Lavoro e sviluppo, Sebastianelli: “Si riparta dal patrimonio naturale”

15 novembre 2010 0 Di redazione

“Lo Sviluppo Economico della città e le possibilità di lavoro soprattutto per i giovani cominciano, anzi ricominciano, anche dal patrimonio naturale esistente”, è quanto afferma Giuseppe Sebastianelli, che nella sua recente proposta di riorganizzazione dei servizi del Comune in sei macroaree ha inserito proprio lo Sviluppo Economico affianco alla gestione delle risorse umane, alla gestione delle finanze, ai servizi al cittadino, alla pianificazione del territorio, alla qualità della vita e dell’ambiente e alla gestione delle infrastrutture pubbliche. Premesse fondamentali sempre i concetti di partecipazione, condivisione, trasparenza e innovazione tecnologica.
“I prossimi amministratori dovranno attuare politiche di sensibilizzazione intorno a questo tipo di economia tra i giovani – spiega Sebastianelli – partendo dalla legge regionale n. 31 del 10.11.2006, che prevede la semplificazione amministrativa per le richieste di autorizzazione all’apertura di nuovi agriturismi e definisce il settore del turismo rurale quale nuova opportunità per gli operatori del settore agricolo sempre più in difficoltà reddituali, come confermano le manifestazioni di protesta degli ultimi mesi, e quale nuovo sbocco lavorativo per i nostri giovani, che potranno apprezzare la pratica dell’agricoltura grazie all’impiego da una parte di nuove attrezzature e dall’altra parte di un approccio nuovo e necessariamente al passo con le esigenze della società globale nei confronti del “fare azienda”, un approccio che alle nuove generazioni, spesso altamente qualificate e formate, non manca”.
Anche la Regione Lazio in questi giorni ha varato il piano di sviluppo del turismo “laziale” dando notevole importanza all’attività di agriturismo e in particolare di quello rurale: atteso che Roma capitale è tra le città più visitate al mondo, il piano punta l’attenzione sulla capacità delle province e degli altri comuni della regione di attirare turisti i quali, dopo la tappa principale del loro soggiorno che rimane comprensibilmente Roma, sono sempre più alla ricerca di esperienze concrete di contatto con la natura e con la degustazione di genuini sapori di un tempo, caratteristiche queste ultime che la città di Cassino, illuminata dal faro dell’abbazia, ha “per sua natura” e per posizione geografica che la vede a metà tra Roma e Napoli.
“La considerazione che l’agricoltura possa essere un’attività economica redditizia – suggerisce Giuseppe Sebastianelli ricordando che il Turismo è per fatturato secondo solo al settore metalmeccanico, con una variabile in più rispetto a quest’ultimo di disponibilità finanziaria immediata – deve essere supportata dal Comune con una seria e lungimirante politica economica, che renda più snella possibile la burocrazia e più vicini i finanziamenti europei e regionali. Recentemente l’Amministrazione provinciale ha aperto un punto informazione per la richiesta di sviluppo e finanziamenti in merito a tali attività: invito la giunta Iannarilli e l’assessore Abbate – chiede Sebastianelli – a inaugurare anche nella sede di Cassino un analogo punto di informazione utile a tutto il Cassinate, alla luce dell’attenzione data al tema anche al G20 di Seoul”.
Dopo aver ribadito più volte nelle scorse settimane che l’applicazione del Federalismo Fiscale porrà il sindaco nella condizione di incidere concretamente sull’Economia del territorio e che per questo è tanto più necessario che la città si doti di amministratori esperti di gestione finanziaria per essere il giusto corollario della rinascita delle piccole e medie imprese che rappresentano il cuore e la storia di Cassino, ora l’esponente del Pdl si rivolge dunque a una categoria specifica dell’economia della città, quella del Turismo Rurale. E invita in particolare i giovani, ma anche le aziende agricole già operanti, a rivalutare il notevole patrimonio rurale esistente per farlo diventare fonte di guadagno.