Giorno: 24 novembre 2010

24 novembre 2010 0

Raid vandalico, il sindaco Stante: “Apporto delle famiglie fondamentale al percorso educativo”

Di redazione
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«Le famiglie devono essere più vicine alle istituzioni per vigilare sul percorso educativo e scolastico dei figli». Il sindaco di Fossacesia, Fausto Stante, commenta così la segnalazione alla Procura della Repubblica, presso il Tribunale per i Minorenni, dei due minori autori dell’atto vandalico ai danni della scuola media di viale San Giovanni in Venere, avvenuto lo scorso sabato notte. «Mi preoccupa il fatto che si tratti di ragazzi minorenni», continua il sindaco Stante, «nel percorso educativo è fondamentale l’integrazione tra istituzioni e famiglie, per ristabilire un rapporto con i giovani, che oggi appare sfilacciato». Il Comune chiederà il risarcimento dei danni, che sono stati stimati in 5mila euro, alle famiglie dei minori. «L’amministrazione comunale non ha soldi da spendere per porre rimedio a queste bravate», è il pugno duro del sindaco, «anche per l’atto vandalico alla scuola dell’infanzia, lo scorso maggio, la cifra per ripulirla fu simile. Sono spese che la comunità non si può permettere. Un plauso va alle forze dell’ordine che hanno individuato subito i responsabili e alla Protezione civile che ci ha permesso di riaprire la scuola già lunedì».

24 novembre 2010 0

Da residui manicomiali a «cittadini» Storie di «risvegli» a Guardiagrele

Di admin

Fino a un anno fa erano quasi fantasmi, rappresentazioni di una vita «da matti» che aveva finito per usurparne l’identità, perché non si percepivano «persone», ma solo «malati di mente». Oggi, dopo un percorso di riabilitazione, finalizzato al recupero delle capacità residue, hanno avuto un’altra chance, e per alcuni di loro si apre la finestra di una seconda vita: lasciare il luogo di cura per vivere in condizioni di semi-autonomia.

E’ questa la straordinaria opportunità che si offre ad alcuni dei pazienti psichiatrici trasferiti dalle strutture del Gruppo Villa Pini e ospitati all’Ospedale di Guardiagrele, in procinto di lasciare la struttura protetta per approdare a una formula di residenzialità assolutamente nuova per molti di loro, vissuti da sempre in condizione di restrizione. Secondo l’équipe multi specialistica che li ha seguiti in questi mesi, per circa dieci malati può dirsi conclusa una prima fase del lavoro riabilitativo, che potrà proseguire con una formula diversa, ma sempre finalizzata al recupero delle abilità residue e soprattutto dell’identità di «persone», il passaggio forse più cruciale dell’intero percorso seguito. Oggi questi pazienti sono pronti a reinserirsi nel tessuto sociale conducendo una vita quasi autonoma, in una casa normale dove svolgono le normali attività quotidiane, in un regime di sorveglianza «soft» da parte del personale del Dipartimento di Salute mentale finalizzato a monitorare la correttezza delle terapie e le dinamiche di convivenza. Per questo la Asl si è messa in moto per cercare due appartamenti, a Guardiagrele, per consentire ad alcuni pazienti trasferiti dalle strutture di Villa Pini di poter lasciare l’ospedale e vivere liberi, in una condizione per alcuni sconosciuta, per altri dimenticata, visto che da «ricoverati» hanno passato quasi una vita intera.

La nuova fase del percorso riabilitativo prevede la collocazione di circa dieci pazienti in un contesto abitativo civile e con un minimo di apporto assistenziale, secondo il modello delle Comunità Alloggio Gruppo Appartamento, un progetto di «residenzialità leggera» che passa per strutture assistite dove si sperimenta una vita autonoma, seguiti dagli operatori sociali e sanitari. Piccole case «protette» dove le persone con disturbi mentali possono ricominciare a vivere, una «palestra» che li addestra ad affrontare tutti i problemi quotidiani che la vita reale comporta, un passaggio essenziale per chi porta sulle spalle la storia della psichiatria degli ultimi 30-40 anni.

«Malati come questi sono specchio di un tempo che dovremmo esserci lasciati alle spalle – chiarisce lo psichiatra Fiore Di Donato –. Per fortuna non c’è ricambio, nel senso che oggi psicosi gravi, schizofrenia e patologie simili non evolvono in forme croniche perché un diverso approccio terapeutico aiutato da riabilitazione e nuovi farmaci consentono prognosi meno infauste alla malattia psichiatrica, che non ci consegna più i cosiddetti manicomiali, quali invece sono purtroppo gli ex ospiti di Villa Pini. Il lavoro che abbiamo fatto qui da noi è stato proprio quello di ricostruzione dell’individualità, riaccostandoli alla vita degli altri, creando condizioni di integrazione che li facessero sentire come gli altri. E quindi la cura di sé, dal parrucchiere all’abbigliamento, la gita al mare e in montagna, il pranzo al ristorante, l’arte-terapia, la scelta del medico di medicina generale sono stati strumenti fondamentali per fare riacquistare a questi malati la coscienza di essere persone, e quindi di diventare, forse per la prima volta nella vita, cittadini».

«Accogliendo questi pazienti la nostra Azienda si è misurata con una sfida – aggiunge il Direttore Generale, Francesco Zavattaro – perché era importante tentare un’azione di recupero, per quanto potesse sembrare all’inizio disperata. Perciò abbiamo messo in campo un progetto chiaro, portato avanti da un personale motivato e capace, che ha portato a miglioramenti straordinari, al punto che oggi per alcuni è arrivato il tempo di riprendersi la vita per intera. Ma c’è un altro aspetto importante, che va sottolineato: l’intera operazione di trasferimento degli ex pazienti di Villa Pini ha rappresentato una straordinaria opportunità per il servizio pubblico, che si è riappropriato della riabilitazione psichiatrica, delegata troppo e troppo a lungo ai privati ».

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Raid alla scuola media, trovati i due vandali minorenni

Di redazione

Il raid vandalico all’interno della scuola media Polidori di Fossacesia ha due responsabili; si tratta di due minorenni. Sabato, a Fossacesia (Ch), ignoti erano penetrati all’interno dell’Istituto Scolastico “Polidori” e dopo aver prelevato dalla sala didattica di “arte” bombolette spray e colori acrilici, hanno imbrattato i muri interni della scuola, danneggiando materiali didattici tra i quali apparati fax e fotocopiatrici. I malviventi, prima di allontanarsi, hanno allagato i locali dei bagni asportando un personal computer, creando un danno complessivo quantificabile in circa 2 mila euro. L’immediata attività d’indagine svolta dalla Stazione Carabinieri di Fossacesia, ha consentito di accertare che gli autori del danneggiamento e del furto perpetrati in danno della citata scuola, erano 2 minorenni di Fossacesia, i quali, sono stati segnalati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di L’Aquila. Gli accertamenti eseguiti, hanno consentito di rinvenire l’apparecchiatura informatica asportata dai due ragazzi e di restituirla al dirigente scolastico.

24 novembre 2010 0

La Calabria verso l’UNESCO, la Varia di Palmi nella Rete Italiana delle Grandi Macchine a spalla

Di admin

Venerdì 26 novembre 2010, alle ore 10.30 e in sessione pomeridiana dalle ore 15.00, a Cosenza, Palazzo Arnone, la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici della Calabria promuove il workshop La Calabria verso l’UNESCO. La Varia di Palmi nella Rete Italiana delle Grandi Macchine a spalla. La Festa della Varia è una manifestazione religiosa che trova le sue origini sul finire del 1500 quando con lo scopo di avvicinarsi a Dio venivano costruite in molti paesi dell’Italia meridionale grandi macchine trasportate a spalla. La Varia di Palmi è un carro sacro costruito su una base di legno di quercia, chiamato “Ccippu”, di forma conica irregolare che rappresenta l’Assunzione della Vergine Maria. La gigantesca macchina viene trainata a spalla da 200 giovani, detti “mbuttaturi”, scelti tra gli appartenenti alle cinque corporazioni dei tradizionali mestieri della città (contadini, carrettieri, bovari, artigiani e marinai). Tra le macchine a spalla italiane la Varia di Palmi è l’unica con persone nei ruoli di figuranti: i 12 apostoli; gli angioletti, bambine di età compresa tra i sette e gli undici anni e in alto un giovane che rappresenta il Padreterno. In cima una bambina detta “Animella” (di età compresa tra i dieci e i dodici anni, scelta con votazione popolare), che rappresenta la Vergine Assunta in Cielo. Durante il workshop saranno presentate la Varia di Palmi, i Gigli di Nola, i Candelieri di Sassari e la Macchina di Santa Rosa di Viterbo, manifestazioni di grande e antica tradizione che, accomunate dall’uso di scenografiche ‘macchine’ da festa e dal trasporto a spalla degli imponenti apparati, hanno dato luogo al progetto della Rete Italiana delle Grandi Macchine a spalla, promosso e coordinato da Patrizia Nardi, dell’Università di Messina, per l’iscrizione dei quattro eventi festivi nelle liste UNESCO del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Il Patrimonio Culturale Immateriale comprende le manifestazioni dell’agire umano appartenenti alle comunità e ai territori di cui rappresenta il fattore identitario. Nello specifico ne fanno parte i dialetti, le lingue delle minoranze, le forme teatrali popolari, i canti e le danze, i saperi legati ai cicli agrari e calendariali e appunto le feste, i riti e le cerimonie. L’UNESCO con la Convenzione Internazionale per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale, promulgata a Parigi nel 2003 e ratificata dall’Italia nel 2007, promuove le azioni di tutela, protezione, promozione e valorizzazione del patrimonio culturale immateriale per garantirne la trasmissione della memoria storica e culturale. Parteciperanno all’iniziativa: Fabio De Chirico, soprintendente BSAE Calabria; Francesco Prosperetti, direttore regionale BCP Calabria; Elisabetta Simeoni, ICCD – Settore Beni Etnoantropologici MiBAC; Ennio Gaudio, sindaco di Palmi; Ambrosio Biancardi, sindaco di Nola; Gianfranco Ganau, sindaco di Sassari; Giulio Marini, sindaco di Viterbo; Domenico Naccari, consigliere delegato ai rapporti tra la Città di Roma e la Calabria; Mario Caligiuri, assessore alla Cultura Regione Calabria; Patrizia Nardi, Università di Messina, progettista della Rete Italiana delle Grandi Macchine a spalla; Eugenio Crea, coordinatore Comitato Varia Pro Unesco; Tommaso Rotundo, antropologo Università “La Sapienza” e Annamaria Lico, responsabile Settore Etnoantropologico Soprintendenza BSAE Calabria. Modererà i lavori Alfonsina Bellio, etnoantropologa Dipartimento di Filologia UNICAL. Il workshop rappresenta, secondo il soprintendente De Chirico, un importante momento di riflessione sulle prospettive del patrimonio etnoantropologico regionale e nazionale che esposto a rischi di perdita e dispersione necessita di sforzi comuni, di nuove forme di collaborazione e partenariato tra istituzioni pubbliche e private che superino i limiti, come insegna l’esperienza della Rete, di soffocanti localismi.

Arricchisce l’iniziativa una mostra fotografica e il modello in scala della Varia di Palmi, a cura della Rete Italiana delle Grandi Macchine a spalla con il contributo delle città e delle comunità festive di Nola, Palmi, Sassari e Viterbo.

Sarà possibile assistere all’evento in diretta streaming collegandosi al sito www.articalabria.it

24 novembre 2010 0

Rifiuti a Napoli, Montino (IdV): “Bene solidarietà, ma dove li scarichiamo?”

Di redazione

“Essere solidali con le altre Regioni, in particolare con la Campania per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, è cosa buona e giusta”. Scrive Esterino Montino capogruppo Pd alla Regione Lazio. “La Regione Lazio lo ha già fatto in precedenza. La Presidente però, per mantenere alto questo profilo solidaristico della nostra comunità, forse ha fatto il passo più lungo della gamba. Quanti sono e soprattutto dove li buttiamo questi rifiuti in più? A Malagrotta che sta per esaurirsi velocemente e che entro un mese dovrebbe essere chiusa? Oppure a Guidonia, oppure a Bracciano, a Latina, a Viterbo. Dove? Io credo che la solidarietà sia una cosa seria e che impegni di questo tipo si debbano prendere solo se si è già verificata la concreta, concretissima, possibilità di mantenerli. La situazione dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Lazio e delle sue discariche si regge su un equilibrio talmente delicato che mi risulta difficile capire come questa generosità, ripeto, comprensibile e condivisibile, possa realizzarsi. Non vorrei che ci trovassimo di fronte al solito esercizio di promesse impossibili da mantenere. I cittadini del Lazio ormai sono abituati a queste performance negative della Presidente, però credo non sia necessario iniziare a fare brutte figure anche con tutte le regioni italiane. In questa Regione, per altro, abbiamo anche il sindaco Alemanno che, sul tema dei rifiuti, non aiuta certo a risolvere il problema. Da tre anni cerca disperatamente di scaricarlo sul tavolo della Giunta regionale e prova pure a dettare le regole pro domo sua. C’è davvero spazio, in questa situazione, per i rifiuti di Napoli?”.

24 novembre 2010 0

Nucleare, Montino (Pd): “La Regione Lazio dice no ai reattori di Montalto di Castro”

Di redazione

“Il Consiglio regionale, così come previsto dal decreto legislativo, ha espresso oggi parere contrario nel Lazio alla collocazione e realizzazione di due reattori nucleari nel territorio di Montalto di Castro”. Lo annuncia in una nota stampa Esterino Montino il capogruppo Pd al Consiglio regionale del Lazio. “La discussione all’interno della maggioranza aveva prodotto un secondo ordine del giorno che non avrebbe dovuto essere messo ai voti ma che il presidente del Consiglio regionale Abruzzese ha ugualmente deciso di mettere ai voti costringendoci così a bocciarlo. Sul primo appuntamento vero, sul primo voto di sostanza di questo consiglio regionale la maggioranza si è spaccata. Sorprende l’assenza della Presidente Polverini su una questione così importante dal punto di vista politico, mentre non stupisce affatto l’assenza del vicepresidente Ciocchetti. L’Udc infatti, su una questione così importante, ha assunto una posizione responsabile astenendosi dal voto”.

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Fondovalle del Sagro, Fagnilli (IdV): “176 metri di vergogna lunga 8 (otto) anni”

Di redazione

Protesta, oggi, all’imbocco della galleria Spagone, sulla Fondovalle Sangro, da parte di Palmerino Fagnilli, consigliere provinciale Idv di Chieti. Fagnilli aveva un cartello al collo con sopra su scritto “176 metri di vergogna lunga 8 anni”. “La strada statale 652, più conosciuta come Fondovalle Sangro, – dice Fagnilli – finalmente torna all’attenzione di Anas e Provincia di Chieti, in seguito ad ordini del giorno e interrogazioni (luglio e novembre 2010) da me presentate in provincia di Chieti. Provincia e Anas, questa mattina hanno effettuato un sopralluogo presso la “famigerata” galleria Spagone, in territorio del Comune di Pietraferrazzana. La Statale 652 è affetta da problemi oramai annosi e non è ancora terminata. In particolare: – La galleria Spagone, lunga 176 metri, è stata chiusa nell’ottobre 2002, per paura di cedimenti e a causa crepe, in occasione del terremoto che distrusse San Giuliano di Puglia ed è stata presa di nuovo in considerazione dall’Anas solo nel maggio 2007. Realizzato il progetto e trovati i necessari 2,5 milioni di euro sono iniziati gli interventi che, da cronoprogramma, avrebbero dovuto concludersi il 20 maggio 2010. Ma sono ancora in corso, dopo una lunga pausa estiva, e nessun cartello come la legge vuole illustra: i tempi, il tipo di intervento, la ditta esecutrice, i costi. Alla faccia della legge e della trasparenza. Uno scandalo all’italiana: 8 anni per mettere in sicurezza 176 metri di galleria. -Per quanto attiene invece il tratto in costruzione della Fondovalle tra la stazione di Civitaluparella e Quadri si è verificata una grave e grande frana che a travolto le palificazioni già realizzate dalla ditta esecutrice. Per cui, ben conoscendo la complessità del terreno dove si opera sorgono gravi preoccupazioni circa il termine dei lavori. Da ricordare come l’allora ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro, a lavori già appaltati dovette intervenire con 12 milioni di euro per una perizia di variante proprio in merito al tema della stabilità del terreno. E adesso di nuovo frane! -Per quanto riguarda il completamento della Fondovalle, invece, il tratto di 4 chilometri tra Quadri e Gamberale necessita di 160 milioni di euro. Ma ad oggi, come invece era stato promesso dal governo, non un euro è stato stanziato. Anzi, dall’Elenco opere infrastrutturali di nuova realizzazione, Appaltabilità 2007-2011 del 26 giugno 2007 dell’ANAS, che prevedevano 91 milioni di euro già stanziati per l’opera, veniva scippato il grosso dei soldi tali da rimanere ad oggi solo 10 milioni, cioè nemmeno il costo del progetto. Certo, si chiedeva di metterci i soldi, non toglierli! Altro che opera di priorità nazionale, si tratta di asse essenziale alla vita delle zone montane e al terzo più importante polo industriale d’Italia, ossia la “Val di Sangro”. Ma come se non bastasse, ad oggi 24 novembre 2010, non c’è nemmeno il progetto della strada. Che capolavoro! E non dovremmo preoccuparci, alzare la voce e manifestare?!”

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Controlli alla filiera della pesca, denunciati e sanzionati commercianti e ristoratori

Di redazione

Nelle ultime ore si è conclusa un’altra serie di controlli nell’ambito della intera filiera della pesca da parte del personale della Capitaneria di Porto di Gaeta. Questa volta gli uomini agli ordini del comandante Francesco Tomas hanno provveduto a sanzionare due esercizi commerciali nella vicina Itri per violazione in materia di tracciabilità del prodotto. A Gaeta, invece, l’attenzione si è focalizzata sui ristoranti comportando la denuncia per frode in commercio a carico di due ristoranti del lungomare gaetano: il primo per frode in commercio per il tentativo di commercializzare come fresco pesce congelato, il secondo ristorante per detenere pesce (naselli e triglie) sottomisura che peraltro mancavano della dovuta documentazione sulla tracciabilità del prodotto ed erano, secondo la competente Asl intervenuta, in cattivo stato di conservazione. Al termine dell’attività pertanto le sanzioni elevate risultavano essere di circa 5mila euro oltre alla denuncia alla competente autorità giudiziaria. L’attività svolta dalla Capitaneria di Porto è finalizzata non solo per la tutela del consumatore ma anche per il più ampio concetto di tutela ambientale dato che il pescato sottomisura costituisce un danno per la risorsa mare. [nggallery id=195]

24 novembre 2010 0

Incendia case e si uccide, il pensionato ha lasciato un regalo alla nipotina

Di redazione

Un processo per usura che dura da 15 anni sarebbe la causa che ha esasperto Antonio Masci, il 74enne di Monte San Giovanni Campano che si è tolto la vita oggi, gettandosi in un pozzo, dopo aver tentato di dare fuoco, riuscendoci peraltro in un caso, alle abitazioni di chi aveva denunciato prestiti di denaro a tassi usurai. Il primo grado di quel processo si era svolto a Cassino e il 74enne era stato condannato a pagare un risarcimento alle parti civili. In questi giorni si sarebbe dovuto discutere l’appello, ma, nel frattempo, per l’azione risarcitoria, Magni aveva già dovuto ipotecare la casa. Questo sarebbe il quadro all’interno del quale è stato ideato il progetto di criminale ed insana vendetta che poi, alla fine, ha ucciso solo lui. Prima di imbracciare il fucile e riempire le taniche di benzina, però, il pensionato ha pensato alla nipotina alla quale ha lasciato una busta con dei soldi che sarebbero dovuti servire per comprare un regalo in vista del compleanno, alla famiglia, invece, ha scritto una lettera avendo, evidentemente, già in mente il drammatico epilogo della vicenda. Er. Amedei

24 novembre 2010 0

Incendia case e poi scappa, ritrovato in un pozzo il corpo di Antonio Masci

Di redazione

Si è tolto la vita gettandosi in un pozzo nei pressi delle abitazioni che aveva dato alle fiamme. Antonio Masci, pensionato, 75 anni di Monte San Giovanni Campano, era ricercato perché si temeva che potsse compiere quel drammatico gesto. L’uomo, nel corso della notte, aveva dato fuco ad appartamenti e aveva sparato colpi di fucile in preda ad un raptus di follia omicida che lo ha portato ad uccidere se stesso. Infatti il suo corpo è stato rinvenuto in un pozzo alto circa 18 metri nella frazione Colli. A recuperare la salma sono stati i vigili del fuoco di Sora che l’hanno imbragata e tirata in superfice. Pare che nella testa dell’uomo vi fossero dei fori, per cui non si esclude che possa essersi sparato prima di gettarsi nel pozzo. A spingerlo alla follia, a quanto pare, il processo per usura che aveva in corso a causa delle denunce di alcuni conoscenti, a cui ha bruciato la casa.