo più napoletane. Le ganesi, invece, hanno già da tempo avuto la meglio sulle loro connazionali. Le tariffe sembrano fissate intorno al 20% di ogni prestazione. Significa cioè, che per un rapporto sessuale completo (non scenderemo certo nei dettagli) pagato mediamente 50 euro, la protettrice percepisce 20 euro. Per una prestazione da 30 euro, invece, la prostituta deve cedere almeno 10 euro. Il reato che si configura in questo caso, sarebbe quello dell’estorsione dato che per convincere le loro colleghe ad entrare nella scuderia, alcune prostitute rumene non hanno risparmiato minacce di pestaggi che spesso non sono rimaste solo parole. Il rischio è che, oltre al già grosso e disgustoso problema del dilagante fenomeno della prostituzione, si possa scatenare anche una guerra da meretrici con conseguenze inimmaginabili. Per far fronte a questo problema, carabinieri e polizia stanno investigando per individuare le responsabili, ma anche per mettere pressione sul mercato e tentare di debellarlo.
Er. Amedei