Raid ladreschi nella abitazioni, scacco alla banda degli albanesi

18 novembre 2010 0 Di redazione

Scacco alla banda delgi albanesi. Per quasi due messi, da aprile e maggio, era diventata l’incubo dei cittadini di Pennadono, Montenerodomo, Altino, Torricella Peligna e dei comuni collinari e montani che ruotano intorno alla Val di Sangro. Tutti giovanissimi, dai 20 ai 28 anni, ma esperti, decisi e da un curriculum criminale di spessore, hanno messo a segno diversi colpi in abitazione seguendo una tipologia di intervento che gli investigatori dei carabinieri sostengono essere tipica dei malviventi albanesi. Il raid avviene a notte fonda, praticando dei fori nelle finestre per aprirle e rubare tutto nonostante nella casa vi siano i proprietari che dormono. Gli uomini del capitano Geremia Lugibello, comandante della compagnia carabinieri di Lanciano e del maresciallo Palmino Zarlenga, sono stati a lungo sulle loro tracce e, grazie ai rilievi del Ris, a ricostruzioni e incroci di episodi e circostanze, hanno circoscritto le indagini concentrandole su quattro elementi. Su uno di essi, non vi sarebbero dubbi di colpevolezza, per cui a Biba Mirhat, 20 anni, già detenuto a Palermo per altri reati, è stata notificata un’ordinanza di carcerazione preventiva richiesta dal sostituto procuratore di Lanciano Di Cuonzo e firmata dal Gip del tribunale Frentano Canosa. Secondo i carabinieri, il 20enne, domicialito a Roma, insieme ad altri tre connazionali, di cui uno residente in Abruzzo e attualmente già in galera per usura, organizzavano spedizioni notturne nelle case del territorio. Otto sarebbero i colpi messi a segno per i quali si prefigura il reato specifico di furto in abitazione, uno invece, è stato messo a segno con le tipiche modalità della rapina. A Pennadomo, infatti, il proprietario di uno snack bar, venne aggredito dal gruppo e sotto la minaccia di un coltello puntato alla gola, venne costretto a consegnare soldi e sigarette. Veri e propri predatori della notte che, a volto scoperto, senza scrupoli, entravano nelle case della gente per depredare e, se scoperti, non esitavano ad adoperare violenza per guadagnare una via di fuga. Al momento, quindi, due sono stati assicurati alla giustizia grazie alle impronte lasciate nei luoghi dei crimini, su altri due si sta ancora indagando. Fondamentale, in questo caso, sono stati i rilievi delle impronte digitali e, così come sottolineato dal capitano Lugibello nel corso della conferenza stampa che si è tenuta stamattina, fondamentale è stata anche la lucidità di una delle vittime che, accorgendosi del furto e dell’irruzione in casa di estranei, ha lasciato inalterata la scena del crimine, senza toccare nulla, in attesa dei carabinieri preposti ai rilievi delle impronte. In quel caso sono stati rilevati gli elementi nescessari ad incastrare almeno uno degli albanesi. Il consiglio dei militari, quindi, è quello, in casi simili, di comportarsi nella stessa maniera.
Ermanno Amedei