L’Italia dei Valori al fianco dei lavoratori della Videocon e della Fiom

14 ottobre 2010 0 Di redazionecassino1

“Ancora una volta siamo al fianco dei lavoratori della Videocon di Anagni, impegnati nell’ennesima lotta per rivendicare diritti che si assottigliano sempre di più.” Lo dichiara in una nota il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Anna Maria Tedeschi. “Auspichiamo che l’accordo per la cessione della fabbrica alla Ssim si concretizzi al più presto, mentre chiediamo alla regione di gfarsi poravoce presso il Ministero dello Sviluppo economico affinchè porti avanti le trattative e ne metta al corrente i sindacati. L’azione svolta dall’assessorato per la gestione della cassa integrazione straordinaria in deroga viene in contro alle esigenze dei lavoratori e della Videocon, ma la vera svolta di tutta questa triste e lunga vicenda sarebbe la riattivazione del sito industriale: i lavoratori ormai da troppi anni in cassa integrazione rivogliono la loro dignità. Gli ammortizzatori sociali troppo spesso sono delle soluzioni tampone necessarie ma per la nostra economia serve un piano di sviluppo e di rilancio serio. Ci auguriamo che il nuovo ministro se ne faccia carico.” L’esponente dellItalia dei Valori, inoltre, sarà presente a Cassino, domani dalle ore 11 alle 15, in piazza G. Diamare, per promuovere la manifestazione della Fiom di sabato prossimo e a sostegno dell’azione di difesa dei diritti sindacali che la FIOM sta portando avanti. “L’IdV è al fianco dei lavoratori e l’azione politica sul lavoro si pone come obiettivo una nuova stagione di incontro e di dialogo – sostiene Anna Maria Tedeschi –  gli scenari del settore metalmeccanico si inquadrano attualmente in un’ottica internazionale, ma questo non deve avvenire a discapito di lavoratori che a quanto dire dai vertici FIAT fanno o dovrebbero far parte di un progetto di rilancio e di sviluppo. Se il prosieguo di questo progetto che porta il nome di Fabbrica Italia deve invece essere subordinato a forme di ricatto o addirittura alla negazione di diritti acquisiti, questo non può essere tollerato, non possiamo consentire che la globalizzazione ci riporti ad un secolo fa, dobbiamo tutti insieme come sistema Paese fare in modo che i diritti dei lavoratori vengano riconosciuti anche lì dove invece oggi non è nemmeno avviato un percorso di riscatto”.