Un milione di piccioni ammalati vivono nelle città italiane

31 ottobre 2010 0 Di redazione

Inutile nascondersi dietro un dito, i piccioni che vivono in città molto spesso per molti cittadini rappresentano un problema, sia per il guano che lasciano e per tutti i problemi che ne conseguono, sia perché a torto vengono ritenuti animali sporchi e portatori di malattia, a questo c’è da aggiungere la prolificità dei piccioni che si riproducono in maniera costante e continua. Tra i circa 3 milioni di piccioni che vivono nelle città e nei paesi italiani almeno un milione di questi uccelli è malato. Ma attenzione a differenza delle credenze e delle dicerie i piccioni sono ammalati non a causa di strani germi o di strani mali di cui sarebbero (non lo sono) portatori ma perché molto spesso vittime degli spuntoni metallici dei cosiddetti “respingitori”che utilizzati a dismisura e spesso in maniera impropria non solo non allontanano di fatto i colombi ma spesso sono uno strumento del loro ferimento e delle conseguenti infezioni che si sviluppano nel corpo del piccione. AIDAA ritiene che sia necessario affrontare senza estremismi la questione della proliferazione dei piccioni nelle città. Occorre intanto evitare un fenomeno grave, illegale ma purtroppo diffusissimo come quello della distribuzione di grano e altro cibo avvelenato che provocano la morte atroce di decine di piccioni (ultimamente ne sono morti 80 solamente in piazza del Duomo a Milano), ma è anche impensabile di ricorrere alle ordinanze dei sindaci che sempre più con la scusante della questione di igiene pubblica danno via libera a insensate mattanze per il sollazzo perverso dei cacciatori. Allo stesso tempo però occorre che anche si riconoscano i problemi che questi volatili creano ai centri cittadini problemi creati di fatto in maniera quasi totale dal guano dei piccioni che imbrattano i marciapiedi e creano problemi nelle grondaie. La questione c’è e và affrontata con buon senso e con la capacità di individuare soluzioni risolutive che non siano spot e nemmeno paliativi. Fermo restando che non è accettabile parlare di mattanza dei piccioni facendola passare per caccia selettiva, cosi come non riteniamo di dover puntare sui “dissuasori metallici” AIDAA propone al sottosegretario alla salute Francesca Martini ed ai vertici dell’ANCI che rappresentano i sindaci un tavolo tecnico, composto anche da esperti della specie, dai veterinari e dai rappresentanti delle associazioni animaliste per affrontare in maniera serena e condivisa la questione della proliferazione dei piccioni nei centri cittadini e nelle campagne. “Noi- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- riteniamo che la soluzione della questione dei piccioni non passi attraverso la morte o lo sterminio degli stessi, ma nemmeno attraverso la proliferazione dei dissuasori metallici, puntiamo invece sia sull’introduzione delle specie di cacciatori naturali dei piccioni e con la diffusione di una vera e propria campagna di sterilizzazione dei colombi per ridurre la proliferazione- continua Croce- ovviamente capiamo anche coloro i quali sollevano le problematiche legate al guano dei piccioni che spesso è motivo di degrado per le facciate delle case private ma anche dei monumenti pubblici, quindi occorre avere il coraggio di mettersi attorno ad un tavolo per individuare i sistemi per ridurre la popolazione dei piccioni in maniera naturale e allo stesso tempo trovare le risorse per ripulire sia i monumenti che i marciapiedi che molto spesso sono imbrattati dal guano dei colombi. Attendiamo- conclude Croce- che qualcuno risponda in maniera seria e propositiva alla nostra proposta”.